Uno dei temi più discussi del post gara giapponese è stato senza dubbio l’incidente di Bearman, innescato dalla differenza di velocità tra la Haas del pilota britannico e l’Alpine di Colapinto, unita a uno spostamento verso il centro della pista da parte dell’argentino. Vediamo, telemetrie alla mano, i dati dell’episodio più discusso del weekend.

Non si placano le polemiche sulla nuova Formula 1: questa volta però non sono state solo le qualifiche oggetto di critiche. Anche dopo la gara infatti diversi piloti hanno espresso forti critiche verso la FIA, lamentandosi del fatto che già mesi fa avevano fatto notare la pericolosità delle nuove dinamiche di gara introdotte dai nuovi regolamenti 2026. L’episodio scatenante è stato l’incidente di Oliver Bearman nel corso del ventunesimo giro di gara, provocato dalla forte differenza di velocità tra le due vetture unita a uno spostamento di Colapinto verso il centro della pista. Lo stesso argentino ha affermato che Bearman era talmente più veloce di lui da aver completato il sorpasso una volta finito sull’erba. Vediamo da cosa deriva questa differenza di velocità.
Colapinto solo 3 km/h più lento rispetto al giro precedente in occasione dell’incidente di Bearman
Partiamo dal dato più interessante: Colapinto non ha fatto niente di straordinario rispetto al giro precedente. La Power Unit del #43 è infatti entrata in recupero energia nello stesso punto del giro precedente e nello stesso punto circa di tutte le altre monoposto, ovvero circa 300 metri prima della Spoon Curve. Da allora la velocità è rimasta stabile poco sopra i 260 km/h. In particolare nel 21° giro, quello dell’incidente, l’Alpine ha affrontato quel tratto a una velocità di 261 km/h contro i 264 km/h del giro precedente. Nel giro 19 invece, il primo completo con gomme nuove dopo la sosta, Colapinto era transitato in quel punto un po’ più veloce, ovvero a circa 269 km/h. Questa velocità è in linea con quella di tutte le altre monoposto, che in quei giri transitavano nello stesso punto a velocità comprese tra i 273 km/h e i 268 km/h. Tutti tranne le Aston Martin di Alonso e Stroll, che invece arrivavano in curva 13 a meno di 260 km/h. La velocità di Colapinto era quindi perfettamente in linea con quella delle altre monoposto, anche se poco sotto la media.


Bearman a razzo grazie al Boost
Le telemetrie di Bearman non sono disponibili, però possiamo ricostruire quello che è successo grazie alle parole di Komatsu, Team Principal della Haas. Nel post gara il giapponese ha infatti spiegato che il team statunitense usava una strategia di recupero dell’energia leggermente diversa dalla Alpine che portava Bearman ad affrontare il tratto di pista incriminato a una velocità di qualche km/h superiore a quella dei rivali francesi. Il #87, consapevole di questo vantaggio in quel tratto, ha usato il Boost, ovvero la modalità di motore che garantisce più potenza elettrica per qualche secondo ed è liberamente utilizzabile dal pilota. Questa è diversa dall’Overtake, che può essere utilizzato solo quando ci si trova a meno di un secondo, ma l’effetto è simile. Grazie a questa modalità Bearman ha raggiunto, a detta di Komatsu, i 308 km/h, ovvero una velocità 47 km/h superiore a quella di Colapinto e tra i 35 km/h e i 40 km/h più veloce di quella di qualsiasi altro pilota in quel punto. L’argentino si è difeso spostandosi al centro della pista, forse intento a cambiare alcuni settaggi sul volante o forse non rendendosi conto della velocità stratosferica alla quale sopraggiungeva la Haas di Bearman. Una differenza di velocità tale da non permettere al pilota britannico di sorpassare la Alpine in sicurezza, finendo sull’erba prima e contro le barriere poi.
A seguito dell’incidente di Bearman la FIA ha spiegato che sono in corso discussioni per trovare soluzioni volte a non far ripetere situazioni del genere. La Federazione dice cha ha bisogno di raccogliere dati per trovare le contromisure necessarie e ciò richiederà tempo, ma di questo ne abbiamo parlato in un altro articolo.


