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Nelle FP2 del Bahrain un problema tecnico non ferma Sebastian Vettel. Bene le Mercedes sul passo gara

E’ un venerdì a tinte rosse quello del weekend di gara del Bahrain, 3° appuntamento stagionale del mondiale 2017 di F1. Come al termine delle FP1 infatti, davanti a tutti troviamo ancora una volta una Ferrari, ancora una volta la #5 di Sebastian Vettel, che chiude così la giornata prendendosi la prima posizione in entrambe…

14 Aprile 2017
3 min read

E’ un venerdì a tinte rosse quello del weekend di gara del Bahrain, 3° appuntamento stagionale del mondiale 2017 di F1. Come al termine delle FP1 infatti, davanti a tutti troviamo ancora una volta una Ferrari, ancora una volta la #5 di Sebastian Vettel, che chiude così la giornata prendendosi la prima posizione in entrambe le sessioni di Prove Libere nonostante un “black-out” totale della sua SF70-H, che si è spenta del tutto in maniera totalmente improvvisa costringendo i meccanici ad intervenire – molto probabilmente – sulla centralina.

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© Sutton Images

Al termine della simulazione di qualifica che ha scritto la classifica, il tedesco della Ferrari – che come tutti ha messo a segno il tempo sfruttando le SuperSoft – ha chiuso il proprio giro veloce in 1’31″310, rifilando soli 41 millesimi a Valtteri Bottas, autore di un 1’31″351 che gli permette a sua volta di stare davanti per soli 25 millesimi a Daniel Ricciardo. Distacchi risibili, quelli tra i top driver: Raikkonen – al quale i meccanici Ferrari hanno deciso di montare una PU totalmente nuova dopo il guasto occorsogli durante le FP1 – è infatti 4° a 168 millesimi dal tempo di Vettel, ed Hamilton (5°) è distante 284 millesimi. Sia il finlandese che l’inglese, inoltre, hanno fatto registrare la propria miglior prestazione in un secondo tentativo di giro veloce, lasciando quindi immaginare che, con gomme fresche, la loro prestazione cronometrica possa ulteriormente abbassarsi. 6° è un buon Nico Hulkenberg, che con la Renault si piazza a quasi 6 decimi dal tempo di Vettel tenendosi dietro Massa, Verstappen – l’unico dei “big” a mancare all’appello nelle posizioni di testa a causa di qualche errore di troppo nel suo tentativo di giro veloce -, Grosjean e Kvyat, che in queste FP2 chiude la Top Ten.

11° è poi Magnussen, con un distacco già superiore ad 1″5, che precede Ocon per soli 19 millesimi. Ma è ancora minore il gap che separa il francese della Force India da Jolyon Palmer, 13° per un solo millesimo di ritardo. 14esima piazza per Fernando Alonso, risucchiato dal gruppo nel corso delle FP2 e costretto dalla sua MCL32 a girare in 1’32″897, un tempo che gli è sufficiente per tenersi dietro Perez – questa volta quasi mezzo secondo più lento di Ocon – e Stroll, anche lui finito parecchio indietro in classifica con un distacco di 2″051 dalla vetta. Dietro il giovane canadese troviamo poi Ericsson, l’ultimo dei piloti ad aver infranto il muro dell’1″34 grazie al suo 1’33″944 che gli vale la 17esima posizione, davanti ad un Carlos Sainz costretto a percorrere solamente 5 giri a causa di un guasto alla PU Renault della sua Toro Rosso che ha sancito la fine delle sue FP2 con largo anticipo. 19° è poi Wehrlein, staccato di poco meno di due decimi da Ericsson e davanti al solo Vandoorne, ancora in difficoltà dopo il problema accusato dalla sua McLaren nelle FP1: solamente 8 sono i giri conclusi dal belga, che ha completato il proprio giro veloce in 1’34″230 senza neppure riuscire a montare un treno di SuperSoft.

Sutton Images
© Sutton Images

Queste FP2 hanno poi saputo dare delle informazioni anche per quel che riguarda il passo gara. Con gomme Soft, che dovrebbe essere la mescola più indicata per il GP, la Mercedes è riuscita a girare tra l’1’35” alto dei primi giri degli stint e l’1’36″5-1’36″alto dei giri conclusivi, mentre la Ferrari sembrava un po’ più in difficoltà con Vettel di quanto non lo fosse invece con Raikkonen, che sullo scoccare dell’ora e mezza di prove, con diversi giri alle spalle, ha messo a segno un 1’35″9 che sarebbe valso come giro veloce della gara. Carichi diversi di benzina? Probabile, ma anche una diversa gestione del consumo delle gomme, che più che presentare graining sembrano essere particolarmente sollecitate al posteriore. Dopo Mercedes e Ferrari, comunque, per ora c’è il vuoto: Ricciardo non è infatti riuscito a tenere il passo delle Frecce d’Argento e delle Rosse, e Verstappen dopo aver colpito il T-Tray perso nuovamente dalla Mercedes di Bottas ha accusato dei danni al fondo piatto che gli hanno impedito di avere una RB13 efficace. Lontane, e di parecchio anche, tutte le altre scuderie.

Ecco la classifica completa al termine delle FP2:

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Stefano Nicoli

Giornalista pubblicista, innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con una LMP1" e dell'agenzia di comunicazione FT Communication, sono EXT Channel Coordinator e Motorsport Chief Editor di Red Bull Italia, voce nel podcast "Terruzzi Racconta", EXT Social Media Manager dell'Autodromo Nazionale Monza e Digital Manager di VT8 Agency. Ho collaborato con team e piloti del Porsche Carrera Cup Italia e del Lamborghini SuperTrofeo, con Honda HRC e con il Sahara Force India F1 Team. Ho fondato Fuori Traiettoria mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow.

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