close




mustang-gt-500-1

Anno 2000, prima ancora che il mondo dell’automobilismo conoscesse la saga basata sul tuning dal nome “Fast and Furious”. Nelle sale cinematografiche apparve una pellicola che molti di noi hanno visto e rivisto, dal nome “Gone in 60 seconds”, tradotto in italiano come “Fuori in 60 secondi”. Un film che era il remake di un’opera omonima del 1974, con protagonista questa volta Nicolas Cage nel ruolo di un formidabile ladro d’auto – oramai in pensione – che deve tornare sui suoi passi per salvare la vita al fratello, il quale – come lui – ha deciso di percorre le strade di collega “dallo spadino facile”.

mustang-gt-500-5

Commenti contrastanti si prestano a questo film. Alcuni lo stimano, altri no. Di certo, per noi che badiamo alla sostanza automobilistica, questo movie rientra certamente in una appetibile top ten di film legati alle auto. Dicevamo, dunque, che è un remake dell’opera del 1974 la quale, ad onor di cronaca, era incentrata totalmente sugli inseguimenti e poco sulla trama – vi basti pensare che la scena con l’inseguimento principale dura circa 40 minuti – e le strade, per problemi di budget, non vennero mai chiuse al traffico, con gli incidenti che erano quindi veri e non simulati. La pellicola del 2000, al contrario, vide la predilezione nei confronti della trama sfruttando anche un cast d’eccezione, ed una lista di auto portata a 50 vetture rispetto alle originali 48. Con una costante: la protagonista, una Ford Mustang. Nel 1974 la scelta cadde su una Mach 1 del 1971 Sportroof  – modificata come il modello del ’73 – mentre nel 2000 si optò per una Shelby Mustang GT500 – il regista originariamente avrebbe voluto una Ford GT40, ma per il lievitare in maniera esponenziale dei costi di produzione la scelta venne accantonata.

mustang-gt500-2

Shelby Carrol, un nome una certezza. Il preparatore che legò a doppio filo il suo nome a quello di Ford, dopo aver messo il motore Ford 427 in una AC e fatto tante altre cose di cui un giorno vi parleremo, puntò alla modifica dell’originale Ford Mustang creando due versioni, la GT 350 e la GT 500. Il 1967 è l’anno che ci interessa di più: con il sopraggiungere del nuovo modello Mustang, Carrol Shelby decise infatti di affiancare alla già popolare GT 350 una versione più potente denominata GT 500. Questa versione a livello estetico si contraddistingueva per uno spoiler anteriore e prese d’aria in entrambi i lati, mentre dal punto di vista del motore si optò per un più potente Big-Block 428 V8, sapientemente modificato per erogare ancor più potenza rispetto all’originale.

mustang-gt500-4

Venne realmente utilizzata una GT500 per il film? Dobbiamo deludervi. Spesso la finzione cinematografica agisce sulle trame, e questa volta ha agito anche sulla vettura protagonista. Per le riprese non venne utilizzata alcuna GT500: in America le Mustang che portano il cognome di Carrol sono venerate, e la produzione ha più volte affermato la necessità di salvaguardarle. Ecco perché si decise allora di puntare su una Fastback del ’67. Certo, una Mustang avrebbe mai retto il confronto con le Ferrari, Jaguar e Lamborghini presenti nel film? Francamente no, ed allora i produttori decisero di creare una GT500 Eleanor ad hoc per il film. Si affidò la realizzazione di alcuni disegni per creare una Mustang – oltre ogni limite – alla mano di Steve Stanford. Il risultato? Straordinario. La vettura prese vita grazie all’esperienza del customizzatore d’oltre oceano Foose, il quale utilizzò le PIAA per le luci e realizzò tutte le parti per modificare opportunamente l’auto in vetroresina. Per le griglie anteriori si munì di alcune parti realizzate dalla CheviAstro per i furgoni, e per i cerchi la Schmidt si adoperò per creare un particolare design da 17″, che oggi ha preso appunto l’appellativo di “Eleanor wheels” e che viene abbinato a pneumatici 245/40.

mustang-gt500-6

Per la realizzazione della pellicola vennero creati ben 13 esemplari dalla CVS – anche se alcuni sostengono 12, dato che una fu distrutta durante la scena finale -, ognuna realizzata per l’apposita scena. Al contrario di un motore 428 – quello originariamente montato sulla GT500 – venne utilizzato un 351 abbinato ad un cambio automatico, utilizzato dagli stuntman durante le scene. All’interno venne mantenuto il roll-bar, con l’aggiunta però di alcuni accorgimenti estetici come il volante Motolita oppure la scritta “Go-Baby Go” sul pomello del cambio, munito di apposito bottone rosso per l’attivazione del NOS, rigorosamente finto. Tutte queste caratteristiche contribuirono a creare un mito: difatti, la versione del film è conosciuta come la GT 500 Eleanor e l’esemplare utilizzato principalmente nel Film – quello che appare sulle copertine pubblicitarie, per intenderci – è stato venduto nel 2013 per 1 milione di Dollari. Anche se legato incredibilmente alla Fiction – in pieno stile Hollywoodiano – questo film ha dunque avuto un dono: quello di consegnare, anche ai non appassionati, il mito della Mustang e della Shelby del compianto genio Carrol.





Tags : Carol ShelbyFord Mustangfuori in sessanta secondiGT500Shelby
Marco Perziani

The author Marco Perziani

Dal 1991 ossessionato dai motori. Vi parlo di nuove uscite, e narro storie. Tutto esclusivamente a base di cilindri, passione, odor di carburante possibilmente sulle note di un V10 aspirato.