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F1 2020, il sogno di Imola e quella candidatura che potrebbe tornare utile al Circus





In questi giorni è circolata voce della candidatura da parte dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari per ospitare un back-to-back con Monza, appena a ridosso di settembre. Una proposta apparentemente utopistica, ma che in questo 2020 potrebbe tornare non poco utile al Circus.

Imola rimane, a distanza di anni, una delle piste più amate dagli appassionati di Formula Uno. Un po’ per la leggenda che porta con sé, con un lieve alone di mistero e tristezza che dal 1994 circonda l’autodromo bolognese; un po’ perché, non solo a mio avviso, rimane uno degli asfalti dalle forme più emozionanti di tutto il mondo, con una conformazione che un tempo gli valse l’appellativo de “Il piccolo Ring”.

© xpb.cc
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Nel frattempo, dall’ultima apparizione del campionato iridato, sul tracciato imolese sono cambiate svariate cose: sono state rifatte interamente le strutture ospitanti i box, la torre, la Rivazza è stata unita con un unico rettilineo alla chicane del Tamburello… Insomma, se per una gara disputata “a porte aperte” si potrebbe sostenere che le strutture di Imola non siano abbastanza capienti (l’area retrostante ai box non ha una metratura ancora sufficiente ad ospitare tutte le strutture che il Circus porta con sé), verrebbe da pensare che invece, per un GP destinato ad andare in scena a porte chiuse e dunque caratterizzato da un organico ridotto, l’autodromo intitolato a Dino ed Enzo Ferrari potrebbe rappresentare un’alternativa per certi versi valida.

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Innanzitutto, quello di Imola sarebbe un ritorno storico. Un tracciato che ha fatto la storia della Formula Uno per anni, nel mare di “Paying Cities” che si offrono per ospitare GP insipidi e dallo scarso valore tecnico, sarebbe un fiore all’occhiello per questo mondiale che si è annunciato sventurato già prima di incominciare. Inoltre, la conformazione del tracciato sarebbe adatta ad ospitare una gara moderna: è vero, forse la pista non è larga e ampia come altre (anche se vien da chiedersi, ad esempio, quanto spazio in più ci sia all’Hungaroring), ma con un rettilineo così lungo offrirebbe un mix tra un’ampia DRS zone per i sorpassi ed una sequenza di curve, saliscendi e vie di fughe ghiaiate che farebbe assaporare un piacevolissimo contrasto tra la modernità delle monoposto di questa generazione ed un circuito vecchia scuola, forse l’unico rimasto assieme a Spa e pochi altri.

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Oltretutto, ospitare un GP ad Imola toglierebbe all’Autodromo Nazionale di Monza dall’incombenza di organizzare un doppio Gran Premio sul proprio asfalto: appurato infatti che percorrere i circuiti attualmente omologati in senso inverso sia per il momento utopia, una gara disputata a pochi km di distanza da Monza ma comunque in possesso di un layout totalmente differente potrebbe tornare molto comoda ad una F1 che rischia di disputare più di un GP con lo stesso scenario del precedente. “La situazione che si è venuta a creare rappresenta per noi un’opportunità per candidarci ad ospitare un Gran Premio in questa stagione” – ha dichiarato Uberto Selvatico Estense – “C’è necessità di fare gare per avere un campionato mondiale, quindi perché non pensare ad Imola?“. “Offriremmo la pista gratuitamente, dopodiché si tratterebbe di parlare dei costi che dovremmo affrontare. Possiamo chiedere un aiuto alla Regione, da questo punto di vista. Attualmente, non siamo nella condizione di poter pagare la quota di un promotore” – prosegue l’attuale patron dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari facendo riferimento a “fee” di presenza destinati però verosimilmente ad abbassarsi in caso di eventi senza pubblico – “Per noi sarebbe molto più facile se non ci fossero spettatori: non dovremmo occuparci di tribune o di hospitality per i VIP. Sicuramente sarà molto più economico rispetto all’organizzazione di un GP ‘completo'”. “Credo che per le squadre sarebbe sicuramente utile organizzare un back-to-back con Monza, in modo tale da permettere loro di risparmiare tempo e denaro. Credo che la gente voglia che la F1 torni ad Imola”, ha infine concluso Selvatico Estense.

L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari ha già l’omologazione necessaria per ospitare un Gran Premio, ed in attesa di capire quali saranno le prossime mosse dell’ACI non resta che aspettare e, per gli amanti di Imola, sognare.

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Tags : autodromo enzo e dino ferrariautodromo imolaf1f1 2020imola
Christian Falavena

The author Christian Falavena

Classe '99, appassionato di tutto ciò che va forte e fa rumore, introdotto alla passione per le 4 ruote dal padre. Seguo il mondiale di Formula Uno dal 2007, leggo e scrivo di tecnica da qualche anno. Musicista a tempo perso e già perito meccatronico industriale, ora aspirante ingegnere meccanico presso l'Università degli Studi di Ferrara, in cui sono responsabile aerodinamica nel programma Formula Student.