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Le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP dell’Arabia Saudita





Dopo appena 7 giorni dalla memorabile gara di apertura in Bahrain, sul lungomare di Jeddah andrà in scena questa domenica il secondo appuntamento stagionale di F1. Cosa c’è da sapere a riguardo? Come sempre, noi vi proponiamo una serie di 10 cose che nessuno vi ha mai detto, questa volta dedicate al GP dell’Arabia Saudita!

10 cose
© Mark Thompson / Getty Images

Prima di iniziare, una precisazione: sappiate che l’Arabia è ormai cambiata. Non ci credete? E invece è così. Convinzioni e stereotipi a riguardo ormai non valgono più.

“Sì, okay, ma perché?!?11”

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Tranquilli, ora ve lo spiego. L’Arabia Saudita è ormai cambiata perché la cultura conservatrice e il sottosviluppo dei diritti umani non sono più le cose più resistenti del paese: dall’anno scorso, infatti, lo è l’ala anteriore di Lewis Hamilton.

Ma tralasciando quanto successo lo scorso anno, è tempo di pensare al presente. La Formula 1 arriva in Arabia dopo una gara inaugurale in Bahrain che ha regalato – seppur con il brivido – agli estasiati Tifosi della rossa una doppietta storica; chi ci arriva delusa è sicuramente la RedBull. La scuderia di Milton Keynes è ben conscia del fatto che l’Arabia Saudita sia il secondo Stato al mondo per riserve di petrolio, dietro solamente al serbatoio delle RB18 tornate ai box sui camion dopo il ritiro per un problema al sistema di pescaggio della benzina.

É tempo dunque di addentrarci alla scoperta della pista di Jeddah e del Gran Premio, di cui anticipiamo subito una particolarità: nonostante lo Stato sia conosciuto a livello internazionale come Saudi Arabia, a correrci non ci sarà la casa dei Quattro Anelli; ci saranno però la Sferrari, la Smercedes, la Sredbull, la Salpine e tante altre ancora.

Se non vi siete stancati di leggere sin qui, bene. Perché tra poche righe scoprirete davvero quello per cui avete aperto l’articolo: 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul GP dell’Arabia Saudita!

  1. Pare che questa sarà l’ultima volta che la Formula 1 correrà sul circuito della Corniche; dopo questa gara, infatti, la pista si conJeddah;
  2. Già dal giorno successivo a quest’ultima gara nella zona del circuito arabo ci sarà meno rumore. Non si sentirà volare una moschea;
  3. Red Bull si è presentata nei box di Jeddah diffondendo dai propri altoparlanti “Mi Manchi”, una canzone malinconica dedicata alla vittoria sfumata in Bahrain, e cantata da un famoso cantante italiano. In questo caso, dunque, Red Bull ti mette Leali;
  4. Gli organizzatori arabi hanno deciso di posizionare ben 3 zone DRS in questo GP. Quello che nessuno vi ha mai detto è che in Arabia l’acronimo sta per Donne Reduction System, e funziona grazie all’Allah posteriore;
  5. Ricordiamo tutti il magnifico giro di qualifica eseguito da Max Verstappen. L’olandese stava per mangiarsi tutti gli avversari quando, all’ultima curva, si è ricordato delle tradizioni locali e ha deciso di digiunare, facendo ramadanni;
  6. Nella nazione famosa per le perle si trova un circuito dalle curve ostriche;
  7. Si corre di notte, e dunque è difficile per piloti e team rimanere svegli. Le squadre hanno dunque deciso, per questo GP, di riempire i serbatoi delle proprie vetture con una miscela molto più adatta alla situazione: la miscela arabica;
  8. Visto il divieto di bere alcoolici, la cosa con più gradi che si trova nei dintorni è chiaramente curva 13: con i suoi 12 gradi può essere chiaramente classificata come una gran curvée;
  9. Durante il GP dell’Arabia Saudita le leggi statali e religiose si mischiano con quelle della fisica: i piloti che seguono gli avversari potranno contare sull’effetto sciaria;
  10. Essendo di recente costruzione, le curve del circuito non hanno nomi propri. Lanciamo quindi una petizione per chiamare le velocissime curve 8 e 9 “Arabiata 1” e “Arabiata 2”.




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Lorenzo Mangano

The author Lorenzo Mangano

Nato nel '97, sono fanatico di motorsport ed umorismo almeno dal '96. Tento di vivere, raccontare e trasmettere la mia passione in una chiave diversa dal solito.