In Austria Max Verstappen ritrova sé stesso e non tanto perché si fosse perso. Piuttosto per quel gradino più alto che ancora gli appartiene ma che manca da Abu Dhabi e che oggi ha chiamato il suo nome, per poi arrendersi alla stella a tre punte. È un secondo posto, quello di Spielberg, che vale quanto una vittoria se consideriamo una RB22 impreziosita da aggiornamenti di performance e affidabilità ma che al sabato si è vista ricostruire da capo dopo l’uscita di pista durante le qualifiche. Un risultato che fa schizzare alle stelle il termometro della spinta motivazionale nella splendida cornice di casa che è il Red Bull Ring. Nella domenica odierna la squadra di Laurent Mekies non festeggia solamente il miglior piazzamento stagionale, ma il lavoro da retropalco che lo ha portato a realizzarsi. Un monito, quasi, come a voler ricordare al mondo che la rimonta dello scorso anno non è stata dettata dal caso: partita proprio dal cuore del team, ha fatto poi di Max il suo portavoce più abile.
A chi gli continua a chiedere se stia considerando lidi diversi dalla casa dei tori, la risposta è quella di sempre: “ho un contratto a lungo termine”. Come se un dato di fatto bastasse a spegnere il dubbio di chi ormai considera l’ex podere di Helmut Marko un vestito troppo stretto per il quattro volte iridato. In questi giorni si fa particolarmente insistente una voce per cui Verstappen sia in trattativa con la McLaren, un arancione papaya che andrebbe a fondersi con l’iconico colore del campione olandese. Indiscrezioni che davanti a prestazioni come queste perdono di significato e lasciano il passo a quel legame apparentemente indissolubile tra Max e Milton Keynes. Il trofeo di mezzo è per gli uomini e le donne sotto al podio, per questo Max lascia per un attimo il suo posto e si sporge verso di loro, un gesto sottile ma determinante: è lì che risiede una sintesi di fiducia e prospettive, una iniezione di spirito che nel disordine di un inizio di stagione altalenante, regala alla Red Bull un punto di ripartenza importante.
In Austria Max Verstappen ritrova Lewis Hamilton (e il gusto del “ruota a ruota”). Uno spettacolo che alimenta la fase centrale della corsa e ci riporta volenti o nolenti al 2021. Fair-play e affiancamenti chirurgici sono però le nuove parole chiave, capi saldi di una maturità costruita con il tempo tra le insidie di una testa calda nota nei suoi segreti più profondi soltanto all’attuale numero #3. E poi la battaglia con Mercedes, fino a raggiungere la bandiera a scacchi racchiusi in meno di due secondi, con Andrea Kimi Antonelli ad appena 375 millesimi dalla Red Bull di Max.
Dopo lo sfortunato ritiro dello scorso anno, la Stiria riaccoglie così il suo padrone di casa, votato pilota di giornata e che senza troppi forse avrebbe potuto festeggiare dal gradino più alto del podio se non fosse stato costretto a partire dalla quinta posizione in griglia. Con il sesto posto di Hadjar, la Red Bull chiude uno dei weekend più solidi di questa prima metà di stagione, lontana dai sogni mondiale ma sempre più vicina a un ritorno al vertice. Fotografia perfetta di una stagione che, di fronte allo strapotere Mercedes, riapre interrogativi in casa Red Bull. E Max Verstappen – ancora una volta – ricorda a tutti che c’è.

