Le FP3 del GP di Spagna sono stata l’ultima occasione per i piloti per prendere confidenza con il nuovo tracciato del Madring prima della qualifica. La quasi totalità dei team si è concentrata sull’effettuare giri con gomme soft per preparare la qualifica. Gli unici a non usarela mescola più morbida nella prima parte della sessione sono stati i due piloti Audi, che avevano una media in più e una soft in meno rispetto agli altri, e Lawson, che ha usato le hard.
Le FP3 del GP di Spagna sono state poi interrotte da una bandiera rossa provocata dall’incidente di Lewis Hamilton all’ultima curva. L’inglese della Ferrari è entrato troppo forte e, in seguito a un bloccaggio, è finito contro le barriere. I danni non sono stati ingenti, tanto che il #44 è riuscito a mettere la retromarcia e ripartire per provare a rientrare ai box. Per sua sfortuna però l’ala anteriore non si era staccata del tutto durante l’incidente e nel momento in cui è ripartito è finita sotto la ruota anteriore destra. Al sette volte campione del mondo è stato più volte intimato di fermarsi in un posto sicuro durante il giro, ma lui avrebbe voluto rientrare ai box per non perdere troppo tempo. Alla fine però si è dovuto arrendere alle richieste della squadra per evitare penalità e si è fermato dopo curva 15. L’attività in pista si è poi fermata per più di 40 minuti perché i commissari faticavano a rimettere le barriere Tecpro in posizione. I commissari ci hanno messo talmente tanto che la direzione gara ha deciso di fermare il tempo della sessione per permettere ai piloti di girare per gli ultimi 15 minuti.
La bandiera rossa ha aiutato Lindblad perché il tempo aggiuntivo ha permesso ai meccanici di terminare i lavoro sulla monoposto danneggiata durante le FP2. Una volta ripresa la sessione tutti, tranne Albon, sono scesi in pista con le soft. Il pilota della Williams aveva infatti danneggiato la sospensione posteriore sinistra nella prima parte della sessione toccando un muro e i meccanici non sono riusciti a riparare in tempo la monoposto per la fine delle FP3 del GP di Spagna.
Alla fine Antonelli è stato il più veloce di tutto grazie a un giro concluso in 1:32.797. Il pilota della Mercedes è stato 166 millisecondi più veloce di Charles Leclerc e 189 ms più veloce della prima della McLaren, quella di Oscar Piastri. Lando Norris ha chiuso quarto a 236 millesimi dalla vetta. La McLaren è sembrata in forma, in particolare nel terzo settore, tratto in cui perdeva meno da Antonelli rispetto ai rivali. Situazione inversa invece per la Red Bull di Verstappen, quinto, che ha perso ben 5 decimi nell’ultimo tratto per chiudere il giro a poco meno di 4 decimi dalla prima posizione. George Russell invece si è dovuto accontentare della sesta posizione, staccato di ben 7 decimi dal compagno di squadra. L’inglese ha fatto i suoi migliori giri appena tornato in pista, ma poi, al contrario dei rivali, non è riuscito a migliorarsi con il passare dei giri. Le altre posizioni in top ten sono state occupate da Lawson, Hulkenberg, Hamilton e Bortoleto. L’Audi è sembrata anche oggi in forma come nel corso delle FP1 di venerdì.
La prima delle posizioni fuori dai primi 10 è stata occupata dalla Alpine di Colapinto. L’argentino ha preceduto di oltre un secondo il compagno di squadra Gasly (16°, +2.174), che però si è visto rovinare il suo giro migliore dal traffico. Tra le due Alpine si sono piazzate le Haas di Ocon (12°, +1.633 s) e Bearman (13°, +1.684 s) e le Racing Bulls di Lindblad (14°, +1.708 s) e Tsunoda (15°, +1.768 s). Tra questi il più insoddisfatto a fine sessione è sicuramente Bearman. Non tanto per la prestazione sul giro secco, quanto perché l’inglese è andato violentemente a muro in curva 11 a fine sessione. Il #87 ha confermato di stare bene, ma i meccanici dovranno impegnarsi per rimettere a posto la vettura entro l’inizio delle qualifiche. Le ultime 6 posizioni sono state occupate dai piloti di Aston Martin, Williams e Cadillac.

