Weekend di WorldSBK che vai, Nicolò Bulega al comando che trovi: il ducatista comincia al meglio il weekend dell’Emilia Romagna Round, che stiamo vivendo come Media accreditati, concludendo entrambe le sessioni di prove libere al comando davanti al compagno di squadra Iker Lecuona. Quasi tutti i vertici del mondo racing Ducati (Gigi Dall’Igna, Davide Tardozzi, Mauro Grassilli) sono presenti sin dal venerdì per seguire Bulega, ormai prossimo al passaggio in MotoGP nel 2027 sempre in orbita Ducati, tra le file del team VR46. Pressione aggiunta per il weekend di casa, in cui il leader del campionato proverà a far segnare altre tre vittorie, aumentando il totale di successi consecutivi a 25: “L’unica differenza è che oggi mi hanno seguito dal vivo, mentre nelle altre occasioni mi seguivano da casa. Alla fine, quando sono in sella alla moto, non cambia niente, perché tanto sono da solo! È comunque una bella cosa averli nel box, soprattutto Gigi, perché è sempre un valore aggiunto a livello tecnico”.
Seppur abbia concluso in prima posizione le prove libere, Bulega ha cominciato la mattinata di venerdì con qualche difficoltà, salvo poi ritornare sui propri passi a livello di setup della sua Panigale V4-R, che affidata al #11 continua a fare la differenza in questa stagione 2026: “Stiamo lavorando bene sin dall’inizio del campionato e venti giorni fa abbiamo fatto una sessione di test positiva qui a Misano. Sappiamo di avere un pacchetto molto competitivo, dobbiamo essere in grado di sfruttarlo sempre al 100%. Stamattina il feeling non era dei migliori, abbiamo provato un setting diverso che non ha funzionato, quindi in FP2 siamo tornati alla configurazione originale”.
Tornando al passaggio di categoria pianificato per l’anno prossimo, ormai quasi ufficialmente siglato anche grazie agli strabilianti risultati in SBK ottenuti sino ad ora, Bulega afferma di non essersi scordato dei periodi più bui: l’uscita dal motomondiale dopo le difficoltà in Moto2, le paure ed i timori di dover rinunciare ai propri sogni, fino ad un “all-in” per la ripartenza dalla Supersport. Bulega non vuole issarsi ad esempio da seguire, ma, riflettendoci, la sua storia riesce ad essere simbolo di perseveranza che porta i suoi frutti: “Non dico di essere un esempio, ma almeno di dimostrare ad altri ragazzi in difficoltà che devono ancora crederci e possono farcela, come ho fatto io. La mia può essere una dimostrazione importante per i giovani talenti italiani, che rischiano di perdersi specialmente quando cambiano categoria di moto: oltre alla differenza di prestazioni della moto, vari fattori possono essere influenti, i metodi di lavoro sono diversi, devi curare molti più dettagli. Ci sono molti esempi di piloti che hanno faticato i primi anni per poi essere competitivi.”

