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Nelle FP2 del Bahrain Raikkonen fa il vuoto e poi si ferma. Bene RB sul passo gara, ma Hamilton con le Medium…





Ci si attendeva qualche riscontro in più dalle FP2 del GP del Bahrain rispetto a quanto visto nel corso delle FP1, e le aspettative non sono state affatto tradite. Complice infatti un asfalto più gommato – seppur solo in corrispondenza della traiettoria -, Team e piloti hanno iniziato a gettare il cuore oltre l’ostacolo, scoprendosi maggiormente ed iniziando a concedere qualche spunto di riflessioni interessante.

© Scuderia Ferrari Press
© Scuderia Ferrari Press

Il primo, senza alcun dubbio, è rappresentato dallo stato di forma eccezionale di Kimi Raikkonen: il #7 della Ferrari aveva infatti ben figurato già nel corso della prima sessione di prove libere, ma durante le FP2 ha innalzato ulteriormente l’asticella mettendosi davanti a tutti nella classifica finale. La SF71-H del finlandese chiude la sessione con un interessantissimo 1’29″817 messo a segno con gomme SuperSoft, e prima che un imprecisato problema all’anteriore destra lo fermasse dopo un Pit Stop il finnico era stato parecchio rapido anche nel corso della simulazione gara. Si è dovuto quindi dare non poco da fare Sebastian Vettel per reggere il confronto con un rivitalizzato compagno di squadra: il tedesco della Ferrari ha fermato il cronometro con appena 11 millesimi di ritardo dal tempo di Raikkonen, riuscendo a rifilare così oltre 5 decimi a Valtteri Bottas, 3° in 1’30″380 al volante della prima delle Mercedes. Alle spalle del #77, ma con un crono messo a segno al secondo tentativo su una pista che consuma le SuperSoft dopo appena un giro veloce, è invece Lewis Hamilton: il #44 nel corso del suo primo passaggio ha trovato traffico all’inizio del secondo settore, venendo costretto ad abortire il giro e a dover fare affidamento su gomme che avevano già perso parte della loro prestazione, ed è quindi certo che l’inglese abbia ancora parecchi decimi nel taschino.

5°, nonostante diversi errori, è Max Verstappen, che con il suo 1’30″745 si porta per 6 millesimi davanti a Daniel Ricciardo: l’australiano della RedBull recrimina per un’incomprensione avuta con Bottas durante il suo tentativo di giro veloce, che lo ha costretto – come Hamilton – a mettere a segno il proprio crono con delle SuperSoft in condizioni non ottimali. Buona 7^ posizione per Nico Hulkenberg (primo dei piloti ad accusare oltre 1″ dal crono di Raikkonen), mentre ottimo è Pierre Gasly, che con una Toro Rosso munita di una PU Honda aggiornata chiude con un interessante 1’31″232. Alle spalle della STR13 motorizzata dai giapponesi c’è proprio una vecchia conoscenza del Sol Levante: Fernando Alonso. L’asturiano ha completato le FP2 in 9^ piazza grazie al suo 1’31″282, ed è riuscito a mettersi nuovamente dietro il proprio compagno di team Vandoorne, che chiude la Top Ten virtuale in 1’31″422.

© Jerry Andre / Sutton Images
© Jerry Andre / Sutton Images

Appena fuori dai primi 10 troviamo Romain Grosjean, arretrato di diverse posizioni rispetto alle FP1, mentre in 12^ piazza c’è Carlos Sainz con la seconda delle R.S. 18: sono 3 i decimi di ritardo accusati dallo spagnolo nel confronto diretto con Hulkenberg. Alle spalle del #55 si posiziona il duo Force India, con Ocon a precedere per soli 59 millesimi Perez, ed invece è solo 15^ la seconda delle VF-18, quella affidata ad un Kevin Magnussen che non va oltre un 1’31″969. Discreto 16° posto per Charles Leclerc, che grazie al suo 1’32″372 riesce a mettersi dietro le due Williams di Stroll e Sirotkin (separati da poco meno di un decimo e distanti, come il monegasco, oltre 2″5 dalla vetta della classifica), il compagno di squadra Ericsson – che si prende quasi 4 decimi dal crono del #16 – e Brendon Hartley, fanalino di coda e distante ben 1″6 dalla prestazione messa a segno da Pierre Gasly.

Le FP2 hanno fornito più indicazioni anche per quel che riguarda il passo gara. Se la Ferrari – soprattutto con Vettel, autore dei giri più veloci sia con le Soft che con le SuperSoft – ha infatti impressionato dal punto di vista della velocità, RedBull ha stupito per quel che riguarda la costanza di rendimento: Ricciardo e Verstappen sono stati i piloti più costanti nell’arco della simulazione, riuscendo ad inanellare parecchi giri consecutivi sul piede dell’1’35″5-1’35″alto senza particolari patemi d’animo. Resta il dubbio sulle mappature utilizzate dai vari team, e ovviamente resta il dubbio su quello che possa fare davvero la Mercedes: Bottas ha infatti dimostrato di poter portare la W09 allo stesso livello del #33 e del #3, e soprattutto Hamilton ha dimostrato come la Freccia d’Argento si trovi particolarmente a proprio agio con le mescole Medie, sfruttate dal #44 nello stint conclusivo per mettere assieme diversi passaggi con un ritmo tremendamente vicino a quello di chi calzava Soft e SuperSoft. Quello dell’inglese potrebbe essere stato un run con funzione di spauracchio, ma visto il degrado piuttosto pronunciato delle gomme non è da escludere che gli uomini di Brackley decidano di tentare un colpo di mano. Più lontani, come ormai accade da diversi anni, tutti gli altri.

Ecco la classifica completa al termine delle FP2:

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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Classe '93, innamorato da una vita di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi nel Carrera Cup Italia, di Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, scrivo per RedBull.com e sono accreditato F1, FE e WRC. Ho fondato FuoriTraiettoria.com perché mi annoiavo a studiare giurisprudenza e su Instagram mi chiamo @natalishow