La Scuderia Ferrari chiude in testa la prima sessione di prove libere della stagione 2026 di Formula 1, con Charles Leclerc a precedere Lewis Hamilton. Red Bull insegue, Mercedes sonnecchia, Cadillac perde specchietti e Aston Martin prega.

Ci sono due Ferrari davanti a tutti al termine delle FP1 del GP d’Australia di F1. Charles Leclerc e Lewis Hamilton, con le loro SF-26, hanno monopolizzato le prime due posizioni nella classifica della sessione di prove libere che ha ufficialmente aperto il Mondiale 2026 di Formula 1.
Il più veloce tra i due piloti del Cavallino Rampante è stato il monegasco: 1’20”267 il tempo messo a segno dal #16 sul finire della sessione, quando qualcuno iniziava già ad abbozzare una vaga simulazione di passo gara. Leclerc ha preceduto il proprio compagno di squadra per 469 millesimi, con l’inglese della Ferrari che per poco più di cinque centesimi di secondo è riuscito a mettere le proprie ruote davanti a quelle di Max Verstappen. L’olandese ha chiuso 3°, subito davanti a Isack Hadjar (4° a +0”882), accusando oltre mezzo secondo di ritardo dalla vetta di una classifica che deve ancora essere interpretata con la dovuta cautela.
Arvid Lindblad, l’unico rookie presente quest’anno sulla griglia di partenza, si è preso la 5ª posizione pur accusando oltre 1” di distacco dal crono di Leclerc, mentre è iniziato con un 6° posto il 2026 di Oscar Piastri. L’australiano, dopo avere risolto in fretta un piccolo problema occorso alla sua Power Unit Mercedes nelle fasi iniziali della sessione, si è messo proprio davanti alle vetture ufficiali della Stella, che ha piazzato George Russell e Andrea Kimi Antonelli rispettivamente al 7° e 8° posto. In attesa di capire se siano vere o meno le voci che parlano di una PU costretta per motivi di affidabilità a utilizzare mappature non troppo aggressive in questi primi accenni di 2026, tanto il #63 quanto il #12 hanno per ora incassato distacchi superiori a 1”1 rispetto al tempo messo a segno da Leclerc.

Non è neppure da escludere a priori la possibilità che in Mercedes abbiano – per il momento – giocato a nascondino più di altri, scendendo volutamente in pista con mappature motore… bolse a prescindere da qualsiasi considerazione sull’affidabilità della Power Unit. Nel brevissimo accenno di long run azzardato nel finale di sessione entrambe le Frecce d’Argento sono però state di diversi decimi più rapide rispetto – per esempio – alla Red Bull di Verstappen, dunque guai a considerare la classifica di queste FP1 una cartina al tornasole attendibile circa gli effettivi valori in campo.

Alle spalle di Antonelli si sono poi messe le due Audi di Gabriel Bortoleto e Nico Hulkenberg, separate l’una dall’altra da poco meno di tre decimi e davanti alla Haas di Esteban Ocon, 11° a precedere la Williams di Carlos Sainz. Lo spagnolo è stato il primo dei piloti a pagare oltre 2” di ritardo dalla vetta della classifica, con Liam Lawson e Oliver Bearman che per una manciata di decimi si sono accodati all’ala posteriore della monoposto #55. Alexander Albon – costretto ad abbandonare la sessione prima del tempo a causa di un problema idraulico che ha ridotto al silenzio la sua Williams – ha poi chiuso 15°, subito davanti alla Alpine di Franco Colapinto e alla Cadillac di Valtteri Bottas. Il #77, esattamente come accaduto al suo compagno di squadra Sergio Perez, nel corso della sessione ha perso uno specchietto retrovisore in pista lasciando preda di un nero terrore i superstiziosi presenti nel suo team: 14 anni di sfortuna, per una scuderia appena approdata in Formula 1, vorrebbero dire garantirsi un fallimento assicurato.
Mettendo da parte futili questioni di cabala e tornando a guardare la classifica, troviamo al 18° posto Pierre Gasly e solamente al 19° posto il Campione del Mondo in carica Lando Norris: il #1 ha completato appena 7 giri (il più rapido dei quali in 1’24”391) prima che un problema al cambio non lo costringesse ai box. L’inglese della McLaren, che dovrà sfruttare al massimo la seconda sessione di libere del venerdì per cercare di prendere confidenza con la MCL40 tra i muretti dell’Albert Park, è riuscito a tenersi dietro solamente Sergio Perez e la coppia dei piloti Aston Martin, ormai sull’orlo di una crisi di nervi. Se Lance Stroll è riuscito a mettere assieme la miseria di tre giri totali – accusando peraltro oltre 30” di ritardo dal crono di Leclerc – prima di dovere rientrare ai box per via di un probabile problema alla Power Unit Honda, addirittura peggio è andata a Fernando Alonso: il #14, infatti, non è neppure riuscito a prendere parte alla sessione per via di un guasto occorso al propulsore della sua AMR26.



