Genesis Magma Racing è una delle novità della stagione 2026 del WEC, e chiaramente una delle più visibili (e udibili). Sono due le cattivissime GMR-001 che debutteranno ufficialmente in gara nella 6 Ore di Imola: quale occasione migliore, dunque, per sentire le voci di chi, queste due bestioline, le porta in pista?
Fuori Porsche, dentro Genesis. Ecco che il WEC è pronto ad accogliere un nuovo costruttore. Brand di lusso della coreana Hyundai, il team per il Mondiale Endurance fa base a Le Castellet ed è capitanato da Cyril Abiteboul (in qualità di Presidente) con il supporto di Anouck Abadie (team manager), Gabriele Tarquini (sporting director), François-Xavier Demaison (technical director) e Justin Taylor (chief engineer).
Invitati nella freschissima e pettinata Hospitality del team, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con due piloti – i primi due ad essere annunciati, lo scorso anno – di Genesis Magma Racing, che a Imola ci hanno dunque dato le loro prime impressioni riguardo il progetto all’interno del quale hanno avuto un ruolo chiave sin dall’inizio.
Pipo Derani, brasiliano classe ’93 e vincitore del Titolo DPi IMSA 2021, ha subito spiegato che “il lavoro svolto dall’intero team Genesis Magma Racing sia stato davvero impressionante. Sento che siamo arrivati qui a Imola con un’organizzazione ben consolidata per il nostro primo weekend di gara. Abbiamo avuto un Prologo molto solido e delle FP1 e FP2 altrettanto consistenti. Sono davvero felice di come è iniziato il programma; ci dà la speranza di avere una base solida, non solo come vettura ma anche come operatività del team, per continuare a crescere”
La preparazione pre-stagionale, in effetti, è stata di grande portata. Ora è il momento di mettere a frutto, per la prima volta, le conoscenze acquisite. Dell’appuntamento di Imola ci ha parlato anche André Lotterer, leggenda del WEC (e non solo) nonché pilota ufficiale Genesis dal giorno 1.
“Lo sviluppo della macchina è andato piuttosto bene con il supporto di Oreca. Come sai, hanno esperienza in questo campionato con le vetture LMDh. Come sapete, Alpine e, negli Stati Uniti, Acura hanno quello stesso telaio. Quindi, in questo senso, per il telaio non siamo partiti da zero, mentre lo abbiamo fatto per il motore e il software. Questo è un argomento complesso, ma il team ha fatto davvero un ottimo lavoro nel poco tempo a disposizione per sviluppare l’auto. Abbiamo iniziato abbastanza in fretta ad apprezzarla guidandola, il bilanciamento era buono. Qui oggi è un po’ difficile, stiamo riscontrando maggiori difficoltà, lato ammortizzatori e messa a punto del software per l’erogazione della potenza; ma nei test privati ci siamo trovati davvero bene con la vettura”
Gli ha fatto eco di nuovo Derani, spiegando come “Imola è una pista estremamente sconnessa e piena di cordoli. La maggior parte del nostro sviluppo è avvenuta su tracciati più lisci. Sapevamo che il Qatar potenzialmente ci sarebbe stato più congeniale per le caratteristiche delle piste dove abbiamo testato, e sapevamo che venire a Imola sarebbe stato un test ancora più grande per noi. Eravamo così concentrati su altri aspetti che, secondo me, avremmo potuto dedicare più tempo al setup durante lo sviluppo, ma è la realtà delle cose: procedi un giorno alla volta, stabilisci le priorità”
Per questo motivi il banco di prova di Imola rappresenta un punto nodale per lo sviluppo della Genesis GMR-001.
“Credo che la pressione aggiuntiva di un weekend di gara ci dia la possibilità di dimostrare a noi stessi che sappiamo fare le cose entro le scadenze prestabilite. Finora è stata una prima settimana ufficiale molto positiva, sia come pilota che come squadra. Siamo felici di come stanno andando le cose; naturalmente sentiamo di avere ancora molto da migliorare e imparare. Ci sono elementi non ancora pienamente sviluppati che sono in cantiere, ma finora è stata una settimana decisamente positiva”, ha aggiunto Derani.
Per la prima gara nel WEC il focus sarà dunque da tenere sull’adattabilità agli imprevisti e sul comportamento in pista con altre vetture.
“Il tempo che hai a disposizione per adattarti alle situazioni è qualcosa che non puoi testare nelle prove private. Il fatto di essere esposti alla tabella di marcia ufficiale, ai concorrenti e a tutto ciò che accade intorno — la pista, il traffico e simili — sono esperienze che non avevamo ancora fatto. Ad esempio: come si comporta la nostra auto dietro alle GT? Come funziona davanti o dietro agli altri prototipi? Sono tutte novità per noi, ma sento che stiamo imparando in fretta”
In generale, parlando dell’intera stagione di debutto, l’obiettivo è più strutturato:
“La prima cosa riguarda la struttura del team: dobbiamo operare come una squadra vera e propria. Dobbiamo eseguire bene i pit stop e gestire tutto ciò che ruota attorno all’operatività in pista che non abbiamo avuto modo di fare prima. Questa è la priorità numero uno. La seconda è lo sviluppo del software e dei sistemi della vettura, che ovviamente è fondamentale in questo ciclo regolamentare. È estremamente importante per la gestione degli pneumatici e delle prestazioni, per riuscire a far durare le gomme più a lungo e così via”
E parlando di gomme (le nuove Michelin Pilot Endurance), Andre Lotterer ci ha spiegato alcune differenze con quelle in uso fino alla passata stagione.
“Le nuove gomme hanno un po’ più di durata e un picco di aderenza inferiore per le qualifiche; quindi la prestazione sul giro secco c’è, ma sono più adatte per i lunghi stint di gara. Il riscaldamento degli pneumatici a basse temperature è migliore per la gomma morbida, meno per quella media”
La fiducia nel team Genesis è evidente e traspare nelle parole di Derani: “Abbiamo grandi professionisti, come il nostro capo ingegnere, Justin [Taylor, n.d.r.], che è nell’ambiente da molto tempo; è normale che sappia il fatto suo. Capisce i nostri feedback, lavoriamo insieme da un po’, quindi le informazioni non vanno perse: quando diciamo qualcosa, sa esattamente di cosa abbiamo bisogno. È una cultura, o meglio un piccolo spirito di squadra che crescerà e migliorerà man mano che lavoreremo insieme. Sì, mi dà speranza vedere che quando chiedi qualcosa viene fatto velocemente. Ma la realtà è che avremo anche momenti difficili, momenti in cui come squadra prenderemo la direzione sbagliata; la cosa più importante in quei casi sarà reagire in fretta e tornare sui propri passi“
Il brasiliano non è comunque sorpreso dalla base costruita dalla compagine coreana.
“Non sono sorpreso, perché alla fine ci siamo preparati bene per arrivare a questo punto. È la prova che abbiamo lavorato sulle aree giuste e che ci sono le persone giuste intorno al progetto. Certo, i primi giorni sono stati ottimi, ma affronteremo sicuramente delle difficoltà durante il weekend e nei primi mesi ufficiali del programma. Tuttavia, sono orgoglioso del fatto che stiamo dimostrando di non essere qui solo per fare presenza: abbiamo costruito un inizio solido per qualcosa che potrebbe diventare molto bello in futuro”

