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Qatar GP: Pirelli pronta per il debutto in Moto2 e Moto3 a Lusail

Dopo test invernali che, cronometro alla mano, sono stati molto positivi Pirelli è pronta al GP di Qatar dove debutterà come fornitore unico di Moto2 e Moto3, sempre in linea con la propria filosofia “We sell what we race, we race what we sell”.

6 Marzo 2024
3 min read

Dopo test invernali che, cronometro alla mano, sono stati molto positivi Pirelli è pronta al GP di Qatar dove debutterà come fornitore unico di Moto2 e Moto3, sempre in linea con la propria filosofia “We sell what we race, we race what we sell”. Solo opzioni di gamma per la Moto2, una di sviluppo per la Moto3

© Pirelli

Questo fine settimana in Qatar inizierà una nuova stagione del Motomondiale, che compie 75 anni, e ci sarà una svolta storica perché dopo trent’anni termina il monopolio di Dunlop tra le medie e le motoleggere: da quest’anno inizia il monogomma Pirelli in Moto2 e Moto3. I test invernali hanno già sorriso alla Casa della P-lunga, con record siglati Dunlop già ampiamente batuti a Jerez – addirittura di oltre un secondo relativamente alla Moto3.

Pirelli fornirà a entrambe le Classi pneumatici slick Diablo Superbike e da bagnato Diablo Rain, in linea con la propria filosofia del “We sell what we race, we race what we sell”: niente gomme prototipali, neppure nell’ambito racing a due ruote più spinto, ma pneumatici standard che possono essere acquistati da tutti i motociclisti dal gommista. L’allocazione standard per la stagione 2024 prevede pneumatici slick in mescole SC1 e SC2 per entrambe le classi all’anteriore, 125/70 per Moto2 e 100/70 per Moto3. Al posteriore le due classi verranno differenziate per le mescole a disposizione: SC0 e SC1 in misura 200/65 per Moto2, SC1 e SC2 in misura 120/70 per Moto3. Niente supermorbide SCX quindi, neppure SCQ per la qualifica.


C’è poi la soluzione da bagnato Diablo Rain in mescola SCR1 sia per l’anteriore che per il posteriore per entrambe. Per il Gran Premio del Qatar, dove non dovrebbero servire le gomme da bagnato, i piloti Moto3 avranno anche una mescola posteriore di sviluppo in specifica C1096, una soluzione più dura della SC2 a disposizione che potrebbe rivelarsi preziosa nel caso in cui la severità dell’asfalto dovesse incidere in modo importante sull’usura, soprattutto nelle prime sessioni visto che saranno le motoleggere ad aprire ogni giornata. Solo opzioni di gamma per la Moto2 in questo primo week end stagionale.

Allocazione degli pneumatici per Moto2 e Moto3 scelta da Pirelli per il GP del Qatar 2024

Di seguito, il commento di Giorgio Barbier, direttore del reparto corse moto di Pirelli:
Quello di Lusail è un circuito che conosciamo bene perché ci abbiamo corso sia con il Mondiale Superbike che con la Formula 1. Un tracciato molto veloce con il rettilineo più lungo tra i circuiti su cui si disputa il Motomondiale. L’escursione termica tra le sessioni di inizio e fine giornata e, soprattutto, la sabbia che spesso viene depositata in pista dal vento incidono sempre parecchio sull’usura dei pneumatici e implicano una maggior difficoltà nella gestione delle pressioni. La sabbia rende l’asfalto molto scivoloso e questo spesso si traduce in graining e degrado termico accentuato. Proprio con l’obiettivo di pulire la pista, nelle prime sessioni del weekend i piloti saranno chiamati a percorrere curve con raggi costanti cercando di gestire al meglio l’usura dei pneumatici e utilizzando probabilmente soluzioni più dure, ecco perché per i piloti di Moto3 abbiamo portato anche una posteriore di sviluppo più protetta dall’usura. L’evoluzione della pista è generalmente buona ma, tra un giorno e l’altro, c’è sempre il rischio che durante la notte il vento possa depositare nuova sabbia limitando i benefici della gommatura della pista. Inoltre, l’anno scorso il circuito è stato completamente riasfaltato: questa è sicuramente l’incognita principale per noi, sappiamo che il nuovo asfalto è piuttosto aggressivo con i pneumatici, i piloti ci hanno già corso nel 2023 ma non in questo periodo dell’anno quindi i dati a nostra disposizione sono limitati. Ad ogni modo, i test svolti a Valencia e Jerez hanno restituito feedback molto positivi quindi siamo fiduciosi di poter fare una buona stagione.”

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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