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Come sarebbe cambiata la F1 se si fosse sempre assegnato il punto per il giro veloce?





Viaggio attraverso le classifiche di una volta per verificare se e come avrebbe influito la nuova regola di Liberty Media.

Come sicuramente saprete, da questa stagione verrà assegnato un punto al detentore del Giro più veloce, purché esso si trovi tra i primi 10. Questo succedeva già dal 1950 al 1959, e Mike Hawthorn potè vincere il titolo del 1958 ai danni di Moss proprio grazie al maggior numero di GPV. La prima cosa che ci siamo chiesti (o almeno l’ha fatto l’autore dell’articolo) è come sarebbe cambiato l’albo d’oro della categoria se questa regola ci fosse sempre stata. Pertanto, siamo andati a spulciare le precedenti edizioni dal 1960 (quando è stata tolta la regola), assegnando un punto all’autore della tornata più rapida, solo se questo si trovasse in zona punti (prime 6, 8 o 10 posizioni), e tenendo conto dei vari scarti. E, per quanto la maggior parte dei campionati non sarebbe cambiata (almeno per le sfide al vertice) abbiamo trovato alcune cose interessanti. Certo, bisogna però premettere che se ci fosse sempre stata una regola del genere, i piloti e i team avrebbero gestito le corse in modo diverso. Ma questo è soltanto un gioco per distrarci un po’.

1974: Fittipaldi e Regazzoni a pari punti

Fittipaldi
Il 1974 segnò la rinascita della Ferrari dopo una serie di stagioni difficili. Lauda e Regazzoni assommarono tre vittorie e numerosi piazzamenti, anche se sfuggì loro il titolo a vantaggio di Fittipaldi con la McLaren. Tuttavia, salta all’occhio come, se fosse stato premiato il GPV, il brasiliano e lo svizzero sarebbero finiti a pari punti, 55 ciascuno. Regazzoni infatti registrò tre giri veloci, in Argentina, in Brasile e in Austria, mentre Fittipaldi non ne fece nemmeno uno. Tuttavia, il brasiliano avrebbe comunque vinto il titolo, per un vantaggio di tre vittorie a una.

1976: Hunt campione a pari punti

Hunt Lauda
Il campionato 1976, grazie anche al film del 2013 “Rush”, è sicuramente uno dei più famosi della storia delle corse. Lauda che sembra imbattibile, va a fuoco al Nurburgring, ritorna a correre direttamente dall’inferno ma poi, nell’atto finale, scopre di avere paura e lo accetta, anteponendo la sua vita al Mondiale, ritirandosi al Fuji e lasciando via libera ad Hunt per un punto. Beh, modificando la classifica, Hunt sarebbe riuscito a vincere solo per i piazzamenti, nonostante tre (quattro con il Fuji) senza il suo diretto rivale. Infatti, Lauda fece tre giri veloci (Sudafrica, Belgio, Gran Bretagna), che avrebbero fatto salire il suo punteggio a 71 punti. Gli stessi di Hunt, che avrebbe aggiunto i giri veloci dell’Austria e degli USA est. Hunt, quindi, avrebbe vinto solo per il numero di vittorie (sei a cinque), rendendo la sfida ancora più emozionante.

1981: Piquet e Reutemann a pari punti

Piquet
Per la terza volta in pochi anni, il titolo sarebbe stato deciso con i piazzamenti. Infatti, Carlos Reutemann e Nelson Piquet, finiti rispettivamente a 49 e 50 punti, sarebbero finiti entrambi a 51 punti, per il giro veloce del brasiliano in Argentina e quelli dell’argentino in Belgio e in Italia. Il titolo, come nei casi precedenti, sarebbe andato a chi l’ha vinto nella realtà, in questo caso Piquet.

1986: Piquet beffa Mansell e Prost

Mansell
Stavolta il cambiamento sarebbe stato evidente. Il campionato 1986 fu una lotta a tre tra le Williams di Mansell e Piquet e la McLaren di Prost, durata fino all’ultima gara e conclusasi con la vittoria, a sorpresa, del francese. Tuttavia, con un sistema di punteggio a premiare il giro più veloce, incredibilmente avrebbe prevalso Piquet, il terzo in classifica. Infatti, il campione Prost avrebbe visto sommato un punto, salendo a 73 (Monaco), Mansell ben tre (Francia, Gran Bretagna e Portogallo) affiancando il transalpino a 73, ma Piquet, forte di ben sei giri più veloci (Brasile, San Marino, Canada, Ungheria, Messico e Australia) sarebbe salito a 75, fregando i due di soli due punticini. Adesso Nelson sarebbe a quattro titoli. Strano eh?

1988: Prost batte Senna nonostante gli scarti

Senna Prost
Il 1988 fu una stagione strana dal punto di vista del punteggio. Prost fece ben undici punti in più di Senna, ma a causa degli scarti finì ben tre punti sotto, 90 a 87. Il francese fece però sei giri veloci (San Marino, Messico, USA, Spagna e Australia), contro l’unico del paulista in Giappone. Il Professore sarebbe quindi salito a 93, mentre Senna si sarebbe fermato a 91. Quindi, grazie a ciò, Alain recupererebbe il titolo perso (si fa per dire) nel 1986 proprio per lo stesso motivo, mentre Senna sarebbe a due.

2008: Massa batte Hamilton al photofinish

Massa
Se sei un Ferrarista e stai per leggere questa parte, assicurati che accanto a te ci sia qualcuno che possa rianimarti. Tutti sappiamo come sia finito il mondiale 2008: Massa tagliò il traguardo da campione del Mondo, ma restò tale solo per 39 secondi, finché Hamilton, in quella che probabilmente fu la più emozionante volata finale di sempre, non passò il povero Glock all’ultima curva dell’ultimo giro, vincendo per un punto. Un sorpasso, che, in questo caso, sarebbe stato inutile. Infatti Massa, che si fermò a 97 punti, fece segnare tre giri veloci quell’anno – in Europa, in Giappone e proprio in Brasile – che l’avrebbero fatto salire a 100 punti. L’inglese, che fece 98 punti, fu invece il più veloce solo in Cina, finendo così in teoria a 99. Quindi regalando il titolo a Felipe Massa e scendendo a quattro titoli conquistati, come, con questa logica, Piquet, Prost e Vettel. Ammettetelo, ci siete rimasti male.





Tags : f1f1 2019formula 1
Alfredo Cirelli

The author Alfredo Cirelli

Classe 1999 (sono il più giovane e immaturo della squadra), sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1.