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Alonso: “Dobbiamo scoprire ancora molto della AMR23, l’auto è nuova al 95%!”





Le dichiarazioni avranno anche potuto essere moderate nell’entusiasmo, il sorriso sarà anche stato tirato per non lasciare trapelare troppo ottimismo, ma gli occhi di Fernando Alonso – a detta di chi l’ha visto nel paddock di Sakhir – erano scintillanti come quelli dei giorni migliori.

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© Pirelli F1 Press Area

Probabilmente neppure lo stesso asturiano si sarebbe aspettato di iniziare la stagione in un modo simile. Veloce sul giro secco, costante sul passo gara e neppure troppo severa sulle gomme, la Aston Martin AMR23 ha sorpreso praticamente tutti nel corso dei tre giorni di test in Bahrain. Il team di Lawrence Stroll, nonostante disponibilità economiche spaventose, gli scorsi anni aveva sempre fatto fatica a trovare la quadra: quest’anno, invece, la musica sembra essere cambiata.

In casa Aston lo sentono, lo sanno. Però, com’è giusto e naturale che sia in un’epoca fatta di sandbagging, nessuno dei membri del team inglese si sbilancia in previsioni o proclami affrettati: la strada per ricucire il gap con i migliori è lunga, e quelli compiuti durante la sessione dei test di quest’anno non sono altro che i primissimi passi mossi lungo questo ripido sentiero. In linea con l’atteggiamento mantenuto dalla squadra è stato anche quello di Fernando Alonso, soddisfatto – ma mai esaltato – da quanto visto in pista e toccato con mano nel corso delle tre giornate di prove pre-stagionali a Sakhir.

“Dobbiamo ancora scoprire molte cose di questa macchina” – ha esordito il due volte Campione del Mondo una volta completato il proprio programma di lavoro – “Nel 2022 Aston Martin ha sofferto, e dunque si è deciso di cambiare completamente la filosofia della vettura: il 95% della macchina, quest’anno, è nuovo. In questi giorni abbiamo sperimentato alcune cose a livello di set up, provando soluzioni diverse, ma abbiamo ancora bisogno di tempo. Credo che ci serviranno alcune gare prima di poter essere in grado di sfruttare al massimo il potenziale della vettura”. “Purtroppo non abbiamo abbastanza ore di guida per provare la macchina in pista, e questo è un dato di fatto che vale per tutti” – ha proseguito l’asturiano – “Abbiamo a disposizione solamente tre giorni di test, e in ciascuno di questi la macchina è cambiata molto. Ci farebbero comodo 10 o 20 giorni di prove dato che è praticamente illimitato il numero di modifiche che si possono apportare all’auto, ma purtroppo la situazione è la stessa per tutti e quindi dobbiamo adattarci”.

“La sensazione, comunque, è che con la AMR23 avremo una monoposto che potremo sviluppare nel corso della stagione. Spero che questo ci permetta, soprattutto in vista anche dell’anno prossimo, di non utilizzare solamente il 5% del potenziale dell’auto: sarebbe fondamentale per far progredire in modo costante la squadra”, ha infine concluso Alonso. Il #14, così come tutti i suoi colleghi, dovrà attendere meno di una settimana per verificare quanto veritieri siano i riscontri ottenuti durante i test: il weekend di gara del Bahrain, ormai, è davvero dietro l’angolo. 





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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", sono Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi racconta" e Digital Manager di VT8 Agency. Sono accreditato FIA per F1, WRC, WEC e Formula E, ho lavorato con l'Autodromo Nazionale Monza, team del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo e ho collaborato in dei weekend di gara con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow