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Le 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio di Gran Bretagna





Dopo un weekend di sosta (che i meccanici Ferrari sono comunque riusciti a sbagliare) si torna in pista per il decimo appuntamento del Mondiale 2022 di Formula 1. É la magnifica Silverstone a fare da cornice per la gara di questo weekend; facciamo dunque il quadro della situazione andando alla scoperta di 10 cose che nessuno vi ha mai detto sul Gran Premio di Gran Bretagna!

© Sebastian Kawka

A Silverstone si respira sempre aria di storia. Fu qui che nel 1950 andò in scena la prima gara valida per il Mondiale di Formula 1, e fu sempre qui che nel 2021 venne presentato al mondo per la prima volta il concept delle vetture di F1 che avrebbero corso nel 2022. Il fatto che l’evento fu trasmesso in diretta su Boing poteva e doveva destare un minimo di sospetto, ma tant’è.

Tornando all’attualità, l’Aston Martin AMR22 non è sicuramente una delle vetture su cui saranno puntati i riflettori in terra inglese, ma è spettato proprio alla scuderia di Silverstone rompere il silenzio stampa di questi giorni. A pochi giorni dal secondo GP di casa consecutivo, la scuderia di Lawrence Stroll si è detta convinta delle novità che il figlio del patron e Sebastian Vettel riceveranno proprio a Silverstone; finalmente i piloti in verde potranno assaporare i primi aggiornamenti funzionanti di questo 2022: entrambi riceveranno infatti tutte le ultime versioni delle App presenti sui loro cellulari.

Anche un’altra scuderia inglese, ossia la Williams, porterà aggiornamenti questo weekend. Dopo un inizio di stagione non eccezionale ma neanche pessimo, a Grove sono convinti che la loro FW44 sia una vettura comunque veloce e che può raggiungere la zona punti, come d’altro canto ha già dimostrato Alex Albon; questa volta, però, speriamo che gli uomini Williams avvertano anche Nicholas Latifi. Questo fatto gli deve essere sfuggito.

Anche a noi non resta che avvertirvi, per la precisione avvertirvi di fare attenzione durante la lettura del seguente elenco. Cosa contiene? Come sempre prima di un GP, contiene 10 cose che sicuramente nessuno vi ha mai detto, quest’oggi dedicate al Gran Premio di Gran Bretagna!

  1. Nel Paese in cui i Monty più famosi sono i Python, il meraviglioso circuito di Silverstone risulta piuttosto piatto; la particolarità è che, pur essendo un piatto inglese, non fa assolutamente schifo. Incredibile.
  2. Si tiene nella patria natale di Isaac Newton, autore della legge di gravitazione universale: “Ogni punto materiale attrae ogni altro singolo punto materiale con una forza che punta lungo la linea di intersezione di entrambi i punti“. Hamilton e Verstappen devono averla studiata per bene prima di affrontare la curva Copse lo scorso anno;
  3. Nel 2009 fu escluso il tratto di pista che comprendeva la curva Bridge, ora Solitario;
  4. La superficie del tracciato si estende su due diverse Contee, cosa che non rende per niente Contee nti gli organizzatori;
  5. Nel dicembre 2020 il rettilineo principale fu denominato “Hamilton Straight”, anticipando di qualche mese la frase pronunciata dal telecronista inglese alla visione del clamoroso bloccaggio a Baku 2021;
  6. La Curva 5 è da percorrere in pieno, ed è difficilissimo trovare un varco per passare. Colui che sta davanti chiude subito la porta, impedendo che l’avversario ci Aintree;
  7. Il circuito di Silverstone è costruito all’interno di un ex-aeroporto militare in cui sono custoditi alcuni bombardieri della RAF, che nel 2019 quasi quasi tornavano in volo dopo aver assistito al violento attacco di Sebastian Vettel su Max Verstappen;
  8. Oltre ai bombardieri, erano custoditi anche diversi carri armati. Giunti sul posto, i primi team chiesero cortesemente ai militari di spostarsi dalle strutture che sarebbero state usate come box e, sorprendentemente, lo fecero. “Tanks a lot!”, dissero i team principals in coro;
  9. Curva 4 è tra le più complicate, e solo Gasly riesce ad affrontarla in una maniera da favola: Pierreino e il Loop;
  10. Cosa disse ai colleghi il commissario che, dopo svariati minuti, riuscì finalmente a catturare e riconoscere il prete irlandese che nel 2003 invase la pista in segno di protesta? “Era Horan!”




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Lorenzo Mangano

The author Lorenzo Mangano

Nato nel '97, sono fanatico di motorsport ed umorismo almeno dal '96. Tento di vivere, raccontare e trasmettere la mia passione in una chiave diversa dal solito.