L’inizio di stagione
Se volessimo cercare la perfezione nel 2026 motoristico, ciò che ci si avvicina di più è probabilmente l’inizio di stagione di Maro Engel. Il pilota ufficiale Mercedes, alfiere della Stella a Tre Punte dal 2008, ha infatti avuto l’inizio di stagione che qualunque pilota sognerebbe: primo alla 12 ore di Bathurst e alla 24 ore del Nurburgring, secondo alla 24 ore di Daytona (in classe GTD Pro) e alla 6 ore di Le Castellet (che ha aperto il GTWC Europe 2026), ed è anche in testa al campionato DTM con un terzo posto a Zandvoort. Ed è proprio da questi primi mesi dell’anno che è partita la nostra intervista esclusiva, con un Engel che è apparso piuttosto soddisfatto ai nostri microfoni.
“Ho avuto alcuni inizi di stagione molto belli – ha esordito il pilota tedesco – ad esempio quando ho vinto a Daytona (nel 2021 e nel 2023, ndr), ma questo è stato certamente molto positivo, con le vittorie a Bathurst e al Nurburgring, quest’ultima che ricercavo da tanti anni. Ovviamente però non è solo merito mio, ma è stato un gran lavoro di squadra anche grazie a Maxime (Martin, ndr) e a Mikael (Grenier, ndr) con cui ho corso a Bathurst, oltre che a Luca (Stoltz, ndr), Fabian (Schiller, ndr) e allo stesso Maxime per quanto riguarda il Nurburgring”.
Una stagione che finora, come detto, lo vede secondo il classifica generale nella Endurance Cup dopo il secondo posto di Le Castellet, quando la Mercedes #48 , partita dalla pole, è stata superata a pochi minuti dalla bandiera a scacchi dalla Aston Martin #7 di Comtoyou. A Monza potrebbe però arrivare una soddisfazione analoga a quella dello scorso anno, quando la “Mamba” si impose con una prestazione autorevole.“Arriviamo a Monza carichi e concentrati. Ovviamente non diamo niente per scontato, ma daremo tutto per ottenere di nuovo un buon risultato”.
Le vittorie, quelle conquistate e quelle che ancora mancano
La storia di Engel non parte però certamente da quest’anno: Maro è infatti uno dei piloti più vincenti del panorama GT, con successi in quasi tutte le principali classiche: quattro a Macao, due al Nurburgring, una a Bathurst, alla 10 ore di Suzuka e di classe a Daytona, oltre che i titoli nel GTWC (sia Sprint che Overall) e nel Blancpain (che altro non è che la vecchia denominazione del GTWC Europe). Scegliere quale sia il migliore di questi successi è complicato, perché “Ogni successo ha la sua storia, e sono orgoglioso di ognuno di questi anche per il percorso impiegato per arrivarci. Ma dovendo scegliere direi la FIA GT World Cup di Macao, che è probabilmente il titolo FIA più prestigioso”. Sul circuito di Guia, Engel ha vinto anche la gara del 2024, ma non ha potuto difendere il titolo nel 2025 a causa della scelta di Mercedes di non correre la gara macaense. “È stato strano seguire Macao da casa, perché non mi era veramente capitato negli ultimi quindici anni, tranne che i due in cui non potevamo andare per il Covid. L’ho seguita da casa con molta attenzione, e ovviamente mi piacerebbe molto tornarci quest’anno”. E parlando invece dei successi che ancora gli mancano, “Certamente la 24 ore di Spa e il titolo DTM sono i miei principali obiettivi tra ciò a cui ho già partecipato. A Le Mans non ho ancora avuto il piacere di correrci, ma spero un giorno di andarci per vincere”.

E a proposito di Le Mans, l’assenza di Engel alla classica della Sarthe è dovuta anche al fatto che Mercedes non abbia un programma Hypercar, così come lui stesso non ce l’abbia con altri marchi. Sebbene però all’orizzonte non si profili questa possibilità Engel guarda comunque al lato positivo della faccenda: “Seguo il WEC ed è molto bello vedere che i principali protagonisti in Hypercar sono i piloti che ho frequentato e con chi ho avuto belle battaglie in pista negli ultimi dieci anni, perché mi dà la fiducia di sapere che anch’io potrei essere lì e lottare”.
Il rapporto con Mercedes
Resta infatti la fedeltà al marchio con cui oramai è dal 2008, e di cui è ambassador dal 2017. Anzi, non solo al marchio, ma alla stessa AMG GT3, che è impiegata dal 2016 (dal 2020 nella versione Evo) ed è la vettura più vecchia della griglia: “Per me è una cosa molto bella, nel motorsport di oggi è abbastanza raro fare una carriera intera con un costruttore. Sono molto orgoglioso di sapere che c’è fiducia da entrambi i lati, e questo si vede nei risultati”.
“Per quanto riguarda la nostra macchina, la Mercedes-AMG GT3, penso sia la macchina più vincente nella storia del GT3, sin dal primo giorno è nata bene e penso che sia stato un esempio per tanti altri costruttori. Vederla ancora performare così è un orgoglio per noi tutti dalla Mercedes-AMG, e ci fa tenere alta l’asticella per il modello successivo sul quale stiamo lavorando”.
Lo stato di salute del mondo GT
Engel, in qualità di senatore della categoria, è anche uno dei più qualificati per parlare dell’esplosione di popolarità del GT negli ultimi anni, dovuta in parte al simracing, ma anche a volti noti come Valentino Rossi e a Max Verstappen che hanno deciso di gareggiare con queste vetture. Una popolarità che fa bene a lui e agli altri piloti, che vedono sempre di più riconosciuti il loro valore: “Secondo me stiamo vivendo l’epoca d’oro del GT, grazie anche a Valentino che ha scelto questa categoria e che ha portato tanti dei suoi fan che magari non conoscevano il GTWC, ma che poi ne sono diventati fan. E lo stesso vale anche per Max, ovviamente; ma non è veramente una sorpresa, perché sono tanti anni che il livello nelle categorie del top del GT3 è altissimo, le gare sono molto divertenti e combattute, e ci sono dei piloti del mondo del GT che magari non erano conosciuti, ma che hanno tutto il diritto di essere molto riconosciuti per le loro capacità”.
E a proposito di Verstappen, Engel ha avuto modo di osservarlo da vicino alla 24 ore del Nurburgring, non solo in pista (dove per altro i due hanno avuto uno spettacolare duello nel corso della notte), ma anche ai box, poiché hanno corso entrambi nel team Winward Racing (Verstappen con la #3 denominata Verstappen Racing, Engel con la #80 denominata Ravenol Racing). E parlando di come lavora il campione olandese, il tedesco ha dichiarato: “Chiaramente è stato un grande piacere avere Max con noi e ci siamo divertiti molto dentro e fuori la pista, così come penso anche lui. Lui chiaramente ha portato un approccio tutto suo, che magari era un po’ diverso da quello che abbiamo noi i piloti di GT ed è stato molto interessante vederlo all’opera. In generale, credo che si sia creata una situazione nel team in cui ognuno degli otto piloti abbia imparato dagli altri sette, e credo sia stata una delle nostre forze per migliorare la performance complessiva delle due vetture”.

E sulle sue piste preferite…
Infine, abbiamo chiesto quale sceglierebbe tra tutti i circuiti in cui ha corso se potesse correre solo su uno per il resto della carriera. La domanda l’ha tuttavia mandato un po’ in crisi per la difficoltà, e grazie alla nostra magnanimità gli abbiamo “permesso” di sceglierne tre: “Nel caso solo a Macao, a Bathurst e al Nurburgring. Anzi, se potessi, sarei su ognuna di queste ogni settimana, a rotazione (ride, ndr)!”.

