Dal 7 all’11 ottobre ritorna, come secondo tradizione, lo Zoute Gran Prix 2026 e con lui ritroviamo lo Zoute Concours d’Elegance. La cittadina di Knokke-Heist, gioellino situato nelle Fiandre, sta per ospitare una settimana di emozioni forti per tutti gli amanti delle auto d’epoca. Il cuore della manifestazione, come suggerito dal nome, sarà il quartiere di Zoute e col concorso di eleganza ritorneranno anche delle aste decisamente interessanti. La più titolata sarà indubbiamente quella di Broad Arrow, destinata a far parlare per i risultati attesi da alcuni lotti all’asta. Non a caso saranno sugli scudi una Ferrari LaFerrari del 2015, una Ferrari 488 Pista Piloti Ferrari come anche due restomod tutti italiani, ovvero una Kymera Evo37 e una Lancia Delta Integrale Futurista by Automobili Amos. L’intenzione è chiara: migliorare i 26,3 milioni di € di vendite dello scorso anno, con il 78% di lotti aggiudicati.

A noi di Fuori Traiettoria però piacciono le scelte particolari, relative a vetture che nel loro piccolo hanno provato a scardinare lo star system nel mondo dell’automotive. E chi meglio di una Monte Carlo Automotive(MCA) Centenaire può rappresentare questa categoria?
L’automotive sbarca nel Principato
La nostra storia inizia oltre quaranta anni fa, nel 1985, grazie alla visione di un italiano con un pedigree da corsa non indifferente. Stiamo parlando di Fulvio Maria Ballabio, il quale al culmine di una carriera che lo ha visto correre in Formula 2 e anche nella CART americana, decide che sia arrivato il momento di produrre una supercar nel suo habitat economico naturale: il Principato di Monaco! Ballabio riunisce un dream team di tecnici, capeggiato da un vulcanico e imprevedibile toscanaccio: l’Ingegner Carlo Chiti, che tante gioie ha regalato ad alfisti e ferraristi di tutto il mondo. Col senno di poi possiamo dire che questa vettura rappresenta l’ultimo tassello di una carriera incredibile, quella di Chiti, comprendente rivoluzioni e grandi risultati in Ferrari, oltre a successi eclatanti quali quelli di Alfa Romeo 33 e Autodelta per la casa del Biscione.

Del dream team fanno parte anche l’ex direttore sportivo dell’Alfa Romeo Pier Luigi Corbari, lo specialista di Formula 1 dell’AGS Marcel Zunnino e l’ex pilota/costruttore di Formula 1 ed esperto di compositi in carbonio Guglielmo Bellasi. Per realizzare questo sogno non si vuole che il meglio, optando così per una fornitura di propulsori Lamborghini. Questa si concretizza grazie a un accordo siglato nel 1990 con la casa di Sant’Agata Bolognese, con il V12 della Countach 5000 QV che trova la sua nuova casa nel vano motore della supercar monegasca. La vettura si pone come una nuova avanguardia tecnologica, andando ad utilizzare materiali compositi che poi diventeranno la norma per il settore ma che sino a quel momento non sono mai stati utilizzati da nessuno. Il telaio vede per la prima volta uniti kevlar e fibra di carbonio, con struttura a nido d’ape. Inutile dire che questo richieda un lungo lavoro per raggiungere la rigidezza torsionale e flessionale atta a garantire un comportamento stradale al top. Il V12, con i suoi 455 CV viene ritenuto ancora troppo poco, così l’Ingegner Chiti lo rivisita aggiungendo due turbocompressori per una potenza complessiva di 720 CV. Questo la rende la vettura più potente omologata su strada al momento del lancio, per darvi un termine di paragone la mitologica Ferrari F40 si ferma a “soli” 478 CV. La linea riceve un profilo aerodinamico di tipo ogivale, prendendo ispirazione dalla Countach per il profilo a cuneo ma evolvendolo con linee sinuose e ottenendo un ottimo cx. Le sospensioni sono di tipo push-rod, applicando a una vettura stradale di principi tipici ancora oggi della Formula 1.

La vettura è così sviluppata e testata dallo stesso Ballabio in lunghe giornate in pista, per poi essere presentata direttamente alla famiglia Reale di Monaco nel 1990. Proprio in tale occasione si festeggia il centenario dell’Automobile Club de Monaco e così Ballabio decide di denominare la vettura “GTB Centenaire”, per l’appunto centenario in francese. Inutile dire che il primo esemplare sia stato consegnato al Principe Ranieri III di Monaco…

Purtroppo scontrarsi con la realtà non è affatto semplice e così il sogno di Ballabio termina con una produzione di soli cinque esemplari a fronte dei cento previsti originariamente. I materiali molto avanzati per l’epoca comportano dei costi esorbitanti, riflettendosi negativamente sul prezzo di vendita. Riassumendo la produzione, possiamo dire che ne esistono soltanto una bianca, una rossa, una nera e due blu. Piccola curiosità: uno dei due esemplari in cromia blu rappresenta un unicum, trattandosi di un esemplare con carrozzeria “Targa”, ovvero con tettuccio rimovibile e senza il vistoso alettone posteriore. Il nome di questo esemplare diviene “Beau Rivage”, ma, come la maggior parte delle varianti proposte sul tema Centenaire non avrà seguito. Per quanto riguarda l’altro esemplare in cromia blu possiamo dirvi che gode di ottima salute, dopo averlo visto danzare sui cordoli al recente Historic Minardi Day!

Ma veniamo a noi, perché Broad Arrow metterà all’asta il primo esemplare costruito. Siete pronti a scoprirne la storia?
GTB Centenaire “001”: testimone di una visione
La GTB Centenaire “001” nasce, come testimoniato da Matteo Ramello, rappresentante della MCA, come prototipo da usare per lo sviluppo. Equipaggiata col V12 Lamborghini aspirato nella versione da 455 CV, viene rifinita in cromia Bianco Avorio all’esterno mentre all’interno si opta per degli interni in pelle rossa. Queste scelte cromatiche sono un chiaro richiamo alla bandiera monegasca, nel caso vi fosse sfuggita la terra natia della supercar in questione. La “001” quindi viene usata anche per la presentazione alla stampa, venendo poi ridesignata con numero di telaio “EL0002”. La Centenaire rimane poi per dieci anni nella fabbrica Lamborghini a Sant’Agata Bolognese, prima di essere regalata al suo ideatore, ovvero Ballabio.

Nel 2007 viene ridipinta in blu ed esposta a Rétromobile accanto alla Lamborghini Pregunta, venduta a sua volta da Broad Arrow a Zoute lo scorso anno. Nel 2014 la Centenaire passa di mano, acquisita dall’attuale proprietario che mette in cantiere immediatamente un restauro. Questo avviene presso gli Établissements Lecoq, ripristinando la configurazione originale e preservando i bellissimi interni in pelle rossa.

Ad oggi la vettura segna circa 1560 Km, ma ci pare scontato pensare che in realtà il telaio ne abbia accumulati di più, dato l’utilizzo nella fase di sviluppo e collaudo del modello. Pare che, prima della consegna al primo acquirente, il contachilometri sia stato azzerato rendendo plausibile il chilometraggio attuale. Attualmente la troviamo in condizioni magnifiche, corredata da un faldone storico comprendente corrispondenza MCA e documentazione stampa, foto d’epoca dell’auto nello stabilimento Lamborghini e a Rétromobile, oltre a una copia del contratto stipulato tra Automobili Lamborghini e Fulvio Ballabio per la fornitura dei propulsori.
Dove, quando e soprattutto… Quanto?
La nostra beniamina andrà all’asta nella giornata di venerdì 9 Ottobre nella magnifica location dell’Approachgolf Knokke-Zoute di Knokke-Heist, insieme ad altri 83 lotti che comporranno il catalogo. L’incanto inizierà alle 15:00, mentre per chi desiderasse una preview dei lotti, questa sarà mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre dalle 10:00 alle 18:00. Venerdì 9 l’anteprima sarà possibile dalle 10:00 sino all’inizio dell’incanto.

La GTB Centenaire sarà venduta col lotto 156, accreditata di una stima che oscilla tra 900.000 e 1.200.000 €. Essendo il primo esemplare che va all’asta di tale modello risulta difficile azzardare una previsione, rendendo difficile capire se la stima sarà rispettata o meno. L’unicità della vettura la rende sicuramente appetibile per un collezionista ma, allo stesso tempo, viene da chiedersi se in prospettiva futura non sarebbe meglio comprare una Countach con lo stesso propulsore. Chi dovesse acquistarla non correrà di certo il rischio di passare inosservato, come a suo tempo scrisse Phil Hill quando la recensì per Road & Track. Questi, compianto campione del mondo 1961 con la Ferrari, scrisse infatti che nonostante una popolazione cosmopolita e disinteressata come quella monegasca, un’auto così esotica come la Monte Carlo GTB attira sempre una folla notevole, sia da ferma che in movimento. E voi, la comprereste?

