Nel giovedì mattina della settimana santa della 24 Ore di Le Mans 2026 abbiamo intervistato Kazuki Nakajima, vice Presidente di Toyota Racing Europe e oggi pilota d’eccezione della TR LH2 Racing. Con il boss al volante il prototipo giapponese ha percorso il primo giro di Le Mans da parte di un’auto alimentata da idrogeno liquido, che è la formula che la FIA ha scelto per provare a tracciare un regolamento dedicato nei prossimi anni.
Buongiorno Kazuki, ti ho intervistato a Imola 2024, quando abbiamo parlato delle GR Yaris e Corolla a idrogeno. Direi che oggi abbiate fatto un enorme step avanti. Quindi qual è il prossimo passo?
Qual è il prossimo passo? È un bello step. Oggi è stato un grande primo passo per noi, desidero congratularmi sinceramente con tutti coloro che sono coinvolti in questo progetto. Voglio anche ringraziare il nostro capo, Akio-san [Akio Toyoda], che ha avviato il progetto del motore a combustione a idrogeno in Giappone. E ha iniziato a correrci, lui stesso! E qui, nel 2023, ha guidato il primo motore a combustione a idrogeno, con la Corolla GR. In quel periodo, per la prima volta, abbiamo rivelato la GR H2 Racing Concept. Da allora abbiamo fatto dei passi avanti. E infine, sono molto felice di poter guidare oggi quest’auto, davanti a tanti spettatori e persone come voi. L’obiettivo di questa run dimostrativa è fondamentalmente mostrare cosa è possibile fare con la tecnologia a idrogeno. Soprattutto con il motore a combustione a idrogeno. In particolare, questa è stata una sfida perché il carburante ora è idrogeno liquido, e ciò ci consente di avere, diciamo, una maggiore densità di energia nell’auto. Questo ci permette di correre più a lungo. Ma, allo stesso tempo, si tratta di una fonte di energia piuttosto singolare, perché l’idrogeno liquido deve essere mantenuto a una temperatura inferiore a -253 °C. Quindi ci sono molte sfide da affrontare, sia per la tecnologia che per gli ingegneri. Ho avuto la fortuna di poterlo constatare durante i nostri collaudi, i test e lo sviluppo della vettura. Finalmente siamo qui per far girare la macchina, l’abbiamo fatto serenamente, senza problemi. E vorrei chiedere a voi, a chi ha assistito alla dimostrazione, a chi ha sentito il suono del motore, che sensazioni ha provato vedendo l’auto guidata oggi. Io credo che ci sia un grande potenziale per il futuro in questo settore: raggiungere, da un lato, la neutralità carbonica nel motorsport, ma allo stesso tempo preservare le sensazioni e la passione. Insomma, questo è ciò che cerchiamo nel motorsport, e sono molto felice e onorato di farne parte.
L’anno scorso hai partecipato al programma della Corolla a idrogeno nel Super Taikyu. So che è un grande passo spostarsi dalla guida di un’auto stradale a un prototipo a benzina, quanto è grande invece questo salto dalla GR Corolla, l’auto a idrogeno, a questo nuovo prototipo a idrogeno?
Beh sì, l’auto è completamente diversa come struttura. La Corolla a idrogeno è basata sull’auto stradale, ed è allo stesso tempo progettata per correre per 24 ore. Quest’auto è praticamente basata sul prototipo, e al momento è progettata solo per scopi dimostrativi, non per le corse. Quindi, ovviamente, c’è una differenza piuttosto significativa. Poi la differenza maggiore sta nel peso delle due auto, questa macchina è molto più leggera e, grazie alla cubatura del motore, la potenza è molto maggiore rispetto alla Corolla. Ma, allo stesso tempo, questa macchina deve ancora fare un bel passo avanti per diventare realisticamente impiegabile nelle gare. Quindi è semplicemente diversa, al momento siamo ancora in fase di sviluppo. Ma allo stesso tempo penso che siamo abbastanza bravi da far funzionare la macchina senza problemi. Fondamentalmente il nostro prossimo passo è imparare da questa dimostrazione, e anche cercare ulteriori sviluppi per fare un ulteriore passo avanti, per quanto riguarda, direi, la gestione del sistema dell’idrogeno e delle infrastrutture. Inoltre, si spera, anche per l’aspetto prestazionale. Quindi c’è ancora molta strada da fare, ma direi che è un buon inizio.
Poco fa parlavi di una vetrina per questa tecnologia, ma avete anche preso dati per lo sviluppo della macchina? Che immagino sia fondamentale per questa nuova auto.
Sì, sicuramente questo è un obiettivo. E in effetti posso confermarvi che il motore a combustione a idrogeno funziona in modo molto fluido. Certo, ci sono delle sfide da affrontare in termini di affidabilità e aspetti simili, per i quali dobbiamo raccogliere sempre più dati, ma può funzionare davvero bene e senza intoppi. E può anche produrre un ottimo suono del motore. La sfida più grande, a mio avviso, riguarda la gestione dell’idrogeno liquido, la pompa del carburante e tutto il resto. Credo che ci sia ancora molto da fare. Ma allo stesso tempo ho imparato che ci sono molte, diciamo, possibilità diverse. Anche se è una novità per tutti ci sono molte tecnologie diverse su cui le persone stanno lavorando nell’ambito dell’idrogeno liquido. Quindi penso che si tratti semplicemente di uno sviluppo in continua evoluzione, non solo da parte nostra ma da parte di tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo di questa dimostrazione era fondamentalmente quello di mostrare il potenziale dell’idrogeno. E anche di incoraggiare le persone, la società, chiunque stia lavorando al progetto sull’idrogeno, che questo abbia un reale potenziale per il futuro. Forse non solo per le applicazioni nelle corse, ma anche per le auto stradali o qualsiasi altra tecnologia legata all’industria automobilistica.

Nei prossimi anni sarà possibile vedere una vettura nel Garage 56 qui a Le Mans?
Beh, è un’ottima domanda! Ma devo dire che è troppo presto per dirlo. Allo stesso tempo dipende ovviamente dalla regolamentazione e dalle modalità di implementazione. Senza una regolamentazione adeguata, e una tabella di marcia chiara, è difficile impegnarsi in qualcosa di concreto. Tuttavia desideriamo sviluppare questa tecnologia e personalmente voglio contribuire a realizzarla. In definitiva, credo che il punto chiave per questo tipo di nuova tecnologia sia, ovviamente, la competizione, che è un aspetto fondamentale. Ma allo stesso tempo è necessaria una buona collaborazione con diverse parti interessate. Ciò che stiamo facendo ora è far funzionare l’auto, imparare da essa e raccogliere dati, pensiamo alle contromisure e a cose del genere. Credo che aiuti non solo noi, ma anche molte persone intorno, a fare un passo avanti verso il futuro. Questo è semplicemente il punto in cui ci troviamo. Speriamo che in futuro si facciano passi concreti.
Sembrava che, quando il primo prototipo a idrogeno fu presentato qualche anno fa, l’obiettivo fosse quello di vederlo un giorno competere nella classe idrogeno alla 24 Ore di Le Mans. Quanto tempo pensi che ci vorrà prima che questa vettura sia pronta per tentare di completare una gara di 24 ore?
Per me è una domanda difficile a cui rispondere, forse per tutti lo è. Come ho detto prima, ci sono molte nuove tecnologie legate all’idrogeno, non parlo solo di idrogeno liquido ma anche di idrogeno gassoso. Vedo molte diverse possibilità per le applicazioni sui serbatoi e relativi componenti. Ma penso che sia davvero troppo presto per parlare di tempistiche o traguardi concreti. Credo che dobbiamo semplicemente testarlo e poi imparare dai nostri errori. Bisogna provate nuove tecnologie e poi scoprire qual è il modo migliore per applicare la tecnologia dell’idrogeno. È ancora troppo presto per dirlo, soprattutto per me, forse è una domanda da porre alla FIA e all’ACO. Ma spero davvero che un giorno accada, ed è per questo che ci stiamo impegnando.
Mi piace l’ambizione di passare da un’auto stradale a un prototipo in un lasso di tempo apparentemente brevissimo. È molto ambizioso.
Sì, vero. Era un progetto molto ambizioso, ma direi che i nostri ragazzi, tutti quanti in Toyota, siano riusciti a farcela. Quindi non ho dubbi che possiamo continuare ad andare avanti. Le Mans è sempre stata una sorta di corsa laboratorio, o di laboratorio su ruote. Penso che questa tecnologia si allinei perfettamente con ciò che Le Mans ha sempre rappresentato. Direi che ne costituisce quasi la filosofia. Perciò credo che ci offra un grande valore aggiunto.
Il prototipo a idrogeno del futuro, se tutto funziona correttamente, raggiungerà le prestazioni delle Hypercar ibride odierne?
È quello che crediamo. Sono in corso diverse simulazioni. Per quanto ho visto le prospettive sono promettenti anche se, ovviamente, è una simulazione. Quindi dobbiamo dimostrare che è possibile realizzarla veramente in pista. Ma se sapessimo che non fosse possibile, penso che non lo faremmo. Quindi è in parte per questo che lo stiamo facendo, crediamo che ci siano sufficienti, diciamo, elementi di base. Non direi prove, ma penso che ci siano dati a supporto.


