Se guardiamo agli ultimi mesi possiamo certamente affermare che la Ferrari Luce sia stata una delle vetture più divisive di questo 2026, se non addirittura di sempre. Tra i detrattori dell’elettrico che non hanno digerito il modello, grazie anche a uno stile insolito per il marchio, e i fan delle auto tradizionali del cavallino ha prevalso un sentimento di perplessità. E non è valso poi a molto che il primo esemplare sia stato battuto all’asta da RMSotheby’s a Monterey per la cifra monstre di 34 milioni di €! Se l’obiettivo era il “Nel bene e nel male, purché se ne parli” possiamo dire che l’obiettivo è stato ampiamente centrato, ma la recente esperienza del marchio Jaguar dimostra come non sia sempre una buona idea. Insomma, si fatica a trovare qualche buon argomento a favore di questa situazione…

E qui entriamo a gamba tesa noi di Fuori Traiettoria, dandovi un punto di vista sicuramente diverso e non legato al mondo dell’auto attuale. Parliamo piuttosto delle auto d’epoca, dove forse ci sono delle dirette conseguenze del lancio della Ferrari Luce. Già, perché come epilogo di un progressivo scollegamento tra la dirigenza del marchio e le esigenze dell’appassionato medio, si è riaccesa la luce su tanti modelli usati del marchio del cavallino rampante. Si assiste così alla “riabilitazione” di modelli meno considerati sin dal lancio, vuoi perché controversi o perché non in grado di emozionare al primo sguardo come altre vetture. E allora ecco il ritorno in auge di 208 GT4, 308 GT4, 348 in tutte le salse, 412 e anche la tanto vituperata Mondial.

Artcurial si inserisce in questo “filone”, anzi “filoncino”, provando a scommettere su di un modello particolare per il ritorno della sua asta più celebre: “Automobile sur le Champs”, programmata per il 25 ottobre a Parigi. Tra vetture incredibili, vedi una Porsche Carrera GT del 2006 e una Mercedes 300 SL del 1955, abbiamo voluto dare spazio a una vettura meritevole di essere vista sotto una nuova… Luce, scusate il gioco di parole.
Ferrari Mondial : non solo un brutto anatroccolo
La Mondial 8 nasce nel 1980 come erede della sfortunata e sopracitata 308 GT4, la cui linea a cuneo disegnata da Bertone non riesce a far breccia nel cuore dei ferraristi. Il nome vuole essere un omaggio al mondiale conquistato in F1 nel 1979, col senno di poi potremmo dire che non abbia portato proprio benissimo. La nuova nata riprende l’impostazione 2+2 della GT4 ma Pininfarina opta per uno stile meno estremo anche se vi sono parecchie innovazioni. Ad esempio troviamo per la prima volta le griglie laterali che faranno la fortuna della Testarossa, mentre all’interno si sperimentano per la prima volta i comandi con leve in plastica e il computer di bordo. Il retrotreno è completamente rimovibile per agevolare le operazioni di manutenzione, anche questa una primizia del modello. Sotto al cofano troviamo un V8 da 3 litri da 215 cv disposto trasversalmente, in grado di spingerla a 220 km/h. Il modello non nasce sotto una buona stella, con ripetuti problemi di affidabilità e prestazioni fiaccate nelle versioni export, costringendo la casa italiana a correre ai ripari.

Il 1982 vede il lancio della “Quattrovalvole”, col propulsore ripreso dalla Mondial 8 ma dotato di testata a 32 valvole. La potenza sale a 240 cv e con essa la velocità massima che raggiunge i 240 km/h. La vettura viene ridisegnata all’interno con modifiche atte a migliorarne la qualità percepita e l’affidabilità dell’impianto elettrico. Ma la vera rivoluzione e il successo arrivano nel 1983, con il lancio della versione Cabriolet, con l’assenza del tetto che migliorava di molto la linea esterna dell’auto.

Nel 1985 arriva il restyling più corposo per ciò che riguarda l’estetica, con fanaleria anteriore rinnovata che equipaggerà in seguito anche la sorella 328. La carrozzeria viene alleggerita grazie a parti in alluminio e materiali compositi, mentre il propulsore raggiunge i 3,2 litri per 270cv. La velocità massima raggiunge così i 250 km/h, superando quella barriera psicologica che l’aveva sempre vista troppo vicina a una vettura normale per essere una Ferrari. Nelle ultime versioni arrivano anche il sistema ABS e sparisce il computer di bordo, ormai sorpassato. Un momento storico rimarrà per sempre legato a questo modello: il 4 Giugno 1988 Papa Giovanni Paolo II in visita a Maranello chiede di salutare i tifosi assiepati lungo il tracciato di Fiorano in una Ferrari e la vettura è proprio una Mondial 3.2 Cabriolet guidata da Piero Ferrari.

L’ultimo acuto arriva nel 1989, con la nascita della Mondial T. Questa, all’apparenza quasi uguale alla 3.2, nasconde sotto-pelle le novità maggiori che andranno a creare le basi tecniche della futura 348. Il propulsore diviene un 3.4 litri da 300 cv, montato stavolta longitudinalmente e accoppiato a un cambio trasversale. Per l’appunto motore e cambio così disposti formano una “T”, da cui il nome del modello. La Mondial raggiunge così i 257 km/h e copre lo 0-100 km/h in appena 6,3 secondi. Arrivano anche le sospensioni a gestione elettronica e gli interni vengono ridisegnati con uno stile più attuale. Nel 1993 si chiude la storia di questo modello, chiudendo momentaneamente anche la storia delle GT Ferrari a 8 cilindri. Una classifica del 2017, stilata da Autoscout, la posiziona al primo posto tra le auto più sottovalutate… Fino ad oggi? Noi abbiamo scovato un bellissimo esemplare, vediamo se riuscirà a ribaltare le sorti di una storia di successo ma alla quale è sempre mancato il giusto riconoscimento.
“Giallo Modena”: la banalità non esiste
L’esemplare proposto dalla casa d’aste parigina inizia la sua vita il 27 settembre 1990, quando la concessionaria SA.MO.CAR di Roma la immatricola per conto del primo proprietario. Se la produzione di Mondial T Cabriolet conta 1.010 esemplari, pare che ne siano state prodotte unicamente 12 in cromia “Giallo Modena”. Insomma, in un mondo di Ferrari rosse se non vuoi essere banale scegli il giallo, no? L’allestimento prevede tutti gli upgrade della Mondial T, ovvero idroguida, sospensioni a gestione elettronica e ABS. Dal momento della consegna al primo proprietario la Mondial rimane a Roma sino al 2021, regolarmente tagliandata presso la concessionaria che l’ha consegnata da nuova. Proprio nel 2021 viene venduta a Bolzano, venendo curata da RAM Autoracing che ne sostituisce la distribuzione.

Nel luglio 2026 la Mondial viene acquistata dall’attuale proprietaria, venendo tagliandata presso l’assistenza ufficiale Ferrari a Maranello. In tale occasione non si bada a spese, spendendo oltre 4.000 € per rifare la distribuzione e sostituire le due pompe della benzina. Altri 2.800 € sono stati spesi per la revisione dell’impianto di climatizzazione, compresa la sostituzione del compressore. Le gomme sono nuove e l’interno è stato sottoposto ad un intervento di detailing nel mese di agosto.

Insomma una vettura pronta all’uso e con manutenzione certa, oltre al fatto di non aver mai subito incidenti o danneggiamenti di alcun tipo. Viene messa all’asta corredata di doppie chiavi, libretti e set di valigie in pelle originale Ferrari. Insomma decisamente un bel bocconcino…

Dove, quando e soprattutto… Quanto?
La Mondial T di cui vi abbiamo parlato andrà all’asta il 25 ottobre presso il garage privato di Artcurial a Parigi. Per chi volesse partecipare basta recarsi al numero 7 del Rond-Point des Champs-Élysées Marcel-Dassault, nella strada più chic di Parigi. La sede di Artcurial sarà aperta per l’anteprima dei lotti sabato 24 ottobre, dalle 10:00 alle 19:00, e il giorno dell’asta dalle 9:00 sino all’inizio dell’asta. Nota di colore: con l’edizione 2026 di “Automobiles sur le Champs” la casa d’aste riprende la sua storica tradizione di organizzare un “Cars & Coffee” domenica 25 ottobre, dalle 9 alle 11, in modo da mantenere ben saldo il legame con i “petrolhead” parigini e transalpini.

Parlando dell’incanto, il catalogo conta 74 lotti, 11 dei quali appannaggio di automobilia e simili. Scorrendo il catalogo troviamo la nostra beniamina accreditata del lotto numero 26, con una stima che oscilla tra 70.000 e 90.000 €. Per chi volesse scommettere su di un modello di sicura rivalutazione, questo sarebbe sicuramente un buon acquisto. Il prezzo veleggia nella media del mercato, senza i picchi raggiunti da alcune gemelle vendute a oltre 130.000 € ma dotate di chilometraggi irrisori. Insomma da un lotto simile dipendono tante delle logiche di mercato che potranno riguardare il modello nei prossimi anni, con la Mondial T universalmente riconosciuta come la più godibile e affidabile delle Mondial.

