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Lorenzo e Ducati conquistano le FP2. Rossi disperso, Morbidelli KO: lo sostituisce Bradl

La sessione di libere pomeridiana della MotoGP viene introdotta da una sostituzione. Fratturatosi la mano nelle ultime libere di Assen al punto da saltare la gara, Morbidelli ha provato pessime sensazioni nel corso delle FP1. L’eccessivo dolore e l’impossibilità di guidare come voleva, lo hanno spinto ad alzare bandiera bianca, onde evitare rischi inutili. Franco ha…

13 Luglio 2018
3 min read

La sessione di libere pomeridiana della MotoGP viene introdotta da una sostituzione. Fratturatosi la mano nelle ultime libere di Assen al punto da saltare la gara, Morbidelli ha provato pessime sensazioni nel corso delle FP1. L’eccessivo dolore e l’impossibilità di guidare come voleva, lo hanno spinto ad alzare bandiera bianca, onde evitare rischi inutili. Franco ha cosi deciso di non proseguire il week end. Al suo posto Stefan Bradl, che non era nemmeno stato avvertito riguardo a questa possibilità: era sì al Sachsenring, ma come commentatore per la tv austriaca.

Ad inizio sessione, è bastato un solo giro lanciato a Marc Marquez per migliorare il best lap fatto registrare in mattinata da Iannone: 1’21”3 per lo spagnolo. Ci sono voluti diversi giri agli altri piloti per ingranare, al termine del primo run il più vicino al #93 era Andrea Dovizioso, a quattro decimi con Lorenzo terzo. Proprio in queste fasi, brutta caduta per Mika Kallio, wild card per l’occasione. Il finlandese ha perso il controllo della sua KTM in curva 8, finendo a gran velocità contro gli air-fence.

Marquez ha continuato a martellare sul 21” alto di passo, mantenendo la leadership anche per tutta la fase centrale della sessione dove si è messo in luce Maverick Vinales. Il Top Gun ha infilato una serie di 7 giri su 7 sul 22”1 di passo martellante, con Lorenzo e Dovizioso sul 21”9. Difficoltà per l’altra M1 Movistar, con Valentino incapace di andare oltre la 13/a posizione. Il Dottore ha anche pagato una strategia diversa, ovvero iniziando il turno con le gomme usate nella sessione precedente. Passo più lento rispeto a Vinales di circa mezzo secondo e crollo verticale in classifica la conseguenza.

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Nel finale simulazione di qualifica per tutti e gomme fresche per quasi tutti. Marc Marquez ha deciso di non cambiare la posteriore, mantenendo la Medium con cui aveva percorso i 19 giri precedenti, montando però una Hard fresca all’anteriore. Ad issarsi davanti a tutti è stato Jorge Lorenzo in 1’20”885, unico pilota a scendere sotto l’1”21 e come Miller e Rins ha optato per una Soft nuova pure all’anteriore. Sono ben tre le Ducati nei primi quattro posti, in seconda posizione c’è Danilo Petrucci a due decimi e mezzo dal #99. Per il ternano buono anche il passo gara, facendo registrare molti passaggi sul 22”2. Quarto Andrea Dovizioso, alle spalle di Iannone che in questa sessione si è migliorato molto per quanto riguarda ritmo e costanza.

Marquez è quinto, ad un soffio da Dovizioso e con Vinales alle calcagna che chiude in sesta posizione: questi tre hanno chiuso a circa quattro decimi e mezzo da Lorenzo. Settima posizione per Nakagami, mantenutosi in Top10 per tutta la sessione grazie anche ad una Medium anteriore nuova montata per il secondo run. Jack Miller è ottavo, davanti al compagno di bischerate Crutchlow. L’inglese è riuscito a riemergere dalle sabbie mobili in cui era caduto nelle FP1, grazie anche a due posteriori Soft nuove montate nel finale. Chiude la Top 10 Alvaro Bautista, con Rins 11° a 7 decimi da Lorenzo. La classifica è molto più corta rispetto alla mattina: nelle FP1 a pagare 1 secondo di distacco era l’8°,Redding, mentre in queste FP2 è il 19°, sempre Redding.

Solo 17° (+0”899) Valentino Rossi, alle spalle di Syahrin e davanti a Zarco. Il Dottore è riuscito a migliorarsi di appena due decimi rispetto alla mattina, al contrario di Vinales che ha limato quasi 8 decimi. Dani Pedrosa 20° giusto davanti al sorpreso Bradl, che nonostante la lunga inattività e la mancanza di preparazione è riuscito a tenersi alle spalle Abraham, Luthi e Simeon per tutta la sessione.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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