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“Non siamo rapper”: la FIA vuole limitare il turpiloquio dei piloti di F1 in radio. Verstappen: “Cos’abbiamo, 5 anni?”

Il Presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha dichiarato ad Autosport di aver chiesto alla FOM di ridurre le parolacce trasmesse in televisione. Subito pronta la replica di Max Verstappen, secondo cui queste cose accadono in ogni sport. Secondo Sulayem, i piloti dovrebbero infatti responsabilizzarsi riguardo al proprio linguaggio, il quale dovrebbe essere meno colorito.…

19 Settembre 2024
3 min read
FIA

Il Presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha dichiarato ad Autosport di aver chiesto alla FOM di ridurre le parolacce trasmesse in televisione. Subito pronta la replica di Max Verstappen, secondo cui queste cose accadono in ogni sport.

FIA
© Getty Images / Red Bull Content Pool

Secondo Sulayem, i piloti dovrebbero infatti responsabilizzarsi riguardo al proprio linguaggio, il quale dovrebbe essere meno colorito. Ma, al di là delle azioni dei piloti, dovrebbe essere già la stessa FOM a limitare la trasmissioni di team radio contenenti la F-Word (“Cazzo”) o altre parolacce. Parolacce che, comunque, sono già censurate quando le comunicazioni vengono trasmesse.

Dobbiamo distinguere tra sport e la musica rap. Non siamo rapper, che pronunciano la parola con la F decine di volte al minuto.

Sono stato un pilota, conosco la sensazione, nella concitazione del momento, quando sei arrabbiato perché un altro pilota ti è venuto addosso. Quando guidavo e succedeva a me mi arrabbiavo. Ma dobbiamo anche essere attenti alla nostra condotta ed essere persone responsabili. Adesso, con la tecnologia, tutto va in diretta e viene registrato; immagina di sedere con i tuoi figli o con i tuoi nipoti a guardare la gara e di sentire tutte queste parolacce: cosa diresti loro? Cosa insegneresti loro se questo fosse il tuo sport?

Mohammed Ben Sulayem

Lo stesso Presidente FIA ha detto come l’intento della Federazione sia quello di ridurre la trasmissione di team radio contenenti linguaggio scurrile, e che anzi, questo processo sia già in atto.

La risposta di Verstappen

L’argomento è stato quindi oggetto di discussione nella consueta conferenza stampa dei piloti del GP di Singapore, e a parlarne è stato il campione del mondo in carica Max Verstappen, che è uno dei piloti più “caldi” della griglia da questo punto di vista. E la risposta dell’olandese non ha tradito le aspettative.

Non posso neanche dire la parola “Cazzo”, cos’abbiamo, cinque anni?

Credo che un sacco di cose vengano trasmesse in tv, ma negli altri sport non te ne vai in giro con un microfono attaccato alla bocca. Anche negli altri sport le persone dicono un sacco di cose brutte in preda all’adrenalina, ma semplicemente non vengono riprese.

Max Verstappen

In realtà la questione non è neanche così nuova. Pare che ai tempi della Ferrari Felipe Massa, insieme al suo ingegnere di gara Rob Smedley, fosse solito infarcire in team radio più strategici di scurrilità per far sì che le comunicazioni non venissero riprese in tv. Senza dimenticare che proprio le parolacce sono il motivo per cui i team radio non vengono trasmessi in diretta, ma in ritardo di qualche minuto opportunamente tagliati e censurati: nel 2002 non era così, e tutto cambiò dopo un leggendario messaggio di Juan Pablo Montoya rivolto a Kimi Raikkonen.

https://youtu.be/uyuEjp-UX70?si=6tTX__ulooLi4HIj

E mentre la nostra mente in questo momento vola verso un leggendario pilota italiano, capace di scaldare i nostri cuori con quattro semplici parole durante un round del BTCC (parole che, come ben sappiamo, non erano un’espressione italiana di felicità), a Verstappen consigliamo di dotarsi di una guida spirituale, un prete campano, che possa consigliargli il momento opportuno per poter dire o meno la parola “Cazzo”.

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Alfredo Cirelli

Classe 1999, scrivo su Fuori Traiettoria dal 2019 e non ho ancora imparato se si scrive tutto attaccato o meno. Su questo sito ho trattato di tutto, dalla F1 alla F4 cinese, ma mi occupo principalmente di formule minori, Formula E e GT. Sono accreditato FIA, SRO, ACO e ACI, e considero la mia domenica ideale andare in pista o guardare le corse in televisione

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