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MotoGP, nelle FP1 bagnate Dani cavalca le (H)onde

Un tempo da lupi ha accompagnato le prime libere delle MotoGP. A farla da padrone su questo asfalto scivoloso le Honda, con Dani Pedrosa capofila. 4 le RC213-V nei primi 5 posti, con Dovizioso infiltrato speciale. Molto in ritardo Valentino Rossi, solo 16° mentre Vinales chiude 10° dietro a Lorenzo. Nuovo motore per KTM.  …

5 Maggio 2017
3 min read

Un tempo da lupi ha accompagnato le prime libere delle MotoGP. A farla da padrone su questo asfalto scivoloso le Honda, con Dani Pedrosa capofila. 4 le RC213-V nei primi 5 posti, con Dovizioso infiltrato speciale. Molto in ritardo Valentino Rossi, solo 16° mentre Vinales chiude 10° dietro a Lorenzo. Nuovo motore per KTM.

 

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C’è stato da chiedersi se stessero correndo a Doninghton o a Jerez. Nuvoloni grigi e densi, asfalto bagnato e pioggerellina fine. Non le condizioni ideali insomma, e allora via le visiere oscurate ed i freni in carbonio, su le visiere trasparenti ed i dischi freno in acciaio. Difficilmente le condizioni della pista miglioreranno oggi pomeriggio, ma per domani il bel sole dovrebbe spuntare. A farla da padroni ad inizio sessione Dovizioso e Lorenzo. Interessante vedere come Jorge si sia messo in coda a Danilo Petrucci nei primi giri, cercando di seguirne le traiettorie e le linee. A metà sessione la pioggia è tornata prepotentemente per qualche minuto, salvo fermasi subito. Così la pista ha iniziato ad asciugarsi, concedendo ‘caschi rossi’ a grappoli. A farla da padroni i piloti su Honda, con Marquez, Miller, Crutchlow e Pedrosa ad alternarsi nelle primissime posizioni.

La Yamaha, salvo la Tech 3 di Folger, è sembrata in lieve difficoltà. O, più probabilmente, Ducati e Honda sono riusciti a far fruttare al meglio i test privati svolti qui nei mesi scorsi. Dani Pedrosa chiude quindi davanti a tutti grazie ad un 1’51”648. Chiude secondo staccato di 2 millesimi Cal Crutchlow, ultimo a prendere la bandiera a scacchi e che ha visto dilapidare un vantaggio di quasi 2 decimi nell’ultimo settore. Terzo Jack Miller, sempre a proprio agio nelle condizioni intermedie. Il suo tempo è un 1’51”807 che gli consente di stare davanti a Dovizioso, 4° per 23 millesimi. DesmoDovi, complici le condizioni atmosferiche ed i recenti test su questo circuito, è riuscito a riportare la Ducati nelle prime posizioni dopo due week end da dimenticare per Borgo Panigale.

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Quinta posizione per Marc Marquez con il tempo di 1’51”962, che ha avuto un piccolo problema con Vinales a metà turno. Aveva appena iniziato a piovere in maniera più forte e Maverick era lento in traiettoria, Marc è stato costretto a passarlo molto da vicino, rischiando il contatto. Probabilmente, complice la pioggia, il pilota Yamaha non si è accorto dell’arrivo di Marquez. Poco dopo altro piccolo problema di questo tipo, ma a parti invertite e con Dani al posto di Marc. Maverick è sembrato non essere proprio a suo agio in queste condizioni con altri piloti vicini. Sesta posizione per Jonas Folger, che con la M1 m.y.2016 si trova primo pilota Yamaha in classifica, nonché primo a non scendere sotto i 52”. Settima posizione per Aleix Espargaro, in un circuito che dovrebbe essere amico della sua RS-GP, seguito da Danilo Petrucci. Nona posizione per Jorge Lorenzo, con Maverick Vinales 10° e staccato più di 9 decimi dalla vetta a chiudere la Top10.

Solo 16° Valentino Rossi, staccato di oltre 1”6, che è sembrato se la sia presa con molta calma. Il Dottore è stato superato anche dalle KTM, con Pol Espargaro e Smith che hanno un nuovo motore, il quale si differenzia per l’ordine degli scoppi. Questa nuova unità motrice si avvicina alla configurazione Big Bang. Il vero tallone d’Achille per KTM in queste prime gare è stata la progressione in uscita dalle curve, complice un erogazione troppo brusca. La nuova carena portata ad Austin ha permesso loro di soffrire molto meno di impennate indesiderate. Adesso, grazie appunto a questo nuovo motore, dovrebbero esserci ulteriori miglioramenti nei tempi. I tempi di queste FP1 non sono comunque molto indicativi, e solo nelle FP2, indipendentemente dal meteo, potremo sapere i reali valori in campo.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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