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Broad Arrow Villa d’Este Auction: eleganza da corsa

Ritorna il Concorso di Eleganza di Villa d’Este, portando con sé la tradizionale asta di Broad Arrow. In questo 2026 ne vedremo delle belle!

6 Maggio 2026
7 min read
Vista frontale della BMW M1 Gruppo 5 ex Peter Sauber

Quando si arriva al mese di Maggio gli appassionati di auto d’epoca entrano in trepidazione per un evento tanto patinato quanto unico che le vede protagoniste sulle sponde del lago di Como. Come da tradizione si svolge infatti il Concorso di Eleganza di Villa d’Este , evento esclusivo quanto intrigante ed elegante. La voce di Simon Kidston e l’organizzazione di Marco Makaus guidano le danze in quello che diviene così l’evento principale della primavera, andando a rivaleggiare con gli americani di Amelia Island e Pebble Beach senza invidiargli assolutamente nulla. Noi di Fuori Traiettoria però non siamo qui per parlarvi del concorso d’eleganza, per quanto meraviglioso esso sia. Vogliamo invece soffermarci sull’asta ufficiale dell’evento, appannaggio di Broad Arrow. La casa d’aste del gruppo Hagerty continua a proporre cataloghi decisamente intriganti, portando sulle rive del lago di Como ben settantotto vetture e sette lotti di memorabilia. La nostra attenzione è stata attirata dalle forme affilate di una bella bavarese che arriva direttamente dal 1981 e ha le forme di una Sauber BMW M1 Gruppo 5.

BMW M1: tedesca dall’animo italiano

La storia della BMW M1 inizia nel 1972, quando in occasione delle olimpiadi di Monaco 1972, la matita di Paul Bracq porta alla creazione di un concept che stupisce: la BMW Turbo Concept. Questa nasce come manifesto tecnologico della casa di Monaco di Baviera, divenendo poi l’arma prescelta per le competizioni. Sì, perché il dominio Porsche nella categoria Gruppo 5 ha un po’ scocciato la dirigenza bavarese, così si decide affidare alla nuova supersportiva questo difficile compito.

Bmw Turbo Concept del 1972
Bmw Turbo Concept del 1972 – Immagine bmwblog.com

L’arduo compito di definirne il design viene affidato a un certo Giorgetto Giugiaro, che tramite la sua Italdesign ne crea la carrozzeria in fibra di vetro. Per la parte meccanica e telaistica si rimane ancora nel belpaese, optando per appoggiarsi a Lamborghini che incarica un ingegnere già molto conosciuto e rispettato nel settore: Gian Paolo Dallara. Dal propulsore 2 litri a 4 cilindri sovralimentato del prototipo si passa al 6 in linea della 635 Csi, arrivando a 3,5 litri per sviluppare una potenza di 277cv. Per le prestazioni si parla di 262km/h di velocità massima con uno 0-100km/h coperto in appena 5,2 secondi. Numeri che parlano chiaro, impressionando allora come adesso e palesando degli intenti decisamente bellicosi!

Bmw M1
Una Bmw M1 in tutto il suo splendore – Immagine bmwblog.com

Sul più bello però Lamborghini, con le linee di produzione già pronte, entra in crisi finendo in amministrazione controllata. Serve così una nuova strategia, portando BMW ad affidare la produzione delle carrozzeria a due ditte di Modena e Reggio Emilia, con la Baur che si incarica di allestire gli interni. Il tutto viene riunito in Piemonte, nella sede della Italdesign mentre la meccanica arriva direttamente da quella fabbrica di sogni chiamata BMW Motorsport. E così, dopo una gestazione travagliata, nasce la M1, prodotta in 456 esemplari tra il 1978 e il 1981 dei quali 400 stradali e 56 pronto gara. Di questi 56 esemplari con vocazione pistaiola, solo due sono stati sviluppati da Peter Sauber per poi correre nella categoria Gruppo 5. E pensate un po’, ne abbiamo qui proprio uno che arriva direttamente da Hinwil

“81.M1R.01”: Peter Sauber e una questione di cuore

Se attualmente dire Sauber porta subito a pensare alla F1, diviene importante ricordare come non sempre sia stato così. Difatti la scuderia di proprietà di Peter Sauber, scomparsa nel 2025 per confluire nella scuderia Audi F1, inizia la propria storia nella massima categoria del motorsport solamente nel 1993. Fino ad allora lega infatti le proprie fortune alle competizioni a ruote coperte, con legami indissolubili nati con marchi quali BMW prima e Mercedes Benz poi.

Un giovane Peter Sauber in posa accanto al telaio di quella che sarà la M1 Gruppo 5
Un giovane Peter Sauber in posa accanto al telaio di quella che sarà la M1 Gruppo 5 – Immagine Broad Arrow

La vettura all’asta, telaio “81.M1R.01”, nasce nell’inverno intercorso tra il 1980 e il 1981 per essere schierata nel mondiale endurance e rappresenta una delle sole due auto costruite. Si fa tesoro dell’esperienza in categoria Procar, realizzando allo stesso tempo un telaio a traliccio più leggero e una carrozzeria in fibra di carbonio ancora più estrema. Si ottiene così un risparmio di peso nell’ordine dei 150kg. Il propulsore rimane il 3.5 M88/1, accreditato di una potenza molto maggiore dei 470cv della Procar.

Vista della Sauber BMW M1 Gruppo 5
La Sauber BMW M1 Gruppo 5 nel suo regno: la pista – Immagine Broad Arrow

La M1 Gruppo 5 così allestita debutta alla 1000 km del Nürburgring nel Maggio 1981, con il numero 14. I piloti sono Marc Surer e Dieter Quester, ai quali viene riservato un ruolo chiave anche per quello che riguarda lo sviluppo della vettura. Il debutto si chiude con un tredicesimo posto assoluto al termine della corsa, subito dietro alla vettura gemella del schierata dal team “GS Tuning”. In realtà la vettura si ritira a seguito della perdita di uno scarico, venendo comunque classificata. La nostra beniamina continua la sua carriera alla 24h di Le Mans, presentandosi al via in livrea Würth con il numero 52, con la line-up dei piloti formata da Marc Surer, Dieter Quester e David Deacon. Qui la “81.M1R.01” si qualifica decima, dopo un entusiasmante giro di qualifica in 3:47 con una velocità massima di quasi 330km/h sul rettilineo di Mulsanne. Purtroppo queste prestazioni non trovano riscontro in una gara sfortunata, chiusa dopo venti ore a causa di guasti a frizione, freni e motore.

Vista di 3/4 posteriore della Sauber BMW M1 Gruppo 5
Vista di 3/4 posteriore della Sauber BMW M1 Gruppo 5 – Immagine Broad Arrow

La carriera della Sauber M1 prosegue con varie apparizioni nel corso del 1981, trovando l’apice ideale della sua prima fase con una vittoria a Dijon nell’Aprile 1982, in una gara valida per il campionato svizzero. Al volante troviamo Enzo Calderari, driver svizzero che la acquista nel Marzo 1982 portandola in gara nel mondiale in livrea BMW Italia ed Enny. Da qui in poi la vettura entra in una fase crepuscolare, legata non tanto alla carenza prestazionale quanto all’affermarsi delle nuove vetture di Gruppo C. E così nel 1985 viene ceduta a Jürg Bächi, pilota svizzero residente in Svezia, facendovi così coppia tra il 1986 e il 1988 in varie competizioni. La Sauber M1 passa poi a Maximilian Conover, importatore di ricambi BMW in Nord America che nel 1989 la cede al finlandese Jukka Mäkelä. Questi commissiona alla Randlinger Motorenbau, situata in Germania, una revisione completa del propulsore per la cifra di 18.104 Marchi del vecchio conio tedesco.

Il cockpit della Sauber BMW M1 Gruppo 5
Il cockpit della Sauber BMW M1 Gruppo 5 – Immagine Broad Arrow

E qui la storia prende una piega decisamente romantica, con Peter Sauber che riacquista la sua creatura nel 1991 per poi conservarla nel Museo Sauber per ben ventuno anni. Questo perché la M1 è stata l’ultima vettura su cui ha lavorato personalmente Sauber, dimostrandosi così uno svizzero dal cuore tenero. Alla fine questi si separa dalla sua creatura nel 2014, cedendola ad un collezionista che ne commissiona il restauro spendendo 209.000€. E non si tratta di un restauro qualsiasi, dato che viene commissionato a Peter Wiederkehr, un collaboratore di Sauber ai tempi della nascita della “81.M1R.01”. La vettura rinasce così in livrea Würth adottando un motore 635 Csi in luogo dell’originale, comunque fornito assieme alla M1. Da allora, dopo un primo shakedown al Mugello e uno stress-test al Red Bull Ring, vede la pista due volte l’anno per placare i suoi bollenti spiriti.

Il propulsore installato attualmente sulla Sauber BMW M1 Gruppo 5
Il propulsore installato attualmente sulla Sauber BMW M1 Gruppo 5 – Immagine Broad Arrow

Arriva così all’asta necessitando di pochi interventi per ottenere una nuova omologazione, compito sicuramente agevolato dalla presenza di un dossier tecnico di tutto rispetto. Si parla infatti di un impressionante corredo di disegni originali Sauber fatti a mano, oltre alle fatture e alla documentazione fotografica di tutti gli interventi effettuati nel corso del tempo.

Dove, quando e soprattutto… Quanto?

Dopo avervi decantato tutte le qualità di questa vettura dobbiamo essere un po’ più concreti, andando incontro alle domande di chi volesse davvero firmare un assegnino cospicuo per portarsela a casa. Ecco perciò che la vettura andrà all’asta col lotto 224, accreditata di una stima compresa tra 1.000.000 e 1.200.000€. Non stiamo parlando di noccioline ma siamo comunque in presenza di una vettura che può giustificare una cifra simile, visto anche che ne esistono solo due esemplari in tutto il mondo. E, per la cronaca, la vettura gemella gestita dal team GS Tuning è andata distrutta durante la stagione 1981, rendendola di fatto unica! E in fondo, i lavori da fare per riportarla in pista sono ben poca cosa in confronto alla possibilità di portarla in pista in occasioni speciali, quali Le Mans Classic e manifestazioni simili. Se proprio si volesse la perfezione assoluta sarebbe da valutare il ritorno del propulsore originale, comunque fornito all’acquirente, che la valorizzerebbe al massimo.

Villa Erba
Villa Erba, sede dell’asta di Broad Arrow, vista dal lago di Como – Immagine Wikipedia.org

L’incanto organizzato da Broad Arrow si terrà nello splendido scenario di Villa Erba ed avrà luogo Sabato 16 e Domenica 17 Maggio. Nello specifico, la splendida Sauber Bmw M1 di cui vi abbiamo parlato andrà all’asta nella giornata di Domenica con l’incanto che inizierà alle 10:30. Per chi fosse interessato ad altri lotti sappiate che la prima parte dell’incanto sarà Sabato a partire dalle 18. Come sempre sono previste delle preview, per chi volesse dare un’occhiata ai lotti prima dell’acquisto. Le anteprime si terranno quindi Venerdì 15 e Sabato 16 Maggio dalle 10 alle 18, mentre Domenica 17 la fascia oraria andrà dalle 9:30 all’inizio dell’asta.

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Claudio Raspanti

Fiorentino doc classe 1985, inizio da subito a mostrare una passione monstre per i motori. Le mie prime parole sono state nomi di auto e ho trascorso gli anni in un crescendo di Superturismo e F1. Dopo un diploma di perito industriale sono finito a fare il macchinista di treni merci, lavoro che adoro al pari della mia altra passione. Già, perché da qualche anno scrivo in maniera compulsiva di motori e così ho iniziato a collaborare prima con un blog e poi con una importante testata italiana.
Dopo essere stato tra i fondatori del Knight Rider Italia, fan club italiano della serie Supercar, sono divenuto assiduo frequentatore della 24h di Le Mans e dei suoi campeggi. Essendo anche motociclista vi avverto che potreste trovarmi sui passi dell'Appennino Tosco-Emiliano!

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