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Bosch presenta il “Marquez Stability Control” a gas e tanti altri progetti per la moto del futuro

Ad Andrea Dovizioso si chiude l’anteriore? Cade. Lo pneumatico anteriore di Johann Zarco perde aderenza? Pure lui cade. Cal Crutchlow piega troppo e fuori traiettoria? Anche per lui la caduta è assicurata. Marc Marquez invece, come un abile equilibrista, lavorando di gomito/ginocchio interni e gas molto spesso riesce a ridare aderenza allo pneumatico anteriore. Per il…

21 Maggio 2018
3 min read

Ad Andrea Dovizioso si chiude l’anteriore? Cade. Lo pneumatico anteriore di Johann Zarco perde aderenza? Pure lui cade. Cal Crutchlow piega troppo e fuori traiettoria? Anche per lui la caduta è assicurata. Marc Marquez invece, come un abile equilibrista, lavorando di gomito/ginocchio interni e gas molto spesso riesce a ridare aderenza allo pneumatico anteriore. Per il prossimo futuro della motocicletta, Bosch vuole dare questa possibilità a tutti i centauri.

Non si tratta solamente di non cadere per completare la corsa, ma soprattutto di non cadere per tornare a casa sulle proprie gambe. Foglie bagnate in una curva cieca, l’invisibile chiazza d’olio, il camaleontico ghiaino, o l’asfalto umido nel versante a nord dei passi: molti imprevisti possono trasformare l’allegra smanettata fuori porta in un doloroso disastro, anche per chi va al trotto leggero.

Quando gli pneumatici perdono aderenza, per un pessimo grip dell’asfalto appunto o per una carenza di carico, non riescono più ad applicare una forza laterale sufficiente in curva iniziando a slittare verso l’esterno. In questo caso, su due ruote diventa impossibile raddrizzarsi o riprendere aderenza, a meno che non ci si chiami Marc Marquez ovviamente.

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Purtroppo le motociclette non sono come le auto, dove con un sofisticato gioco di freni l’ESP riesce a ridare direzionalità al mezzo. Per far riprendere aderenza allo pneumatico mantenendo in traiettoria il mezzo, servirebbe aggiungere una forza esterna laterale supplementare, ma non ci sono nemmeno delle corde a cui agganciarsi. Bosch per risolvere questo problema ha ideato un sistema che sfrutta dei getti di gas ad alta pressione. 

Un sensore rileva lo slittamento laterale della ruota, se si supera un determinato valore un accumulatore rilascia il gas-inerte come quello utilizzato per gli airbag automobilistici- che scorre nell’adattatore del serbatoio ed attraverso un ugello mobile viene espulso in una direzione molto precisa, determinata all’istante dal software. La spinta contraria ridà aderenza allo pneumatico anteriore mantenendo stabile ed in traiettoria la moto. Magari i ricercatori di Bosch hanno preso spunto rileggendo il Grande Ascensore di Cristallo di Roald Dahl.

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Per il momento questo è solamente un progetto di ricerca i ricercatori di Bosch dicono di essere a buon punto. L’obiettivo è utilizzare tale sistema come upgrade per l’attuale Motorcycle Stability Control (MSC), che ad oggi non può fare nulla contro le perdite impreviste di aderenza all’anteriore in piena piega.

Per il breve periodo Bosch ha già pronti molti progetti, che riguardano soprattutto la connessione tra le motociclette e le altre utenze per la strada. L’implementazione di un radar alla piattaforma inerziale consente di dotare anche le motociclette di: Adaptive Cruise Control, per regolare la velocità del veicolo in base al flusso del traffico mantenendo la distanza di sicurezza necessaria; Forward Collision Warning, un segnale acustico e visivo atto a ridurre il rischio di tamponamento o almeno attenuarne le conseguenze, che si attiva quando rileva che un altro veicolo è pericolosamente vicino e il conducente non reagisce alla situazione; Blind Spot Detection, che aiuta il motociclista a capire cosa succede dietro di lui, per cambiare corsia in tutta sicurezza; Motorcycle-to-car communication, per connettere le auto e le moto così che i guidatori notino molto prima la presenza di una moto, consentendo loro di adottare una strategia di guida più difensiva.

Bosche ha inoltre pronto l’eCall, un sofisticato software che grazie a sofisticati algoritmi rileva gli incidenti ed autonomamente allerta i soccorsi, trasmettendo i dati e la posizione del veicolo alla sede centrale delle chiamate di emergenza.

 

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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