Antonelli è stato il più veloce nelle FP2 del GP del Belgio. Mercedes, dopo una prima sessione in cui era apparsa molto in difficoltà a causa dell’assetto troppo scarico, è sembrata in ripresa grazie a un’ala posteriore più carica e un assetto in generale volto a privilegiare maggiormente l’aderenza. O almeno questo è valido per Antonelli, perché il compagno di squadra Russell ha chiuso la sessione in settima posizione con un distacco di 1.285 secondi dal vicino di box. La seconda posizione in classifica è stata conquistata da Lando Norris, staccato di 190 millesimi dalla vetta. Il campione del mondo in carica ha chiuso quasi 8 decimi davanti al compagno di squadra Piastri, solo sesto dopo aver saltato la prima parte della sessione per via di alcuni problemi tecnici alla sua vettura. Le due Red Bull sono apparse ancora in forma grazie a Verstappen, terzo, e Hadjar, quinto. Nonostante questo l’olandese si è lamentato, come ormai abitudine in questa stagione, del comportamento della sua monoposto e in particolare del cambio. Il #3 ha anche provocato una bandiera rossa dopo essere finito leggermente largo in uscita dalla curva Campus. Il pilota è riuscito a completare il giro normalmente, ma la grande quantità di ghiaia portata in pista ha costretto i commissari ad esporre la bandiera rossa per ripulire la pista.
Le due Ferrari di Hamilton e Leclerc hanno invece chiuso in quarta e undicesima posizione, staccati rispettivamente di 7 e 15 decimi dalla vetta. Il monegasco si è visto cancellare il tempo per track limits, ma sarebbe stato comunque a circa un secondo dal miglior tempo di Antonelli. Il team di Maranello non ha quindi ripetuto le buone prestazioni delle FP1, ma probabilmente sarà necessario attendere le FP3 per avere un’idea più chiara dei rapporti di forza. Questo specialmente considerando il fatto che il degrado gomma sembra elevato e quindi in gara conterà molto la gestione degli pneumatici e non solo la prestazione sul giro.
La settima posizione è stata occupata dalla Alpine di Colapinto. La monoposto francese è stata particolarmente rapida nei rettilinei, ma ha mostrato alcune difficoltà nel settore guidato. Non sorprende quindi che l’incidente di Pierre Gasly sia arrivato proprio in quel tratto del tracciato. Il francese, che si era pure visto cancellare il tempo per track limits al Raidillon, ha perso la vettura in uscita dalla chicane di Les Fagnes sbattendo con la gomma posteriore destra contro le barriere esterne. La monoposto si è poi girata distruggendo l’ala posteriore. Il #10 ha provato a tornare ai box, ma si è dovuto fermare dopo pochi metri quando la posteriore destra si è definitivamente suicidata. Le altre due posizioni in top ten sono state occupate dalle Racing Bulls di Lindblad e Lawson. Ricordiamo che in questo appuntamento solo l’inglese avrà gli aggiornamenti montati sulla monoposto mentre su quella di Lawson arriveranno in Ungheria.
Le posizioni al limite della top ten dietro Leclerc sono state occupate da Bearman, Bortoleto, Ocon e Albon. In questa zona i distacchi si sono attestati intorno ai due secondi, in linea con quanto visto negli appuntamenti precedenti. Gli altri due piloti dei team di centro classifica Sainz e Hulkenberg hanno invece chiuso in sedicesima e diciassettesima posizione a 2.3 secondi dalla vetta.
Le due Cadillac e le due Aston Martin hanno ovviamente occupato le ultime 4 posizioni della classifica. Il team americano si è attestato su un distacco di oltre 3 secondi da Antonelli, con Bottas a 3.2 e Perez a 3.6. Ancora disastrosa invece la Aston Martin. Il team inglese, che nel prossimo appuntamento porterà corposi aggiornamenti che dovrebbero porre fine alla tortura alla quale sta sottoponendo i suoi piloti, ha chiuso a 5.2 e 5.4 secondi dalla vetta. Un distacco mostruoso, che non si vedeva dai tempi delle HRT. La frustrazione dei piloti emerge anche dal loro comportamento alla guida, come mostrato da una evidente e liberatoria derapata effettuata da Alonso in curva 1 una volta terminato il suo giro “veloce”. L’unica flebile speranza per i tifosi è che il programma di lavoro previsto per queste FP2 del GP del Belgio fosse leggermente diverso da quello dei team di testa. Se così non fosse ci limitiamo a constatare che i tempi delle “simulazioni di qualifica” di Alonso e Stroll siano stati simili a quelli della simulazione gara della Mercedes.


