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E se la 24 Ore di Le Mans non facesse più parte del WEC?

Dicono che l’oro puro non arrugginisca; ma se fosse davvero così, allora perché la Golden Era del WEC nasconde sotto di sé uno strato forse compromesso? Fermati un attimo: pensa a quando il WEC rischiava di implodere su sé stesso. Sembra ieri, vero? E invece è oggi.

18 Settembre 2026
6 min read
le mans wec

Il rischio è che la 24 Ore di Le Mans, dal 2028 in avanti, non faccia più parte del WEC.

Chiaro, l’assenza della gara più bella del mondo dal calendario del Mondiale Endurance non è una novità assoluta, ma la sua presenza è (stata) una certezza – per tutte le parti in causa, dagli addetti ai lavori ai tifosi – dal momento della nascita del FIA World Endurance Championship nel 2012. Ora, il pensiero che le strade di gara e campionato possano dividersi è improvvisamente ritornato nella testa di tutti noi.

Perché? Dove si trova il possibile punto di rottura? Esattamente a metà della distanza che separa il Presidente ACO Pierre Fillon e il Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem.

Come riportato da AMuS, il rapporto tra i due sembrerebbe incrinatosi lungo ultimi mesi. I dubbi sono nati dalla mancanza ufficiale di un raggiungimento di un’intesa contrattuale per la prosecuzione dei rapporti tra FIA e ACO; la testata tedesca aveva, negli scorsi giorni, portato alla luce l’assenza dell’accordo tra la Federazione internazionale e l’organizzatore francese, annunciato inizialmente per giugno 2026.

Ora che la FIA, come assodato da Motorsport.com, ha dichiarato l’esistenza di un accordo di promozione del WEC stipulato con l’Automobile Club de l’Ouest fino alla fine del 2027 (facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti gli interessati), il timore per un imminente ribaltone di ogni nostra convinzione non è del tutto annullato ma solo posticipato di qualche mese.

L’accordo (o l’ACOrdo?), per la prosecuzione del rapporto a cui siamo abituati da più di un decennio, è necessario. Proprio a inizio estate 2026 erano infatti scaduti i due contratti che regolano la collaborazione tra FIA e ACO, di cui il primo designava LMEM (Società Controllata di ACO) come organizzatore e promotore del World Endurance Championship e il secondo stabiliva che la 24 Ore di Le Mans facesse parte del WEC stesso.

le mans wec
Lo spettacolo di Le Mans / © DPPI

Entrambi i documenti in analisi stabilivano diritti, doveri e condizioni economiche della collaborazione tra i due contraenti: ad esempio, specificavano e quantificavano i contributi finanziari da versare alla FIA per i Titoli mondiali, nonché i diritti di co-decisione.

E pare che la concentrazione dei due organi di governo, impegnati nella delicata trattativa che definirà il futuro delle corse Endurance su scala mondiale, verta su proprio tali punti: Sulayem (rieletto a dicembre 2025 dopo elezioni che hanno generato non poche perplessità) aveva infatti dichiarato lungo la sua seconda campagna elettorale di voler rinegoziare a migliori condizioni per la FIA tutti i contratti stipulati con organizzatori e promotori dei campionati automobilistici. Tali concetti erano stati espressi nel bel mezzo delle trattative con Liberty Media per il rinnovo del Patto della Concordia (l’accordo commerciale che regola i rapporti tra FIA e Formula One Management, sussidiaria di Liberty Media), poi andato in porto a dicembre 2025 proprio secondo i piani dell’Emiratino (che si chiedeva “come un pilota di F1 o un solo Team Principal guadagnino di più della FIA intera, quando la FIA è la proprietaria del campionato?”).

Ad ACO, evidentemente, non fa molto piacere che la Federazione chieda nei nuovi contratti più soldi e si arroghi maggiori poteri e diritti di co-decisione soprattutto sul lato tecnico, oltre ad una maggiore “visibilità” in pista tanto cara all’onnipresente Presidente.

Per il promotore francese è comprensibile che il boccone possa risultare ancora più amaro dato che, fino a questo momento, ha goduto di accordi particolarmente favorevoli concessi dall’ex Presidente della FIA Jean Todt in cambio dell’inclusione della 24 Ore di Le Mans nel World Endurance Championship introdotto proprio dalla FIA nel 2012. L’Automobile Club de l’Ouest versa(va) infatti alla Federazione quote inferiori (non di dominio pubblico) rispetto agli ulteriori principali promotori di campionati automobilistici e ha potuto finora godere di un’esclusiva – non meno importante – preclusa agli altri: la facoltà di redigere i regolamenti tecnici per la categoria principale del Mondiale (LMP1 e poi Hypercar).

24 Ore di Le Mans e WEC: un futuro lungo strade separate?

Ribadendo che l’accordo di promozione del WEC con ACO fino al 2027 è stato trovato, cosa succederebbe se avvenisse davvero uno stallo nelle future trattative?

Qui si entra nel campo delle ipotesi, cercando di capire i rapporti di forza in gioco e possibili sviluppi.

Iniziando dal più tranchant, la FIA potrebbe considerare di affidare l’organizzazione del WEC ad un attore diverso da ACO. Ciò però comporterebbe l’uscita della prestigiosa 24 Ore di Le Mans (di cui ACO detiene l’esclusiva, avendola istituita nel 1923 e non avendone mai ceduto i diritti) dal calendario del WEC, diventando (o meglio tornando ad essere) una gara a sé stante scollegata da qualsiasi logica di campionato. Quantomeno, fino al momento in cui ACO non dovesse promuovere una sua serie parallela che non assegni un Titolo Mondiale ma che includa la 24 Ore di Le Mans nel calendario.

Consideriamo che le altre prestigiose gare da 24 Ore (Spa-Francorchamps, Nurburgring e Daytona) sono entrate di recente a far parte di campionati strutturati: la 24 Ore di Spa fa oggi parte del GT World Challenge (dal 2011) e dell’Intercontinental GT Challenge (dal 2016) di SRO, Daytona è valida per l’IMSA dal 2014, e la 24 Ore del Nurburgring fa parte dell’Intercontinental GT Challenge dal 2024. Quello che potrebbe capitare alla 24 Ore di Le Mans sembra dunque un movimento in controtendenza.

Possibile impostare questa fantomatica e ipotetica “serie parallela” (non iridata) secondo l’esempio del NLS organizzato al Nürburgring? Oltre che per appeal, anche per ragioni logistiche non sembrerebbe la strada principale da percorrere; il Circuit de La Sarthe è per la maggior parte composto da strade pubbliche, normalmente aperte al traffico. Più verosimile, invece, potrebbe apparire un’eventuale impostazione sulla falsariga di European/Asian Le Mans Series.

Ma con quali vetture si correrebbe tale campionato parallelo al Mondiale? La questione è spinosa, perché in caso di scissione qualsiasi campionato del mondo Endurance di proprietà della FIA (sia che continui a chiamarsi WEC o cambi denominazione) si correrebbe con un regolamento tecnico deciso dalla Federazione stessa, e non più dai partner ACO-IMSA con la cooperazione di Parigi (come avvenuto fino ad oggi grazie all’esclusiva concessione); ed è verosimile pensare che questo – che potrebbe rimanere tranquillamente quello Hypercar già proposto in vista del 2030 – non possa poi essere adottato da altri campionati dalla simile concezione, costringendo l’ipotetico organizzatore parallelo a dotarsi di un altro tipo di vetture e impianto normativo.

Che ne sarebbe quindi di tutta l’impalcatura regolamentare (presentata proprio nella tradizionale conferenza stampa del venerdì di Le Mans) già messa in piedi nei mesi scorsi proprio dai tre attori FIA-ACO-IMSA in vista del 2030 e verso la quale tutti i costruttori stanno guardando?

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Richard Mille, Pierre Fillon, Zak Brown / © DPPI

Nella scala che misura le catastrofi, e che va da 0 a Toyota Le Mans 2016, la scissione FIA-ACO produrrebbe effetti pari o maggiori a Toyota Le Mans 2016. Nel momento di massima espansione e interesse da parte di costruttori, se dovesse davvero realizzarsi questo funesto scenario di regolamenti ed eventi scollegati l’uno con l’altro, i Marchi interessati si troverebbero a fare i conti con una realtà frammentata all’interno della quale dover decidere su cosa investire: da un lato su un plausibile Campionato del Mondo Endurance organizzato dalla FIA ma senza la vetrina della 24 Ore di Le Mans al proprio interno, dall’altro sulla gara di durata più prestigiosa e con la maggior visibilità al mondo (e forse un campionatino di contorno) alla quale però partecipare con vetture realizzate appositamente, secondo un nuovo e diverso quadro regolamentare rispetto a quello Hypercar.

E se fossimo un Marchio, su cosa punteremmo? Chi tra un WEC senza Le Mans o una 24 Ore fuori dal WEC rischia maggiormente di morire? La storia ci dice chiaramente che le maggiori probabilità di sopravvivenza (e immutato prestigio) le avrebbe la 24 Ore di Le Mans, che ACO porta avanti dal 1923 e che continua a celebrare e ad ammodernare tramite innovazioni sia in pista (come la spinta sull’idrogeno) che fuori (come il nuovo Museo M24, inaugurato proprio quest’anno).

Dall’implosione del Mondiale Marche (WSC) del ’92, la 24 Ore di Le Mans è sopravvissuta (e mica male) come gara indipendente, scollegata da qualsiasi campionato, per ben 18 anni (ossia fino al 2010 compreso). Dal 2011 è stata parte dell’Intercontinental Le Mans Cup, per poi essere inglobata nel neonato WEC a partire dal 2012.

WEC che, dal canto suo, è un Mondiale nato appunto sulle ceneri dell’Intercontinental Le Mans Cup e dello storico Mondiale Marche (WSC), con una appassionante – e quasi commovente – storia di rinascita a cui abbiamo assistito dai nostri anni ’20 (dopo il fallimento delle LMP1); storia che tutti gli appassionati sperano, ancora una volta, non si debba ripetere.

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Lorenzo Mangano

Classe '97, seguo il motorsport dal 2004. Con la tastiera scrivo di F1 ma anche di WEC, GT World Challenge e Formula E per i quali sono accreditato.
Con il microfono commento eventi come European Le Mans Series, DTM, Macau Grand Prix e Intercontinental GT Challenge, oltre ai principali campionati ESport italiani. Sui social sono @lory.mangano

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