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Salvi: “Ferrari ha spinto dall’inizio alla fine, Toyota ha fatto un lavoro migliore”

Nella serata della 6 Ore di Imola abbiamo partecipato a un debriefing tecnico con Giuliano Salvi, Race & Test Operation Manager di Ferrari

20 Aprile 2026
5 min read
salvi ferrari

Nella serata della 6 Ore di Imola abbiamo intervistato Giuliano Salvi, Race & Test Operation Manager di Ferrari. Il responsabile del Cavallino Rampante ci ha accolti per un debriefing, nel quale ha illustrato le differenze tra le Toyota e le rosse.

salvi ferrari
© Charly López / DPPI

Qual è la tua opinione dopo questa gara?

Innanzitutto è un po’ agrodolce, ovviamente, perché questa è la nostra gara di casa e sarebbe stato bello festeggiare davanti a questi 93.000 tifosi. Ho avuto l’impressione che il 99% fosse qui per noi, quindi c’è un po’ di delusione. È stata una gara molto combattuta, molto serrata con Toyota; congratulazioni a loro, hanno fatto un ottimo lavoro, niente da dire. Da parte nostra, è anche difficile dire cosa avremmo potuto fare meglio. Penso che qualcuno nel paddock durante il Prologo dicesse che avevamo molto margine, mezzo secondo, ma come abbiamo detto ieri in qualifica abbiamo avuto un pilota incredibile, Giovinazzi, che era in F1 fino a pochi anni fa e che conosce molto bene questa pista. Eravamo qui poche settimane fa per un test dedicato, avevamo tutti i dati e per un centinaio di giri siamo stati davanti. Questo spiega quanto fosse serrata la sfida, non solo contro di loro, ma anche Peugeot e BMW erano molto vicine. Sulla gestione della gara, Toyota sembrava avere un vantaggio, erano leggermente migliori di noi perché non riuscivamo ad avere lo stesso passo nelle stesse condizioni di LiCo e saving.

Intendi fuel saving? O gomme?

Hanno fatto un lavoro migliore del nostro, quindi dobbiamo analizzare come migliorare. Abbiamo spinto dall’inizio alla fine, quello era il nostro passo. Il fattore chiave è stato questo azzardo, non fraintendetemi, è stata una buona mossa da parte di Toyota, fare il triplo stint. Noi pensavamo non fosse possibile e onestamente, quando sei dietro, puoi solo fare l’opposto. Puoi essere l’eroe o l’idiota, è una linea molto sottile; se sei dietro provi a fare l’opposto di chi è davanti per guadagnare posizione in pista. Qui la posizione in pista è fondamentale, e dopo che hanno iniziato il triplo stint c’è stata la Virtual Safety Car, quindi è stato un azzardo ma alla fine è stata la loro giornata.

Avete pensato al triplo stint?

Sì, assolutamente, ma eravamo nella prima parte della gara. Dai dati che avevamo dalle prove libere era un po’ troppo rischioso, e quando sei davanti in quella posizione…

…non hai bisogno di azzardare.

Esatto, non c’era bisogno di rischiare. Alla fine della giornata, quando sei dietro, specialmente perché ci muovevamo con le due auto che avevano un po’ di vantaggio rispetto al resto del gruppo, allora puoi valutare che è stata una scelta corretta da parte di Toyota provare l’azzardo. Quando lo hanno fatto c’è stata immediatamente la VSC e questo ha praticamente deciso la gara; non c’era più nulla da fare dopo.

Sui doppi stint con le medie: mi è sembrato che foste più veloci nella prima metà, ma forse alla fine della seconda parte di stint loro avessero un po’ più di passo.

Sì, corretto, assolutamente corretto. Penso che nel complesso Toyota sia l’auto di riferimento al momento, non c’è dubbio. Lo abbiamo visto anche nelle prove libere, analizzando; magari non li vedi in cima ai tempi perché probabilmente restano un po’ coperti, ma se fai del reverse engineering su ciò che stanno facendo capisci che erano estremamente veloci fin dall’inizio. Ce lo aspettavamo perché hanno un’auto nuova, quindi pensavamo fin dall’inizio che Toyota sarebbe stata un concorrente molto difficile. Come hai detto, stavamo spingendo, ma loro erano leggermente più veloci di noi.

© Florent Gooden / DPPI

Quanto è stato importante allora il triplo stint di Kobayashi? Non pensi che abbia influenzato il risultato?

No, quello proprio alla fine non ha cambiato le cose.

Sareste stati più vicini senza il “tappo”?

Saremmo stati più vicini, ma penso che avessero il margine per tenerci a bada. Penso che il fattore chiave sia stato quel triplo stint all’inizio con la VSC cinque giri dopo, che ha praticamente resettato la gara e dato loro questo vantaggio naturale. L’altra auto, la #7, non credo abbia fatto una grande differenza. Penso che non sarebbe stato possibile per noi andare a riprenderli.

Avete raccolto dati preziosi dalle tre diverse selezioni all’inizio della gara con la 50, 51 e 83? Con scelte miste di gomme.

Onestamente volevamo questa vittoria con tutti noi stessi, perché siamo nella nostra gara di casa, sul circuito intitolato al nostro fondatore e a suo figlio. Questa è davvero casa nostra, per noi è importante, da qui il dolceamaro. Per questo abbiamo cercato di sfruttare tutti gli scenari possibili. Va detto che in queste condizioni, su questa pista, le due mescole si sono comportate in modo molto simile. Si potevano modificare le diverse configurazioni, ma non c’era un mix chiaramente vincente. Raccoglieremo più dati in futuro, ma per quanto visto qui c’è un’ampia fascia di sovrapposizione tra i due compound.

Non ho capito, soft e medie erano simili?

Sì esatto, simili, perché abbiamo girato con soft, medie e il mix contemporaneamente sulle tre auto, sia all’inizio che durante la gara, ed erano più o meno lì. Sia in questi giorni che nel Prologo.

Potresti spiegare le penalità della vettura 50? Bandiera gialla o penalità per infrazione procedura VSC? Ha superato un’altra macchina?

Durante la VSC c’era un’area con bandiera gialla. Non credo abbia sorpassato un’altra auto, semplicemente non ha rispettato la bandiera gialla. Questo è quello che mi è stato riferito da Miguel [Molina], non ho ancora rivisto la situazione [il “debriefing” tra Salvi e i giornalisti si è svolto appena dopo la gara]. Ma comunque il pilota è venuto da me, mi ha detto che stava guardando nello specchietto e non ha visto la bandiera, è stato un errore genuino. Mi dispiace non riportarvi l’esatta situazione, non l’abbiamo ancora revisionata, ma comunque il pilota è venuto da noi e ha ammesso l’errore.

Kubica, quando è subentrato a Yifei, è rimasto sulle stesse gomme e poi è passato alle soft, sembrava una strategia strana.

In quella situazione ha pesato l’incertezza meteo, non eravamo ancora sicuri. C’erano diversi scenari possibili, il più probabile riportava ciò che è esattamente successo. Ma addirittura c’era un modello che diceva che la pioggia stava arrivando, e quindi c’è stato questo tentativo di fare qualcosa di diverso.

Aspettare per poi cambiare gomme, che direi che non ha funzionato però.

No ovviamente no, vista la situazione ovviamente non ha funzionato affatto.

Ho notato che avete aggiornato l’ergonomia dell’abitacolo, spostato i led del TC ad esempio. Sono diversi da auto ad auto?

Sì, ci sono delle differenze da macchina a macchina, ma comunque è una cosa normale.

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Tommaso Costa

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