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Red Bull usa sostanze per la cosmetica nell’olio del suo motore?





Le quattro vittorie della Red Bull non sono certo passate inosservate nel paddock della Formula 1, ma ciò che ha veramente stupito è stato il salto prestazionale fatto dal motore Honda RA621H con la seconda specifica. Secondo Christian Horner il merito è tutto da attribuire ad un nuovo olio sviluppato dal partner tecnico ExxonMobil.

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© Clive Rose/Getty Images / Red Bull Content Pool

Il regolamento tecnico della Formula 1 per la stagione sportiva in corso impone un numero limitato di sviluppi per quanto riguarda gli elementi della Power Unit: è infatti possibile portare solo un aggiornamento alle varie componenti dell’unità propulsiva tra la fine della stagione 2020 e la fine di quella 2021. Dal momento che questo step per quanto riguarda l’unità termica viene fatto ad inizio anno, tale componente deve rimanere congelato per il resto della stagione. Nulla però impedisce di utilizzare la stessa specifica dell’anno passato per la prima parte della nuova stagione e poi portarne una aggiornata nel corso del 2021. Questo è ciò che ha fatto Red Bull con il nuovo olio sviluppato dal proprio fornitore ExxonMobil.

Come Red Bull ha aumentato la potenza del motore grazie al nuovo olio

Il nuovo lubrificante messo a punto dal partner tecnico statunitense utilizza degli elementi chimici innovativi che solitamente non vengono utilizzati nei lubrificanti per motori bensì nell’industria cosmetica. Questi componenti sono ovviamente mantenuti segreti dall’azienda ma la loro funzione dovrebbe essere quella di incrementare la protezione delle parti metalliche grazie ad una migliore pellicola protettiva. In un’intervista rilasciata a Motorsport.com il manager di ExxonMobil Global Motorsport Technology Tomek Young ha spiegato: “L’industria cosmetica offre tanti componenti di origine naturale unici e noi abbiamo valutato una gamma di prodotti simili prima di selezionare il migliore. Questi nuovi componenti sono stati introdotti perché si è scoperto che portano diversi benefici, tra i quali una più forte interazione con le superfici metalliche e un minore attrito. Ciò aiuta a sprigionare la massima potenza offrendo comunque protezione e efficienza nei consumi. Questi benefici si traducono anche nella capacità di sfruttare il motore in uno spettro più ampio di condizioni di utilizzo.

Young continua con: “Alcuni elementi nella composizione chimica del nostro nuovo olio motore si discostano da ciò con cui formuleremmo normalmente un prodotto. Quello che era un azzardo alcuni anni fa, il concetto di un olio motore a basso contenuto di cenere, utilizzabile ad alte temperature e con basso attrito che incorpora componenti biologici, è diventato realtà quest’anno grazie agli sforzi in una squadra intera in collaborazione con Honda e Red Bull. Noi crediamo che questa nuova piattaforma ci offrirà opportunità per il futuro.

Il ricercatore spiega anche il lavoro fatto e quali difficoltà possono emergere durante la ricerca: “Stiamo lavorando con Red Bull e Honda per raccogliere ulteriori dati sulle prestazioni. Il team sta continuamente raffinando ogni aspetto che può portare dei benefici, quindi ci sono sempre più cambiamenti in gioco. Alla fine potrebbe essere difficile separare il contributo in pista dell’olio dai contributi del carburante, dei parametri del motore e l’aerodinamica del veicolo, ma abbiamo testato diverse formulazioni in laboratorio con Red Bull e Honda prima di selezionare quella con cui corriamo.

Nonostante tutti in casa Red Bull siano soddisfatti del lavoro fatti finora, il mondo della F1 richiede un’innovazione continua e Young si concentra su quali miglioramenti apportare per il futuro: “Abbiamo reso quest’olio così inusuale che il motore potrebbe essere spinto in modo ancora più estremo in pista, quindi sarà possibile ottimizzare ancora l’aerodinamica e le condizioni operative.

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© Mark Thompson/Getty Images / Red Bull Content Pool

 

Queste modifiche hanno consentito ai motoristi non solo di aumentare l’affidabilità, ma anche di spingere più sulle prestazioni senza cambiare niente tra i componenti meccanici. Una migliore lubrificazione permette infatti di ridurre gli attriti e di conseguenza il calore generato da questi. Ragione per cui è possibile usare il motore in modo “più aggressivo”, ad esempio aumentando le temperature in camera di combustione, e sprigionare più potenza. Concetti spiegati dall’ingegnere capo di Red Bull Paul Monaghan: “Se l’olio migliora un po’ l’affidabilità del motore, allora diventa più semplice per noi rispettare la regola del limite di 3 motori a stagione e ci permette anche di sfruttarlo in modalità più spinta per un numero maggiore di chilometri. Possiamo anche imparare di più sulla macchina durante un fine settimana di gara piuttosto che avere potenzialmente una restrizione. In termini di prestazione pura se l’olio aumenta un po’ l’efficienza del motore perché abbiamo meno perdite di pompaggio attraverso di esso e se diminuisce un po’ l’attrito, allora tutti questi piccoli passi contribuiscono ad un miglioramento generale delle performance della macchina.

Per chiudere il team principal Christian Horner è stato come sempre molto chiaro e conciso nello spiegare i benefici del nuovo olio: “Un motore che può essere spinto di più e lavorare a temperature più alte significa più potenza e un’aerodinamica più aggressiva grazie alle ridotte necessità di raffreddamento.

 





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Fabio Catalano

The author Fabio Catalano

Prodotto nel 1996, appassionato di qualsiasi cosa vada veloce. Seguo la Formula Uno dal 2005 e occasionalmente qualsiasi altra categoria. Studio ingegneria aerospaziale al Politecnico di Torino.