Il primo appuntamento del weekend di Berlino premia Nico Müller, che conquista la sua prima vittoria in Formula E al termine di una gara fortemente condizionata da strategia e gestione dell’Attack Mode. Alle sue spalle chiudono Nick Cassidy e Oliver Rowland, con Edoardo Mortara quarto nonostante la pole position ma che agguanta la leadership del mondiale.
Mortara in pole a Tempelhof, duello vinto su Wehrlein
Il pilota svizzero della Mahindra Edoardo Mortara conquista la pole position nel primo ePrix di Berlino, firmando il miglior tempo al Tempelhof e ottenendo la terza partenza dalla pole della stagione. Un risultato importante nella lotta al titolo, portandosi a casa i 3 punti della pole, decisa nel duello finale contro Pascal Wehrlein indietro di solo 126 millesimi.
Wehrlein, sostenuto dal pubblico di casa, era riuscito a raggiungere l’ultimo duello nonostante un contatto con le barriere nei quarti di finale che aveva compromesso lo sterzo della sua Porsche. Nel testa a testa conclusivo, però, non è riuscito a contenere il tempo dello svizzero.
Dalla seconda fila scatteranno Oliver Rowland e Dan Ticktum, eliminati in semifinale, mentre Nick Cassidy e Nico Müller partiranno dalla terza. Da segnalare anche la prestazione di Zane Maloney, settimo alla sua prima presenza nei duels, davanti a Felipe Drugovich.
Appena fuori dalla top otto António Félix da Costa, nono dopo aver mancato l’accesso ai duels per pochi millesimi, con Taylor Barnard al suo fianco in decima posizione. Più indietro Jake Dennis e Mitch Evans, con il pilota Jaguar lontano dalle posizioni di vertice. Qualifica da dimenticare invece per Lucas di Grassi, a muro e costretto a partire dal fondo.
I momenti decisivi di gara 1 del Berlino E-Prix
La partenza vede subito un ottimo spunto di Rowland, che si porta in seconda posizione, mentre il poleman perde terreno scivolando fuori dal podio. Nelle prime fasi, però, a sorprendere sono le due Lola motorizzate Yamaha, capaci di portarsi in testa e imporre un ritmo insolitamente alto. Una scelta aggressiva che spezza il gioco di gestione visto nelle prime gare, costringendo tutto il gruppo ad aumentare l’andatura e uniformando i consumi energetici.
La gara entra nel vivo con i primi duelli: Cassidy si rende protagonista di un sorpasso deciso per risalire fino alla seconda posizione, approfittando anche di una gestione conservativa da parte di alcuni rivali. Nel frattempo, Wehrlein vede compromessa la sua corsa a causa di una foratura, che lo costringe a un Pit Boost con cambio gomma, facendolo precipitare nelle retrovie.
La finestra dei pit stop si apre attorno a metà gara e diventa il primo snodo chiave: tra i più efficaci c’è Ticktum, mentre diversi piloti perdono terreno per problemi o traffico. In questo contesto, Nissan e Jaguar scelgono una strategia alternativa, ritardando la sosta con Rowland ed Evans. Una decisione che paga per il campione del mondo, capace di rientrare davanti a tutti grazie a pista libera e gestione precisa dei tempi, mentre si rivela meno efficace per Evans e Martì, coinvolti anche in contatti e situazioni più caotiche.
Nel finale entra in gioco l’unico Attack Mode. A 11 giri dalla fine è Müller a emergere: il pilota Porsche anticipa l’attivazione e sfrutta al meglio la potenza extra, costruendo rapidamente un margine superiore ai tre secondi su Cassidy e Rowland. Da quel momento, il tedesco controlla la gara senza commettere errori, nonostante un asfalto particolarmente abrasivo e una gestione gomme delicata.
Dietro, la lotta per il podio resta aperta fino agli ultimi giri: Rowland prova ad avvicinarsi a Cassidy, mentre Mortara rimane in scia senza però trovare lo spunto decisivo. Più indietro, problemi tecnici e di energia condizionano diversi protagonisti, tra cui Ticktum e Da Costa, quest’ultimo rallentato da temperature elevate.
Sul traguardo è quindi Müller a festeggiare davanti al pubblico di casa Porsche, conquistando una vittoria costruita con tempismo e precisione strategica. Cassidy chiude secondo, mentre Rowland completa il podio al termine di una gara solida e ben gestita. Nonostante il quarto posto finale, la giornata sorride comunque a Edoardo Mortara: con il leader del campionato Pascal Wehrlein relegato in penultima posizione, lo svizzero balza in testa alla classifica piloti al termine di Gara 1.

