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Floury, Toyota: “Vinto grazie a strategia, esecuzione perfetta e triplo stint”

Debriefing con David Floury, Direttore Tecnico di Toyota. Ecco gli elementi che hanno portato la TR010 #8 al trionfo nella 6 Ore di Imola

21 Aprile 2026
6 min read
floury toyota

Nella serata della vittoria Toyota alla 6 Ore di Imola abbiamo incontrato David Floury, Direttore Tecnico dei giapponesi. Con lui il gruppo di giornalisti ha affrontato un debriefing tecnico, per indagare sugli elementi che hanno portato la TR010 #8 al trionfo. L’Hypercar del Sol Levante è stata accompagnata dalla gemella numero 7 sul podio della gara italiana, prima tappa del WEC 2026.

floury toyota
© Andrea Lorenzina / DPPI

Credi che il triple stint a inizio gara sia stato la chiave per questa vittoria della #8?

Sì, in realtà non è stato un triplo completo perché abbiamo cambiato gomme durante la seconda Virtual Safety Car. Il vero triplo l’abbiamo fatto con la vettura #7 più tardi nella gara, negli stint 4, 5 e 6.

Senza la VSC avreste completato i 3 stint con le stesse coperture?

Sì, faceva parte della strategia. Sappiamo che su questa pista è quasi impossibile sorpassare, quindi si trattava solo di cercare di giocarsela sulla strategia. Penso che abbiamo fatto diverse chiamate per provare a farci strada, cercando di fare l’undercut, e riuscendo a farlo in certi momenti. Abbiamo anche provato a fare strategia con i pneumatici, si è trattato di questo e di avere un’esecuzione forte e perfetta.

Una parte della strategia era quella di tenere Kamui [Kobayashi] in pista per uno stint più lungo, cercando un blocco sulla Ferrari?

Sappiamo che su questa pista è molto difficile sorpassare. È una gara in cui credo che non abbiamo visto molti sorpassi frutto di una pura manovra di guida. E lo sapevamo già, voglio dire l’anno scorso Sebastien [Buemi] è riuscito a tenere dietro la Ferrari #50 per più di uno stint, pur essendo significativamente più lento. Quindi sì, quando abbiamo visto che la #51 aveva cambiato gli pneumatici allora siamo andati verso una strategia aggressiva, facendo il triplo stint con Kamui per mettere la sua vettura davanti alla #51, andando a inserirsi tra la 8 e la 51 come lavoro per la squadra.

Un commento sulla sua guida?

Ha fatto bene il suo lavoro, ha allargato i gomiti!

Kamui ci ha detto poco fa che il piano era di arrivare alla fine con le stesse gomme, ma avete avuto un avviso di pressione bassa, è vero?

No, non abbiamo avuto un avviso di pressione, ma sì, sarebbe stata un’opzione davvero rischiosa tenere quegli pneumatici fino alla fine della gara. Dall’abitacolo lui spingeva per provare a farlo, ma non era un’opzione sicura. Se sei all’ultima gara del campionato, ed è una questione di vincere o perdere il campionato, potresti considerare di provarci. Ma sei nella gara di apertura, consideri solo il quadro generale e cerchi di valutare il rischio rispetto al beneficio.

Era possibile fare quattro stint con questi pneumatici?

Penso che sarebbe stato davvero marginale sotto molti aspetti, dal punto di vista dell’usura e dal punto di vista delle temperature. In più avevamo una previsione di pioggerellina alla fine della gara, e quindi se devi correre con le medie, senza più gomma alla fine della gara, in condizioni di bagnato, penso che possa diventare molto difficile.

Ryo [Hirakawa] ci ha detto sabato che era sorpreso di essere riuscito ad arrivare in prima fila, e vicino alla pole, e che il vostro ritmo fosse così forte. È qualcosa che ti ha sorpreso, di quanto fosse forte il ritmo della vettura sul giro secco e su molti stint?

Non abbiamo iniziato la settimana come l’abbiamo finita, quindi penso che l’intera squadra abbia fatto un ottimo lavoro per imparare molto durante la settimana e per fare progressi costanti. Questo include i piloti, tutti gli ingegneri e i meccanici. Penso che, alla fine, siamo arrivati a un ritmo ragionevole in gara. Non credo che fossimo i più veloci, ma abbiamo avuto un’esecuzione migliore degli altri, il che ci ha permesso di vincere la gara oggi. Non è stata vinta sul ritmo puro, ma più sul non commettere errori ed eseguire ad alto livello. Fa piacere perché l’anno scorso ad Austin e al Fuji non abbiamo fatto le nostre migliori gare, ed è un bene che ora dopo il Bahrain [vittoria] abbiamo la squadra di nuovo sulla giusta traccia ed eseguiamo come facciamo normalmente.

© Florent Gooden / DPPI

Quanto è stato utile non avere la #50 con cui fare i conti dopo la sua penalità davanti? Non avevano due vetture da usare contro di voi.

Sicuramente, molto utile. Un contendente in meno, e quando sei due contro uno è più facile.

Sei rimasto sorpreso che le Peugeot fossero così vicine in qualifica ma poi in gara non abbiano avuto voce in capitolo?

Sì, sono rimasto onestamente sorpreso. Mi sarei aspettato che fossero più forti. Forse non quanto Alpine e BMW, che potevamo vedere che erano forti contendenti. E penso anche a Cadillac, che ha avuto una penalità ma altrimenti con la #12 sarebbe stata anch’essa molto vicina. Penso che questa non sia la pista migliore per produrre belle gare, ma in generale credo che si prospetti un bel campionato, perché penso che ci saranno lotte serrate nelle prossime gare, in genere Spa offre gare molto emozionanti.

Seb [Buemi] ci ha detto dopo la gara che, specificamente durante l’inverno, vi siete concentrati tanto sul cercare di migliorare l’esecuzione in vista della stagione. Puoi essere specifico e spiegarci cosa avete fatto per prepararvi?

Non eravamo granché contenti di alcune delle nostre gare l’anno scorso, non è il modo in cui vogliamo correre. Abbiamo lavorato collettivamente, duramente; non abbiamo avuto turnover nella squadra, quindi non si è trattato di assumere nuove persone, esperienza da qualche altra parte o quant’altro. Si è trattato piuttosto di lavorare tutti insieme, come gruppo, per migliorare e riflettere su cosa abbiamo sbagliato, cosa pensiamo di poter migliorare e risolverlo. Abbiamo spinto molto e continueremo a spingere di sicuro. Abbiamo anche potenziato alcune delle aree in fabbrica per rafforzarci.

Diresti che questi cambiamenti e miglioramenti siano su un livello di importanza simile alla vettura stessa? La gente dice: “La Toyota ha una macchina nuova, hanno vinto la prima volta con una macchina nuova, quindi la macchina nuova deve essere un enorme miglioramento rispetto alla vecchia”, ma il dietro le quinte è meno o più importante?

Penso che la nuova vettura sia sicuramente un miglioramento, non sul ritmo puro ma sulla costanza e sulla facilità d’uso per i piloti. È un po’ meglio in tutte le condizioni, direi. Ma, come già dichiarato, quando sei limitato da una omologazione con una finestra aero così stretta non farai mai balzi in avanti come vedi in Formula 1, o come eravamo abituati a fare in LMP1. Quindi sicuramente anche l’operatività del team e l’esecuzione sono un aspetto significativo. È ancora più importante quando sei in un campionato con BoP e tutti sono molto vicini tra loro in termini di passo gara assoluto. Inoltre non penso che abbiamo vinto sul ritmo puro, non penso che fossimo i più veloci. Ma abbiamo vinto perché abbiamo avuto una forte esecuzione da parte dei piloti e da parte del team, e non abbiamo commesso errori.

Presumibilmente è una gara che senti che non avresti vinto con la vettura dell’anno scorso?

Non credo, per la vettura e i metodi di lavoro dell’anno scorso. L’anno scorso qui abbiamo fatto una gran gara e ugualmente in Qatar e Spa, abbiamo fatto ottime gare. Anche a Le Mans, eravamo in lotta finché non abbiamo perso la ruota. Penso che stavamo probabilmente facendo la miglior gara di tutte le Hypercar, ma semplicemente non avevamo la velocità per stare davanti. Ora, non abbiamo fatto un enorme passo avanti in termini di prestazioni, ma ovviamente ci siamo avvicinati un po’ in tutte le condizioni. Questo ci permette di essere in una posizione migliore, se lavoriamo come dovremmo sempre fare. In generale sono molto felice per la squadra, perché tutti hanno fatto sforzi enormi per l’intero inverno per essere qui. È bello vincere 50 gare su 100, penso che per la squadra sia un bel risultato. Quindi sono piuttosto felice, ma c’è ancora molto lavoro da fare e non dovremo rilassarci. Non siamo ancora arrivati all’obbiettivo.

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Tommaso Costa

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