Si conclude la seconda sessione di prove libere al Red Bull Ring. Le FP2 del GP d’Austria hanno visto sia giri da qualifica come miglior tempi siglati ma hanno mostrato molte simulazioni di passo gara. Importante sottolineare la Virtual Safety Car chiamata a 10 minuti dall’inizio, causata da Sergio Perez che si è dovuto fermare a bordo pista per problemi idraulici costringendo tutti a rientrare per montare gomma soft e provare degli hotlap non appena sarebbe tornata la bandiera verde.
A dominare in entrambe gli scenari abbiamo il nostro connazionale Kimi Antonelli, con una configurazione delle pance laterali differente rispetto alla prima sessione, che registra il miglior giro con gomma rossa in 1’07″014 e si mantiene con un giro medio di 1’11″300 usando la gomma gialla. Troviamo Oscar Piastri secondo a due decimi di distacco e Lando Norris terzo, che ha sofferto in particolar modo i limiti del tracciato a curva 3 annullando qualche giro di troppo durante la pratica.
Segue con un margine abbastanza grande Max Verstappen, che segna il suo miglior tempo in 1’07″564 nonostante il problema avuto all’inizio con il fissaggio del sedile che lo ha costretto a fermarsi ai pit. In aggiunta, sia il pilota olandese che il suo compagno di squadra Isack Hadjar hanno segnalato durante le prove un problema di calo dei giri motore in curva 3, che ha reso la guida più difficile rispetto al previsto.
Dietro al quattro volte campione del mondo troviamo Lewis Hamilton e George Russell, che hanno registrato dei tempi da qualifica distanti ma convincenti nel passo gara, con un intertempo molto vicino, se non uguale, a quello dei migliori tre e lasciando immaginare che anche loro saranno lì a giocarsela per una possibile vittoria.
A chiudere la top 10 seguono il francese Isack Hadjar, che sigla un tempo di 1’07″855 non molto distante da ciò che ha fatto il suo compagno di squadra in quarta posizione; Charles Leclerc, distante dai tempi con gomma media dei suoi avversari ma complice il fatto di aver lasciato il suo sedile in FP1 a Dino Beganovic; Liam Lawson, che con il suo giro da tre decimi di differenza su Leclerc apre un varco tra i top team e il resto della griglia; Gabriel Bortoleto, di cui è giusto sottolineare che ha provato, oltre alla qualifica con gomma rossa, due stint di gara con la mescola di pneumatici più dura.
Fuori dai primi 10 delle FP2 del GP d’Austria abbiamo Pierre Gasly che chiude con un migliore in 1’08″376 e mettendosi davanti ad Arvid Lindblad di soli due millesimi. Seguono Olivier Bearman e Nico Hulkenberg che hanno concentrato la loro simulazione sul passo gara, come il pilota brasiliano di Audi, completamente sulla gomma più dura delle tre; successivamente c’è il gruppo formato da Esteban Ocon, Franco Colapinto e Alexander Albon, racchiusi in soli 8 millesismi e che vede il pilota francese e quello argentino puntare su una strategia di gara che verge sulle gomme hard, mentre il thailandese della Williams, come Carlos Sainz che si trova dietro di lui con due decimi di differenza sul giro da qualifica, mira all’utilizzo delle gomme medie.
Solita situazione in Aston Martin, dove i problemi di velocità non sembrano risolversi nemmeno in una pista breve come Red Bull Ring, con Fernando Alonso a 3.5 secondi da Antonelli e a mezzo secondo dall’ultima Williams; segue il compagno di squadra canadese Lance Stroll a un decimo. A terminare la classifica troviamo le due Cadillac, dove problemi meccanici hanno avuto la meglio sui piloti: Valtteri Bottas ha riscontrato un problema alle sospensioni che ha compromesso l’altezza della vettura e portato al tocco del fondo sull’asfalto, costringendolo al ritorno ai box; Sergio Perez invece si è trovato con il problema idraulico riconducibile allo stesso verificatosi nella sessione di prove libere precedente, obbligandolo a fermarsi all’esterno di curva 6.
Ecco la classifica completa delle FP2 del GP d’Austria:


