Le Qualifiche iniziano dalle LMGT3, con i Bronze obbligatoriamente in pista nella prima sessione. Gomme medie per tutto lo schieramento, unica mescola Goodyear per l’appuntamento paulista. 27°C la temperatura dell’aria, 36°C invece l’asfalto. Il meteo oggi è molto buono, mentre pare che domani invece non sarà lo stesso.
Dopo i primi giri di riscaldamento svettano, al terzo passaggio, Dempsey su Corvette Racing Team Turkey (1’34″296) e Umbrerescu, sulla Lexus #87 di Akkodis. Seguono McIntosh e Berry su BMW WRT e Iron Lynx.
Al giro successivo, con meno di 5′ al termine, rilancia Dempsey per confermare la prima posizione, con un ottimo 1’33″808. Seguono McIntosh (+0.382″), Powell (Proton) e Newell (Heart of Racing) che hanno tutti superato Umbrarescu. Male le McLaren e le Ferrari, le uniche doppiamente escluse a pochi minuti dal termine.
Due minuti alla fine, Dempsey già rientra, sicuro della prima posizione con la Corvette #34. Male invece il compagno di squadra, Keating, escluso con la dodicesima posizione. Dentro in anticipo anche McIntosh (P2) e Newell (P4), mentre tutti gli altri restano in pista.
Non migliorano a sufficienza le Ferrari e le McLaren, tutte e quattro escluse e ancora in pista per provarci, mentre rientrano anche Umbrarescu e Shahin (Porsche #92) che sono in top 6. Fuori invece i colleghi di box, con la Lexus #78 e la Manthey DK #91 escluse.
Bandiera a scacchi, nessuno migliora, prova a forzare Alexander West che si gira alla Juncao. Sbinnata anche per Johannes Zelger alla S do Senna, che ha rischiato di causare una bandiera rossa e perdere il posto in Hyperpole. Entrambi ripartono, P10 e P18 confermate.
Niente da fare neanche all’ultimo respiro per Ferrari e McLaren, fuori in coppia.

“C’è più grip del previsto” è il messaggio di un Bronze per il collega Silver, mentre si parte con la Hyperpole riservata alle LMGT3. Stesse condizioni meteo del primo turno, ora al volante appunto i piloti della categorizzazione superiore agli Am, con Pauwels sostituto eccellente (grandiosa Imola per lui) che esce dalla pitlane davanti a tutti al volante della Vantage #23. Al primo passaggio la Aston registra già un buon 1’33″760, mentre tutti gli altri hanno segnato tempi di secondi e secondi più alti.
Terzo passaggio, secondo lanciato: si avvicina molto Clemens Schmid, a meno di due decimi in 1’33″900 sulla Lexus #87, ma Pauwels rilancia subito con un bel 1’33″350 che ribadisce la prima posizione.
Terzo Rui Andrade, che ha chiuso a poco più di mezzo secondo con la Iron Lynx #61. Ben Tuck, dalla quarta posizione, riesce a superare il pilota di casa e prendersi la terza piazza a 4 decimi.
Due minuti al termine, scatenato Lin Hodenius, con la Mercedes #79 fa segnare i primi due settori record, ma perde nel finale. Seconda posizione a +0.199″ di ritardo da Pauwels, mentre per 2 e 7 millesimi Schmid e Thomson (WRT #69) superano Ben Tuck per la seconda fila.
Ottimi tempi anche nel giro finale a tempo scaduto, tutti molto vicini al personale ma nessuno migliora né scala la classifica, pole position per Kobe Pauwels (sostituto di Barrichello), seguito da Hodenius, Schmid e Thompson.

Meteo immutabile oggi, anche le Hypercar scendono in pista con condizioni ottime. Le Cadillac escono per prime, poi subito fuori tutti, solo le Alpine, la Toyota #7 e la Ferrari #51 lasciano la pitlane un po’ distaccate. Litigano per la track position Genesis e Aston, con Tincknell che supera Jaminet, che poi cerca l’incrocio. Scaramucce a parte, passati i primi due giri dove tutti continuano a scaldare le gomme, dal terzo passaggio si scende un po’ coi tempi. Sale in testa Derani con la Genesis #17, ma tempi ancora alti: 1’27″985. Crono copiato al millesimo da Sorensen, secondo a +0.000″. Nello stesso giro chiude in maniera molto più convincente Vanthoor, grandioso 1’23″766, BMW #15 prima. A pochissimi millesimi la Alpine #35 con Martins (+0.006″) e Aitken sulla Cadillac #38 (+0.035″). Fuori dai dieci ora le due Genesis, come le Peugeot.
Tre minuti al termine, ribadisce la prima piazza Vanthoor, ma subito le Alpine si riprendono il primo posto, con Stevens e Fuoco anch’essi vicinissimi alla testa.
Mette tutti d’accordo Jaminet, che riporta la Genesis in testa: la #19 ha chiuso il sesto giro in 1’23″491, mentre la gemella #17 con Derani al volante è protagonista di un lunghissimo bloccaggio in curva 1.
Un minuto al termine, fuori le due Toyota, che non sembrano riuscire a migliorare. Hirakawa distratto dalla #83 finisce lunghissimo alla prima staccata, sessione finita perché la bandiera a scacchi sta per essere mostrata.
Proprio all’ultimissimo momento Aitken toglie la gioia del primo posto a Genesis, portando la Hertz Jota #38 a chiudere in 1’23″482 a tempo scaduto. Le V-Series.R sono l’unica coppia di ufficiali a essersi qualificate, insieme alle Alpine. Due Ferrari in Hyperpole, ma una è la #83 privata, mentre Giovinazzi sulla #51 è rimasto escluso per 59 millesimi. Eliminate le due Toyota, unico marchio totalmente out, visto che tutti gli altri hanno qualificato almeno una delle due macchine.

Sotto investigazione Jaminet e Kobayashi, per impeding. Notata anche la posizione di alcune auto in pitlane. Giovinazzi e la squadra aspettano, ma la Genesis #19 viene lasciata entrare in pista, impeding da verificare dopo l’Hyperpole.
Si parte quindi con l’ultima sessione, con l’asfalto che si è raffreddato un po’: 31.2°C, con aria a 26.4°C. Sempre le Cadillac a uscire davanti a tutti, insieme a Tincknell sulla Aston #007, unica inglese sopravvissuta al taglio. La Valkyrie chiude il primo giro in 1’27″226, oltre 5 secondi più veloce di tutti gli altri, con strategia di warm up completamente differente. È sempre Tincknell a segnare poi il primo tempo degno di nota, 1’24″038 per il britannico. Estremamente più rilassata l’andatura di tutti gli altri, mentre al quarto passaggio finalmente si inizia a fare sul serio: subito ribadita la pole provvisoria da parte di Tincknell in realtà, 1’23″578, mentre si issa addirittura in seconda posizione Genesis! Soli 11 millesimi di ritardo per Jaminet. Due minuti e mezzo al termine, arriva fortissimo Aitken che si prende la prima posizione dopo aver segnato fucsia nei primi due settori, quasi mezzo secondo rifilato a tutti. 1’23″089 per la Cadillac #38, avvicinata poi da Martins che chiude il quinto passaggio a soli 19 millesimi con la A424 #36. Terzo Vanthoor, anche lui appiccicato: solo 46 millesimi per la terza posizione provvisoria.
Meno di un minuto al termine, attacca l’altra Cadillac, Stevens chiude in P4 a 136 millesimi, prime due file sempre più vicine tra loro. Cadillac, Alpine e BMW quindi, con le altre Alpine e Cadillac in quarta e quinta piazza. Benissimo di nuovo Jaminet, che riesce ad arrivare a +0.252″ dalla vetta ma deve accontentarsi della sesta posizione.
Bandiera a scacchi, Aitken rientra, Stevens no. Due parziali record personali, vicinissimo al best in ogni intertempo, Will Stevens supera a tempo scaduto il compagno di box e porta la Cadillac #12 davanti alla gemella. Doppietta Jota, come l’anno scorso. I primi cinque sono racchiusi in 127 millesimi, bene Genesis in sesta posizione. Abbastanza fuori dai giochi le Ferrari, settima e decima, in ottava posizione Jakobsen su Pegueot #94, con il terzo settore record, mentre nono è Tincknell che aveva sorpreso a inizio sessione.
Appuntamento domenica alle 16:30 italiane per la 6 Ore di San Paolo 2026.



