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A che punto sono i lavori sulla pista di Spa-Francorchamps?





Il fitto calendario del Mondiale 2022 di Formula 1, composto da ben 23 gare (ma ad oggi 22, in attesa di sapere quale Gran Premio rimpiazzerà quello di Russia), vedrà l’ingresso di nuovi circuiti come quello di Miami, ma vedrà altresì le monoposto sfrecciare su circuiti che nel corso dell’ultimo anno hanno subito importanti modifiche. Tra questi, spicca Spa-Francorchamps, in cui i lavori sono ancora in corso: ed è proprio di questi che parleremo oggi.

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© Circuit de Spa-Francorchamps

I lavori, iniziati il 15 novembre dello scorso anno e costituenti un investimento complessivo di circa 80 milioni di euro, hanno l’obiettivo di rendere il circuito delle Ardenne adatto ad ospitare gare motociclistiche (l’Endurance World Championship è infatti già programmato il 22 giugno 2022), oltre che di aumentare in generale il livello di sicurezza per tutte le categorie automobilistiche che vi correranno. Come purtroppo tutti sappiamo, il circuito è stato teatro di diversi incidenti – con conseguenze più o meno gravi – che in ogni caso hanno acceso il campanello d’allarme nelle teste degli organizzatori. Impossibile, infatti, non notare una concentrazione più densa negli ultimi anni di questi episodi, complici forse l’aumento delle prestazioni delle vetture, forse l’attitudine “garibaldina” dei piloti nell’affrontare certi tratti.

Ed è proprio su tali “certi tratti” che i progettisti hanno rivolto la loro attenzione nel ri-disegnare vie di fuga, barriere e addirittura nel progettare curve nuove di zecca.

“Ecco, non fanno altro che rovinare i bei circuiti di una voltah!1!!1″

Qualunque nostalgico che non ha ancora letto il resto dell’articolo

Infatti, NO! Non si parla di modifiche al tracciato in sé (tranne in un caso specifico), bensì al suo contorno, contesto e infrastrutture. Analizzando il circuito percorrendolo nel suo senso di marcia, notiamo che già a La Source sono all’opera i mezzi di movimento terra. La prima curva, infatti, sta subendo la modifica della sua via di fuga che, dopo una prima parte asfaltata, vedrà l’aggiunta di una piscina di ghiaia – come ormai è di prassi per curve di questa tipologia – al fine di rallentare ulteriormente le vetture prima dell’eventuale impatto frontale sulle barriere.

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Lavori per la nuova via di fuga in ghiaia a La Source | © Circuit de Spa-Francorchamps

Le ruspe sono attive anche nel rettilineo che da La Source porta all’Eau Rouge, dove sono state totalmente demolite le vecchie tribune per lasciare più spazio sulla sinistra allontanando i pericolosi guard-rail dal nastro d’asfalto; oltre a creare un maggiore spazio di fuga erboso (utile soprattutto alle moto), l’intervento prevede anche la realizzazione di tribune naturali – che conterranno circa 3000 persone – sul terrapieno subito dietro le reti di protezione, e di una tribuna coperta dalla capienza di ben 4171 posti a sedere, comprensiva di VIP areas più moderne.

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Cantieri, ma anche cantoggi perchè non hanno ancora finito | © Circuit de Spa-Francorchamps

Il giro virtuale prosegue per potarci nelle curve-simbolo di Spa, ossia l’Eau Rouge-Raidillon. I lavori in questa zona sono, per forza di cose, i più significativi. Gli incidenti in questo tratto non sono sicuramente una novità (addirittura nel 1999 Villeneuve e Zonta si schiantarono per una scommessa), ma quelli avvenuti negli ultimi anni ne hanno evidenziato ancor di più la pericolosità, derivante del rimbalzo in pista in caso di contatto con le barriere e dalla mancanza di visibilità sullo scollino del Raidillon; per questi motivi, è stato abbattuto lo storico Chalet che era situato pochi metri dietro le barriere per fare spazio ad una via di fuga più ampia, che ora termina 10 metri più all’esterno di quella precedente grazie allo spostamento del muro di cemento e gomme, e che risulta ora quasi parallela alla pista per evitare di deviare verso destra il malcapitato che dovesse sbattervi. Da quanto si apprende, non dovrebbe essere posizionata ghiaia nelle vie di fuga in questo tratto. Proprio in questi giorni è iniziato il lavoro di ri-asfaltatura, curato dall’italiana Dromo (già nota per quanto di buono fatto a Termas de Rio Hondo, Zandvoort, Silverstone e molti altri impianti), che avrà anche il compito di eliminare i fastidiosi avvallamenti creatisi a causa delle inondazioni dello scorso anno. I lavori non terminano qui, perché dietro alle reti di protezione sono in costruzione delle suggestive – ed enormi – tribune dalla capienza di 4600 persone, che sia affacceranno proprio sul tratto più iconico del circuito belga e che si candidano già da ora ad essere quelle con la vista più spettacolare del Mondiale.

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Modifiche e riasfaltatura all’Eau Rouge-Raidillon | © Circuit de Spa-Francorchamps
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Au revoir, chalet. | © Circuit de Spa-Francorchamps

“La chalet stare le curve storiche del tracciato!”

Un qualunque nostalgico che urla addosso al muratore che sta abbattendo la caratteristica casetta di montagna sul cucuzzolo del Raidillon

Ovviamente, si è intervenuti anche a valle dell’Eau Rouge; la barriera (ora di cemento) al suo interno è stata spostata di ben 10 metri verso sinistra, per evitare l’effetto “imbuto” nell’approccio alla salita. Sono stati completamente ricostruiti anche i cordoli dell’intero tratto, con l’aggiunta di una “salsiccia” all’interno di quello alla base della salita che però desta non poche perplessità. A riguardo si è espresso anche Alex Wurz (Presidente della GPDA) sottolineando su Twitter il mancato coinvolgimento dei piloti in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori.

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É spuntato un salsicciotto. | © Circuit de Spa-Francorchamps

Percorso a tavoletta il rettilineo del Kemmel giungiamo alla veloce chicane di Les-Combes dove, all’esterno del richiamo a sinistra, è stato creato dello spazio di fuga aggiuntivo spostando i guard-rail di 5 metri e creando una longilinea piscina di ghiaia. Anche l’angolo delle barriere poste sulla sinistra in ingresso di Malmedy sono state modificate, rendendolo più parallelo sede stradale.

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Qui verrà stesa la ghiaia nella via di fuga… | © Circuit de Spa-Francorchamps
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…e qui si vede bene la sua ampiezza rispetto a prima. | © Circuit de Spa-Francorchamps

La pista scende ora verso il lungo tornante Bruxelles; anche qui torna, dopo anni di assenza, la ghiaia; sempre preceduta però da un lembo di asfalto in base alle nuove norme di progettazione delle vie di fuga.

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Tanta ghiaia anche all’esterno di Bruxelles. Cavoli! | © Circuit de Spa-Francorchamps

Si approccia ora la curva 11, chiamata anche “Speaker Corner”, dove è stata realizzata la modifica forse più di impatto assieme a quella dell’Eau-Rouge. Qui è stata creata da zero una nuova curva dedicata alle moto, posta più all’interno e con un raggio diverso rispetto a quella originaria – in rispetto degli standard FIM – per consentire agli sventurati motociclisti vittime di scivolate di avere un maggiore spazio per fermarsi, vista l’impossibilità di allargare verso l’esterno la via di fuga. Tornando invece al layout originale, la ghiaia inizierà appena oltre il cordolo, creando così maggiori difficoltà in uscita per i piloti (delle auto).

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La nuova curva, più interna, per le moto | © Circuit de Spa-Francorchamps

Breve allungo in discesa ed eccoci alla velocissima Pouhon, curva da cuore in gola che non permette alcun errore, anche se millimetrico (suonare casa Giovinazzi). Come in passato, anche qui torna la ghiaia, seppur ovviamente anticipata dal classico lembo di asfalto appena oltre il cordolo di appoggio. In quel tratto è stato inoltre rimosso l’AstroTurf, considerato pericoloso soprattutto per le moto.

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AHHH, QUANTA BELLA GHIAIA! | © Circuit de Spa-Francorchamps

Con la destra-sinistra “Campus” (o “Fagnes”) rimasta – ad oggi – pressoché invariata (era già presente una buona via di fuga in erba e ghiaia in entrambe le curve), giungiamo alla seconda destra veloce di Stavelot per lanciarci nel terzo settore. All’esterno della curva si sta provvedendo ad ampliare la superficie coperta da ghiaia, mentre al suo interno si sta realizzando il nuovo Medical Center del circuito.

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Potrebbero mettere la ghiaia anche nel kartodromo | © Circuit de Spa-Francorchamps

Si giunge ora a gas spalancato alla temibile e velocissima curva Blanchimont, dove (finalmente) si sta ampliando la via di fuga all’esterno posizionando, ovviamente, anche un’importante distesa di ghiaia prima del muro di gomme, ora di una decina di metri più lontano dal tracciato di gara. Da notare anche la realizzazione di una strada di servizio dietro le barriere proprio in quel tratto, che fino a poco fa ne era sprovvisto; ciò sarà fondamentale per permettere ai mezzi di soccorso di comunicare agilmente tra il paddock e il Medical Center, nonché per fornire assistenza in uno dei tratti più pericolosi del circuito.

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Finalmente danno una sistemata. | © Circuit de Spa-Francorchamps

Superato indenne Blanchimont, eccoci staccare fortissimo per affrontare la nuova chicane Bus-Stop, che in questi giorni sta subendo un lifting nelle proprie vie di fuga. Vista la tipologia di curva, anche qui come a La Source si sta creando una piscina di ghiaia in prossimità delle file di gomme, lasciando qualche metro di asfalto a precederla. Nessuna modifica alle barriere, già progettate secondo moderni standard di sicurezza in occasione della ri-profilazione della curva avvenuta nel 2007. Nella via di fuga in uscita dall’ultima curva, ossia quella ricavata tra il tracciato e il muretto che delimita la corsia dei box, dovrebbe invece rimanere l’asfalto, vista la bassa velocità di percorrenza. Anche qui dovrebbe sparire l’AstroTurf che era posizionato appena oltre il cordolo di appoggio. Si chiude così il giro virtuale tra i lavori in corso a Spa-Francorchamps che speriamo ci regali nel 2022 uno spettacolo migliore di quello visto nel 2021.

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Ed ecco anche l’ultima trappola per i piloti. | © Circuit de Spa-Francorchamps




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Lorenzo Mangano

The author Lorenzo Mangano

Classe '97, appassionato di motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1, IndyCar, GT World Challenge, nonché FIA WEC e FIA Formula E per cui sono accreditato FIA. Con il microfono commento campionati come European Le Mans Series, DTM e Intercontinental GT Challenge.