close
4 RuoteFormula 1Su pista

“Se si corresse domani Ferrari e Red Bull si giocherebbero la doppietta”, parola di Hamilton





L’asfalto di Sakhir, in queste giornate di test della Formula 1, è coperto di sabbia. Non mi riferisco a quella del deserto eventualmente portata in pista da impudenti folate di vento, no. Sto parlando di quella che, tra una curva e un rettilineo, ciascuno dei piloti che scende in pista cerca idealmente di spargere per nascondervi le reali prestazioni della propria monoposto. 

hamilton
© Finn Pomeroy

Complice l’enorme quantità di segreti e di dubbi che la nuova generazione di monoposto porta con sé all’alba della propria esistenza, la pratica del sandbagging pare essersi diffusa sulla griglia di partenza del Circus in maniera ancora più evidente rispetto al recente passato. Alla ricerca del più veloce ci si punta il dito gli uni contro gli altri: Mercedes indica Red Bull e Ferrari, il Cavallino Rampante di rimando ipotizza che le Frecce d’Argento stiano bluffando come spesso accaduto, Red Bull sostiene di non essere in vantaggio rispetto alle altre due e tutti gli altri team osservano divertiti un continuo rimpallo al quale sperano – ovviamente senza dichiararlo apertamente – di partecipare a breve nelle vesti di outsider. 

A fare particolare rumore, in questa partita di nascondino andata in scena durante le sei giornate di test, sono state le parole pronunciate da Lewis Hamilton a margine del Day 2 della sessione del Bahrain. Il #44, che sull’asfalto di Sakhir ha dovuto prendere le misure con una Mercedes W13 diversa rispetto a quella scesa in pista a Barcellona, ci ha infatti tenuto a individuare in Ferrari e Red Bull le grandi favorite di questo Mondiale che si appresta a iniziare. “Da quello che ho visto, penso che se domani ci fosse una gara la Ferrari potrebbe probabilmente puntare a una doppietta. Magari ecco, se la giocherebbe assieme alla Red Bull – ha dichiarato l’inglese – “Per noi al momento è dura: subiamo troppo il vento, e il porpoising non accenna a diminuire. Anzi, direi che rispetto a Barcellona è addirittura peggiorato”. 

La W13 dalle pance scavate, una monoposto figlia di una filosofia tanto ambiziosa quanto rischiosa, a detta dei suoi piloti non sembra – per il momento – dare i risultati sperati. “Stiamo lavorando su parecchi fronti” – ha aggiunto Hamilton – “Stiamo cercando di capire come mantenere il carico aerodinamico e, anche se non siamo gli unici a dovere affrontare questo problema, altri sono riusciti a gestire meglio di noi questa problematica. La pista è piuttosto irregolare e scivolosa, c’è parecchia sabbia e nel pomeriggio l’asfalto diventa polveroso: in queste condizioni la nostra monoposto e tutt’altro che semplice da guidare”. 

Per certi versi parrebbe di vivere un déjà-vu: nel 2021, sempre sull’asfalto di Sakhir, Mercedes trascorse due dei tre giornate di test a combattere con una W12 che sembrava non volerne proprio sapere di restare in pista. A pochi giorni di distanza, tuttavia, quella stessa monoposto apparentemente bizzosa riuscì ad avere la meglio nel GP del Bahrain su una Red Bull che nel corso delle prove era parsa di gran lunga la vettura migliore del lotto. Qualcuno, memore di una simile trasformazione, un’obiezione a Hamilton l’ha mossa: in Casa Mercedes non stareste forse simulando delle difficoltà per indurre gli avversari ad abbassare un po’ la guardia e poterli così colpire di sorpresa nel momento in cui il cronometro inizierà a contare davvero?

“Saremmo bravissimi se fossimo capaci di guidare in modo così brusco e rozzo solo per nascondere il nostro vero potenziale – ha replicato Hamilton – “Penso che potremo sicuramente migliorare, da qui alla prossima settimana confido nel fatto che saremo riusciti a comprendere meglio molti aspetti, ma oggi la situazione è quella che vedete tutti”.  E alla quale però, caro Lewis, non crede praticamente nessuno. 





Tags : f1hamiltontest bahraintest f1
Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", sono Editor e Contributor di RedBull.com, voce nel podcast "Terruzzi racconta la F1", Social Media Editor dell'Autodromo Nazionale Monza e collaboro con Tsunami RT nel Porsche Carrera Cup Italia. Ho collaborato con Motorsport.com, sono stato addetto stampa di EF Racing, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam e sono accreditato F1, WEC, WRC e FE. Ho fondato FuoriTraiettoria.com mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow