Turni leggermente prolungati per le sessioni di qualifica, con 15 minuti per la prima scrematura e 12′ per le due Hyperpole dedicate alle singole categorie. Come al solito avviano le danze le LMGT3, con i Bronze al volante come il regolamento impone. La prima Qualifica inizia con 14.5°C di aria e 21.6 di asfalto, con vento quasi nullo. Davanti a tutti la Ferrari #21 e le due Lexus, con circa metà schieramento che per avere spazio attende nei pressi del proprio garage: le Porsche escono praticamente due minuti dopo tutti gli altri. Interessante la comunicazione tra Heriau e il suo muretto, con lo staff di AF Corse che chiede 7 giri consecutivi senza cool down, unico modo per riuscire a segnare 6 tempi. I primi passaggi sono ovviamente alti per tutti, proprio il bronze francese chiude in 2’22″809 il primo giro cronometrato del pomeriggio. Au su Garage 59 passa quindi momentaneamente in testa, ma siamo sempre fuori standard, sul 2’21”.
Molto più interessanti i terzi passaggi, secondi cronometrati, quando Umbrarescu su Lexus #87 si issa in testa con un buon 2’17″225. Seguono Dempsey (Racing Team Turkey) e Powell (Mustang #77). Cinque minuti al termine, le McLaren sono le uniche auto che rischiano l’eliminazione in coppia, mentre solo le Lexus e le Mustang sono entrambe qualificate. È salito infatti in seconda posizione il nostro Stefano Gattuso, a soli 4 decimi da Umbrarescu, appena davanti alla Ford gemella. Il leader di classe rientra addirittura in anticipo, mentre in pista continuano a provarci gli esclusi dalla top 10. Non ci riesce Shahin, undicesimo e fuori per soli 59 millesimi di ritardo su Van Rompuy, decimo sulla Lexus #78. Il belga migliora il suo tempo di oltre un decimo, conferma la P10 e anticipa così l’attacco di Alexander West, che sulla McLaren #59 gli arriva a soli 67 millesimi (l’avrebbe battuto).
Questi quindi i classificati alla Hyperpole riservata alle LMGT3:

Identico meteo, con cielo grigio, per la qualifica decisiva delle GT. Al volante ora i Silver, sempre seguendo i dettami regolamentari. Per tutti un treno extra di gomme Goodyear in mescola media, fornitura unica per questo weekend. Come prima ci sono la Ferrari #21 e le due Lexus già pronte in pitlane prima del semaforo verde, poi ben scalati escono tutti gli altri. Primo giro inutile da riportare, i Silver scendono subito sotto i 2’17” al primo crono (secondo passaggio), con Schmid al comando al volante della Lexus #87. Secondo Andrade in 2’20” su Mercedes #61, lontani tutti gli altri che hanno gestito di più il warm up delle gomme e hanno girato tra il 2’25” e 2’28”.
4 minuti alla fine, si fa sul serio, Hadrien David (#78) supera il compagno di squadra e si prende la P1 in 2’16″612 sull’altra Lexus. In seconda posizione sale Robichon (HoR), quindi terzo è Tuck (Mustang #77). Schmid è scivolato quarto, gli altri sono tutti sopra il 2’17”.
Due minuti alla fine, David segna il record nel terzo settore ma sul traguardo non si migliora per 15 millesimi. Niente da fare per gli inseguitori, Schmid rientra ai box (P4) mentre Robichon e Tuck rimangono a 194 e 212 millesimi rispettivamente.
Bandiera a scacchi, nessun miglioramento nell’ultimo giro, tranne per Andrade che però non sale oltre l’ottava piazza. Pole position confermata per Hadrien David su Lexus #78, seguito dalla Aston di Heart of Racing. In seconda fila partiranno la Mustang #77 e l’altra Lexus.

Si passa alle Hypercar, con il primo turno di qualifica da 15′ che propone condizioni di pista uguali a quanto visto in precedenza. 22.1°C di asfalto, con 10 km/h di vento che soffia da est. Proprio a Ferrari il muretto notifica questa situazione meteo, quando con 3′ al semaforo verde si vede già un discreto traffico in pitlane. La Ferrari gialla si posiziona davanti a tutti e alla #50, con le Genesis subito a seguire. La #51 aspetta fuori dal box, mentre decidono di accodarsi in pitlane le Peugeot e le BMW. Aston, Cadillac e Alpine sono sui cavalletti, ed escono circa un minuto dopo. Subito un grande rischio per la Peugeot #94, che si gira in cima al Radillon! Dinamica davvero strana, Jakobsen a volante ormai praticamente dritto perde comunque l’auto appena affonda il gas. Dalle vibrazioni che si vedono dall’on board le gomme sono da buttare, e infatti la 9X8 rientra ai box. Potrebbero aver inciso le coperture medie, in realtà scelte da tutti tranne la Cadillac #12 e la Aston #007. Il secondo passaggio, primo cronometrato, vede le Hypercar refertare tempi intorno al 2’08”-2’11”, con tutti i protagonisti che sul rettilineo finale stanno ancora scaldando le gomme. Il primo giro degno di nota lo fa segnare Robert Kubica, 2’01″777, immediatamente superato da Antonio Fuoco, che batte il compagno di marca per 67 millesimi. Attenzione poi alle Valkyrie, che a metà sessione salgono in seconda e quarta piazza! Solo 40 millesimi di ritardo per Sorensen, 2’01″750. L’italiano risponde nel passaggio successivo, ottimo 2’01″181 per staccare tutti. Lo inseguono quindi Kobayashi (411 millesimi) su Toyota #8, poi Vandoorne su Peugeot #93, Vanthoor su BMW #15 e Gounon sulla Alpine #36.
Nessuno riesce a battere la 499P #50 fino al grandioso giro di Charles Milesi, che porta la A424 #35 in prima posizione facendo segnare 2’00″808. Fuoco rimane secondo, mentre Kubica e Giovinazzi restano appaiati, ma in undicesima e dodicesima posizione! Bene le Cadillac, che dopo i primi giri di studio si trovano a 4 e 6 decimi in quinta e settima posizione. Risale Jakobsen, con la Peugeot #94 che si prende addirittura la terza posizione dopo il necessario pit stop. Male invece le Toyota, con Kobayashi undicesimo e Hartley addirittura 16esimo. Mancano due minuti, le LMH giapponesi non riescono a migliorare. Ugualmente le italiane, con Kubica che rientra ai box a 3′ dal termine, copiato da Giovinazzi a un minuto dalla bandiera a scacchi. Le due 499P sono out.
Ovviamente fuori dai giochi Genesis, che però è quartultima con Jaminet al volante della GMR-001 #19. Derani sulla 17 è invece in ultima posizione.
Si chiude la qualifica, in Hyperpole sono due le Alpine, le Peugeot e le Cadillac. Fuori entrambe le due Toyota e le Ferrari #51 e #83.
Ce la fa Tincknell sulla Valkyrie #007 e, dopo essersi lanciato a tempo quasi scaduto, proprio alla fine ce la fa anche Sorensen, sbattendo fuori la BMW #20. Due Aston Martin in Hyperpole, con Tincknell passato per soli 10 e 29 millesimi su Van der Linde e Kobayashi!

Iniziano i 12 minuti di Hyperpole, con 24.5°C di asfalto e un timidissimo sole: davanti a tutti escono le 9X8, seguite dalla Alpine #35 e la Ferrari #50. Poi BMW, Aston (x2) e Cadillac #38. L’altra V-Series.R scende in pista quasi un minuto dopo, cercando di prendere spazio.
Gounon chiude per primo in 2’07”, ma continua a scaldare le gomme anche nel terzo giro cronometrato. Pure più lenti gli altri, che sembrano aver imparato la lezione dal turno precedente. Tutti su gomme medie, anche chi ha trovato la qualificazione con le soft.
Il primo giro importante è quello di Milesi, nuovamente in prima posizione provvisoria: 2’00″731, gran giro per l’alfiere Alpine! Seguono a diversi secondi di distanza Antonio Fuoco e Will Stevens (Cadillac #12), col francese che quindi è stato l’unico a fare la differenza nel terzo passaggio.
4 minuti al termine, quarto giro, Gounon chiude in seconda piazza a 161 millesimi dal compagno di squadra, quindi entrambi vengono superato da Jakobsen, che porta la 9X8 #94 davanti a tutti in 2’00″653!
Benissimo Stevens, che sale in seconda posizione con la Cadillac #12, a soli 74 millesimi dalla LMH francese. Non mollano gli altri transalpini, rilancia infatti Gounon che conferma il quarto posto ma a soli 185 millesimi, appena alle spalle dell’altra Alpine.
Vandoorne non riesce a raggiungere il compagno sulla 9X8 #93, solo nona, mentre le Aston Martin sono in sesta e settima piazza a circa 4 decimi di ritardo.
Migliora ancora Will Stevens, con record nel primo settore, ma la Cadillac #12 riesce solo a battere il proprio tempo, arrivando a soli 43 millesimi dalla testa ma senza raggiungerla.
Bandiera a scacchi, esultano nel garage Peugeot, in pista non si migliora più nessuno. Anzi, c’è ancora Stevens, che gela per un attimo i francesi con il record nel T1. La performance crolla però negli altri due settor, con la prima posizione Peugeot che viene confermata! È una pole position storica, la prima nel FIA WEC per il marchio del Leone!


