Nel venerdì della 6 Ore di Imola, tra FP1 e FP2, abbiamo incontrato Antonello Coletta, Global Head of Endurance and Corse Clienti di Ferrari. Il boss del Cavallino Rampante ci ha raccontato delle aspettative della squadra e del difficilissimo compito di riconfermarsi, soprattutto dopo le modifiche alle gomme e un inverno di test che non è stato completato.
Dopo la decisione della FIA di ieri [BoP segreto] si è notata, anche in mezzo al pubblico, un po’ di preoccupazione per quanto riguarda la trasparenza del campionato, vorrei chiedervi se siete un po’ preoccupati
Allora, come chiaramente tutti sapete è un tema che non possiamo trattare per cui è difficile poter rispondere esattamente. Io sono uno che non si tira mai indietro, e poi preferisco parlare delle cose e credo che sia la cosa più bella, più semplice. C’è una regola, le regole io credo che vadano comunque rispettate. È chiaro che onestamente tutti noi preferiremmo sapere sempre più cose, sapere tutto quello che c’è dietro le competizioni, ma voglio dire voi siete la testimonianza di persone che di mestiere raccontano quello che succede, per cui credo che sia qualcosa che insomma mancherà.
Nel 2023, quando siete entrati, ti saresti aspettato di cominciare oggi la stagione come punto di riferimento per la categoria, e cosa significa questo per la Ferrari da un punto di vista storico? In un momento in cui la Formula 1 arriva da un lungo digiuno.
Io posso parlare per quello che facciamo noi, e chiaramente è un enorme soddisfazione oggi essere qua dopo tre stagioni, e partire per la quarta, dopo avevo disputato la migliore stagione della Ferrari nell’Endurance probabilmente di tutti i tempi. Anche perché tutti i titoli che ci sono oggi non c’erano nemmeno, bisogna essere onesti, il campionato Piloti una volta non c’era e c’era il Campionato Marche, per cui non lo potevano vincere, e magari l’avrebbero vinto tante volte. Adesso c’è ed è un privilegio poter combattere per vincerlo e averlo vinto. Abbiamo vinto quello, abbiamo vinto per la terza volta Le Mans, abbiamo vinto il World Cup con il team privato, e ovviamente il Costruttori. È evidente che noi quando siamo ritornati siamo tornati con la voglia di far bene, con la voglia di vincere, e questo credo che sia il minimo comune denominatore che deve esserci dietro ogni scelta di Ferrari. Ferrari, come si dice, è obbligata a vincere, e dunque noi che abbiamo il privilegio e l’onore di lavorare per la Ferrari dobbiamo fare tutto il possibile per far sì che questo accada. Abbiamo lavorato duramente e diciamo che siamo rimasti anche un po’ sorpresi quando vincemmo la prima 24 Ore, fu un’enorme soddisfazione, però da lì abbiamo spinto sempre di più, non ci siamo mai accontentati, abbiamo commesso degli errori, abbiamo capito cosa avevamo sbagliato, abbiamo cercato di modificare metodi, processi, perché poi, quando i risultati arrivano io penso che non arrivino mai per caso. Hai messo su un sistema che genera attività ben fatte, ben processate, e ripeto, con metodo, perché secondo me la base di tutto è il metodo. Poi è ovvio che ci vogliono le conoscenze, ci vuole il talento di chi guida la macchina, ci vogliono tutte le cose che funzionano. Però noi abbiamo lavorato duramente. Credo che quando alla fine del 2024 finalmente abbiamo capito come interpretare le gomme, che è stato uno dei nostri talloni d’Achille precedentemente, nel 2025 siamo partiti alla grande e siamo qua oggi a dirci che partiamo, ovviamente, come favoriti, perché abbiamo vinto la stagione precedente. Se siamo i favoriti non lo so, è difficile da dire, anche perché noi siamo convinti che questa sia un po’ una ripartenza da zero, perché tutte le macchine sono state riomologate. Dunque non sappiamo bene ancora quali sono i valori in campo e abbiamo un’enorme rispetto della concorrenza, per cui non siamo qui a dire, siamo campione del mondo e siamo comunque i migliori ,no, si ricomincia a testa bassa e via, cioè dobbiamo fare bene. È chiaro che essere qua con i galloni dei campioni del mondo ci fa un enorme piacere, è un enorme orgoglio per tutti noi che facciamo parte di questa squadra.
Tutti vogliono sfidare Ferrari. Cosa ne pensi del parco partenti che si sta allargando a dismisura?
Beh, basta che vedi le dichiarazioni che ha fatto un altro costruttore, quando ha fatto il suo l’annuncio che tornavano a correre, ha parlato più di noi che di sé stesso. Dunque io credo che la migliore risposta è quella.

Sei un po’ sorpreso da come vi siete trovati subito davanti, sia oggi [FP1 ]sia nel Prologo? In genere vi nascondevate voi un po’ in passato
Probabilmente gli altri si sono nascosti meglio. Allora, io penso che, a parte gli scherzi, il Prologo ha avuto un genesi un po’ altalenante, pioggia, asciutto, umido, ognuno ha fatto le sue prove. Oggi io credo che, se andiamo a vedere bene i parziali di tutti i nostri competitor, possiamo capire bene che i valori in campo non sono quelli che stiamo vedendo. Ovviamente ci fa piacere essere lì davanti, ma purtroppo non conta niente, perché conta solo domenica, domenica sera neanche domenica mattina,. Per cui io penso che dobbiamo vedere i giusti valori più avanti, perché noi siamo stra convinti che molti nostri competitors siano veramente veloci. Alcuni già sul giro secco, altri hanno un passo gara molto importante, per cui non è per niente facile. E vederci primi, secondi e terzi sia al Prologo che nelle FP1 secondo me, come ho detto prima, è probabilmente la testimonianza che qualcuno si è nascosto molto bene, ma fa parte del gioco.
Tre Le Mans con tre equipaggi differenti, il mondiale Costruttori e Piloti, qual è il prossimo step di questo progetto? Perché più di così…
Il prossimo step è cercare di essere capaci di rimanere dove siamo arrivati, perché è difficilissimo vincere ma, io lo dico sempre, ancora più difficile è rimanere lì, mantenere alto il livello di concentrazione, rimanere con i piedi per terra, capire che dobbiamo imparare tutti i giorni, perché non si finisce mai di pagare. E quella è la cosa che probabilmente è la più difficile da fare. Perché a partire da me, e tutti i miei collaboratori, ognuno per le sue aree di competenza, dobbiamo essere bravi a mantenere alta l’attenzione. E questo non è un esercizio semplicissimo, però è quello che dobbiamo fare, e comunque meglio avere questo problema che il problema di non riuscire a vincere, per cui ben venga e speriamo di saperlo gestire.
La guerra in Iran ha postato non soltanto qui a Imola la prima tappa del campionato ma anche il Prologo. Questo cosa ha significato per voi tecnicamente e umanamente, e se è un vantaggio, con tutta l’aspettativa che c’è intorno alla squadra con il debutto in casa. Come l’avete vissuto fino a ora?
Allora, prima di tutto, posso dire che non è un vantaggio, perché noi avevamo previsto di fare dei test in Middle East, che sono saltati. Per cui i nostri test pre-campionato non sono andati come avevamo pianificato, siamo riusciti a farne uno solo. Pertanto avremmo preferito, al di là della logica che nessuno vuole la guerra, però parlando di sport avremmo preferito partire in Qatar perché saremmo riusciti a fare i test prima del Qatar, che avevamo nella nostra programmazione. E adesso abbiamo meno test sulle spalle, meno conoscenza delle gomme, che sono diverse, e chiaramente ci sono dei Costruttori che facendo un campionato in America hanno avuto la possibilità di testare queste gomme in gare già molto lunghe, per cui buon per loro e peggio per noi. Di conseguenza non è una situazione facile. Poi, partire in Italia, davanti al nostro pubblico, non può che farci piacere. Sentiamo chiaramente una forte pressione, ma più che una pressione io dico sempre che è una responsabilità. La pressione è giusto che ci sia, una sana pressione va gestita e non va subita, ma è la responsabilità quella che che bisogna essere consapevoli di avere. Perché comunque arriviamo da una stagione molto importante, difendiamo i colori di uno dei brand più importanti al mondo. Qua ci saranno 90.000 persone che verranno a tifare penso quasi tutte per noi, e dunque la responsabilità è enorme e noi faremo del nostro meglio per cercare di non deluderli e soprattutto partire con il piede giusto per questa stagione.
È corretto dire che adesso quindi il dubbio è soltanto la prestazione quando la gomma invecchierà?
Sì, diciamo che è un grande classico: come tu riesci a portare in finestra la gomma, quanto riesci a mantenere la finestra ottimale al massimo della prestazione e come cerchi di avere una vita più lunga possibile, di modo che riesci a gestirti i vari stint. Vanno capite, prima di tutto, perché per sfruttarle le devi capire, devi adattare l’automobile una volta che le hai capite e, come torno a dire, qualche test in più ci avrebbe fatto comodo. Però non è un mettere le mani avanti, è semplicemente un’analisi schietta della situazione, ma questo non vuol dire che staremo qui a recriminare, perché non l’ha scelto nessuno, è una causa di forza maggiore, dunque dobbiamo solo essere determinati a essere più veloci possibile, a capire tutto quello che ruota intorno a queste gomme e cercare di fare del nostro meglio a partire da domani in qualifica.

