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La M1 2022 è la solita minestra e Quartararo ne ha i mestoli pieni

Si prospetta difficile il 2022 di Yamaha e del Campione del Mondo Quartararo, il quale non si capacita della mancanza di novità e progressi: “La cosa deludente è che con così tanto tempo per sviluppare il motore oggi non abbiamo nulla. Non abbiamo fatto il passo in avanti che mi aspettavo, non abbiamo fatto progressi.…

13 Febbraio 2022
3 min read

Si prospetta difficile il 2022 di Yamaha e del Campione del Mondo Quartararo, il quale non si capacita della mancanza di novità e progressi: “La cosa deludente è che con così tanto tempo per sviluppare il motore oggi non abbiamo nulla. Non abbiamo fatto il passo in avanti che mi aspettavo, non abbiamo fatto progressi. Non so dove possiamo fare di meglio con quello che io e la squadra abbiamo a disposizione, guidare così è dura”.

Con la terza giornata di test a Mandalika sono terminati ufficialmente i test pre-stagionali della MotoGP. Se da un lato i piloti Honda si affacciano al primo GP stagionale con un entusiasmo che ricorda i tempi della leggendaria RC 211 V a cinque cilindri, dall’altro i piloti Yamaha sono tutt’altro che sereni. La Casa dei tre diapason è quella che ha portato meno novità per il 2022, davvero poche e legate all’aerodinamica frontale come se in questi due anni di sviluppo congelato il reparto R&D sia rimasto immobile. O magari non è riuscito a progettare degli sviluppi concretamente migliorativi da poter dare in prova ai piloti.

A soffrirne è soprattutto Fabio Quartararo, Campione del Mondo MotoGP in carica nonché unico pilota ad essere competitivo in sella alla M1. El Diablo non ha celato la propria insofferenza a Sepang tantomeno in Indonesia nonostante il secondo miglior tempo nei test indonesiani, a 14 millesimi da Pol Espargaro. “Sinceramente, la cosa deludente è che con così tanto tempo per sviluppare il motore oggi non abbiamo nulla. Non capisco per quale motivo su qualsiasi pista siamo sempre in media 10 km/h più lenti. Che il rettilineo sia di 100m o di 1km non cambia. Ecco perché non ne sono felice” ha detto il francese al termine del terzo ed ultimo giorno di test in Indonesia. “Non sono un ingegnere, se la moto non è abbastanza veloce sul dritto non so cosa farci, ma darò sempre massimo. Non abbiamo fatto il passo in avanti che mi aspettavo, non abbiamo fatto progressi ma cerco di non pensarci, devo pensare solo alla mia guida e faccio il massimo per essere il più veloce possibile con la Yamaha.

Le lamentele di Quartararo sin dagli ultimi GP dello scorso anno sono state costanti e coerenti, il Diablo ha sempre chiesto a Yamaha più potenza ed un grip più consistente al posteriore. Perché essere veloci in ingresso e percorrenza è decisamente più dispendioso per il pilota rispetto all’essere veloci in accelerazione. Sì la M1 è decisamente più efficace delle altre in curva, a patto di trovare la traiettoria ideale libera o almeno impegnata da moto dalla filosofia di base affine, come Suzuki o Aprilia. In caso contrario ci si trova in balia degli eventi. “Onestamente, non so dove possiamo fare di meglio con quello che io e la squadra abbiamo a disposizione” ha ammesso sconsolato il nizzardo. “Abbiamo solo terminato i test e questa M1 è già al limite. È difficile cercare qualcosa di nuovo quando in ogni curva l’anteriore si muove e il posteriore scivola. Per me è importante che il Team e la Yamaha stiano lavorando per trovare qualcosa, per trovare più velocità in modo che io possa sentirmi meno al limite. Per correre a questo ritmo devo spingere sempre tanto, guidare così è dura.” Alla fine, le richieste di Quartararo non sono tutta sta novità, sono allineate a quelle fatte negli ultimi anni da Rossi prima e Vinales poi. Senza successo.

Per riuscire ad essere competitivi con questa M1 allora è fondamentale partire davanti e rimanerci, come ha dimostrato proprio Quartararo lo scorso anno, e per farlo è importante piazzarsi bene in qualifica, “almeno sesti” ha detto Fabio. Ma anche in ottica time attack il #20 non è del tutto sereno dopo i cinque giorni spesi fra Sepang e Mandalika: “il tempo è buono ma possiamo migliorare, il problema è la differenza tra gomma usurata e gomma fresca: il miglioramento passando a pneumatici nuovi è poco, è una situazione strana..

Quartararo è comunque riuscito a trovare il bicchiere mezzo pieno, dicendosi contento per il proprio passo e stupito per la velocità trovata con la Soft usata al posteriore. Non è andata benissimo con l’opzione Medium scelta per questi test, che Michelin dovrebbe ripresentare come Soft nel GP d’Indonesia in programma proprio a Mandalika a fine marzo: “non avevo mai avuto sensazioni così brutte con gli pneumatici finché non ho provato questa medium, rimettendo la Soft son stato mezzo secondo più veloce.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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