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Malaguti, si torna in sella: “E per il 2019 pronta una Moto3”

Rosso fiammante, accattivante, livrea Ducati Corse replica Casey Stoner con il 27 colorato a tema bandiera australiana. Era il 2008 e sto parlando del Malaguti Phantom F12R, nella sua ultimissima versione, con il mitico motore Minarelli 50cc orizzontale. Il mio primo mezzo targato, con cui sentirmi felice macinando chilometri e gustando la libertà. Poi arrivati i 16 anni…

6 Settembre 2017
4 min read

Rosso fiammante, accattivante, livrea Ducati Corse replica Casey Stoner con il 27 colorato a tema bandiera australiana. Era il 2008 e sto parlando del Malaguti Phantom F12R, nella sua ultimissima versione, con il mitico motore Minarelli 50cc orizzontale. Il mio primo mezzo targato, con cui sentirmi felice macinando chilometri e gustando la libertà. Poi arrivati i 16 anni passai alla 125, ma la ‘nostalmagia’ non può che strappare almeno un sorriso per il ritorno della Malaguti alla produzione di ciclomotori e motociclette. Lo storico Marchio torna on the road grazie alla passione ed alla voglia di fare di un ragazzo pugliese, Luca Santo, 23enne tecnico aziendale. 

 

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Erano gli ultimi mesi del 2011 quando 80 anni di storia vennero messi in un cassetto. In ottobre Malaguti annunciò la chiusura dell’attività motociclistica, programmando l’assemblaggio degli ultimi mezzi, che si sarebbe concluso all’inizio della primavera successiva. Due mesi dopo, per la precisione il 19 dicembre, la storica insegna che sormontava lo stabilimento produttivo, accanto all’autostrada A14 tra Bologna ed Imola, venne smontata per un motivo semplice: non pagare la tassa per le insegne pubblicitarie. In seguito la società Malaguti s.r.l si è riorganizzata e ha cambiato produzione, rilanciandosi realizzando ricambi ed accessori per scooter e moto -di qualunque marchio- e biciclette elettriche sempre nello storico stabilimento di San Lazzaro di Savena, contando su una rete di oltre 1.100 punti di vendita nel mondo. Lasciando però libero il brand motociclistico Malaguti.

Grazie all’idea di Luca Santo, Malaguti è pronta a risolcare le strade di tutta Italia, dopo 5 anni nel limbo. “Tutto è nato dalla ricerca di un Phantom usato –ci ha detto Luca– navigando nel web mi sono imbattuto nella notizia che Malaguti aveva chiuso la sua produzione di scooter. Poco tempo dopo (lo scorso gennaio ndr), informandomi un po’ sulla normativa riguardante la proprietà industriale, sono venuto a conoscenza che se un marchio non viene utilizzato per più di 5 anni decade, come successo a Lambretta e Testarossa. Avuta l’idea, mi sono subito confrontato con due miei cari amici -ammette Luca- ed assieme l’abbiamo sviluppata ed abbiamo deciso di addentrarci in questa avventura.” L’articolo 24 della legge sulla proprietà industriale prevede la decadenza totale (o parziale) del marchio se questo non viene utilizzato per 5 anni per le categorie per cui è registrato. La Corte di cassazione, sez, I Civile, con la sentenza n°7970 del 28 marzo 2017 sancisce che solo l’effettivo uso evita la decadenza. Qualche settimana fa, per la precisione il 17 Agosto, i tre amici hanno depositato a proprio nome il brand motociclistico Malaguti, ed hanno già pronte le idee, ed il materiale, per avviare questa romantica impresa al sapore di taralli alla mortadella.

Lo stabilimento produttivo verrà sito a Bologna, per mantenere un feeling con il glorioso passato. Lì verranno prodotti i mezzi stradali, mentre già da novembre 2017 dovrebbe partire la vendita di un ciclomotore. Sarà un’operazione di rebrand, basato su un già esistente ciclomotore asiatico ma con meccanica Minarelli da 50cc, lasciando così ampio margine per l’elaborazione. Dovrebbe chiamarsi Malaguti F10, altro storico prodotto della casa Bolognese. Entro la fine del 2018 verranno presentati, ad EICMA i nuovi Phantom e Fifty, che non saranno una semplice operazione di rebrand: telai e carrozzerie saranno Made in Malaguti. Questi invece tre scorci frontali del nuovo F10 che verrà messo in vendita a novembre:

Come detto la produzione troverà posto a Bologna, mentre il quartier generale sarà a Lecce dove troverà posto anche (udite udite!) il Reparto Corse Malaguti! Il marchio bolognese ha già preso parte, tra il 2003 ed il 2006, al Motomondiale in classe 125. L’idea di Luca, e dei suoi soci ed amici, è quella di gareggiare in Moto3, sfruttando com’è giusto che sia il motociclismo sportivo come veicolo pubblicitario per il marchio. L’obiettivo è avere la GP pronta per il 2019, sfruttando quella stagione per fare esperienza nel CIV e nel CEV, con magari qualche wild card nel Mondiale, per poi approdare l’anno seguente stabilmente nella competizione iridata. E, sempre nel 2019, potrebbe venire commercializzata anche una 125.

L’obiettivo di Luca è quello di creare una realtà fatta di giovani, in modo da mettere in bella mostra tutte le capacità che “abbiamo e che vengono poco valorizzate“. Ma soprattutto “L’ignoranza che porteremo nelle competizioni sara qualcosa di mai visto, roba che i creatori di meme si consumeranno le mani!” Noi siamo con lui, con in mente ancora quel Phantom replica Casey Stoner.

Negli ultimi giorni si è fatta sentire la stessa Malaguti s.r.l., molto stizzita per questi fatti. La nostra speranza è che ci possa essere un accordo tra le parti per far tornare lo storico marchio su strada, stante la buona pianificazione già avviata da Luca Santo.

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Filippo Gardin

Padovano classe 1993, ho iniziato a 2 anni a guidare, in quel caso una mini-replica della moto di Mick Doohan e da lì non mi sono più fermato. 2 e 4 ruote, entro e fuori strada e anche pista: cambiano le forme ma sono tutti frutti della stessa passione. Vi racconterò il Motomondiale, con la testa e con il cuore.

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