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Cannizzo, Ferrari: “Dovremo spingere al limite, quest’anno è la 24 Ore più difficile”

Nel mercoledì della 24 Ore di Le Mans abbiamo incontrato Ferdinando Cannizzo, Head of Endurance Race Cars. Ferrari è carica, nonostante le difficoltà

11 Giugno 2026
8 min read
cannizzo ferrari

Dopo l’incontro con Antonello Coletta, confronto tecnico con Ferdinando Cannizzo.

Quanto vi dispiace, oppure non vi cambia niente, non avere avuto la possibilità di avere qui a Le Mans l’evoluzione dell’auto, che proverete da luglio?

Dispiace, ma siamo confidenti del piano che abbiamo messo in atto. Come sempre procediamo un po’ per volta, ma spediti, determinati. Il nostro piano è questo, sapevamo che quest’anno avevamo gomme nuove, sapevamo di dover rinnovare la vettura, quindi c’erano diverse variabili in gioco, abbiamo deciso di farlo con il pacchetto che conoscevamo, e secondo me questo paga molto se combini tutto. Sapete molto bene che io punto tantissimo sull’integrazione della vettura, tutto deve funzionare bene, in una macchina tutto deve essere integrato, e questa ci è sembrato la strada giusta per arrivare poi con un pacchetto dove, invece di giocare degli Evo Joker uno alla volta, li abbiamo pensati tutti insieme in modo tale di arrivare con un pacchetto che sia una vera integrazione, una vera nuova vettura. 

Si parla molto di temperature dei pneumatici, le nuove coperture Michelin pare che si sovrappongano un po’ come finestra di utilizzo. E sono davvero più veloci nel warm up?

Sicuramente questo nuovo range di pneumatici ha migliorato sull’aspetto del warm up, ma non ha risolto completamente la situazione. I pneumatici partono freddi e quindi vanno sempre comunque curati nel modo giusto prima di poter spingere fino in fondo, quindi un passo avanti ma non completamente, non è come partire con le termocoperte o con gli scaldoni. In generale i pneumatici hanno portato sicuramente dei grandi cambiamenti sia sulle rigidezze, quindi sull’aspetto meccanico, sia sull’aspetto della temperatura di funzionamento, quindi c’è ancora un po’ da capire, però il quadro è abbastanza chiaro. Che poi forse questa è una delle prime gare di Le Mans in cui è possibile usare tutti e tre i compound, visto che la gara si prospetta con temperature molto molto alte, ma la temperatura di notte potrebbe anche scendere e diventare molto bassa, quindi usare tutti e tre i range non è per niente impossibile. 

Negli ultimi tre anni avete vinto la gara, ma quest’anno potrebbe essere un po’ più difficile, quali sono i fattori che vi danno fiducia? Quali sono i vostri segreti per arrivare a vincere? 

Grazie per la stima e la fiducia, dicendo “che porteranno alla vittoria”. Sicuramente quest’anno è forse la 24 Ore di Le Mans più difficile che affrontiamo come Ferrari. Il primo anno eravamo quasi una sorpresa, nessuno avrebbe scommesso un euro su di noi, forse anche perché al primo tentativo nessuno si fidava della nostra affidabilità e della nostra capacità di avere prestazioni consistenti, e lo abbiamo fatto. Il secondo anno, qualcuno ha detto che la prima era vittoria da principianti, ma in realtà poi abbiamo confermato che eravamo veramente solidi, e poi il terzo anno, sempre un po’ più difficile, però ci siamo riusciti ancora. Quest’anno è davvero dura, tutti i concorrenti sono stati messi nella condizione di poter lottare per la vittoria. Il test che abbiamo appena fatto e concluso ci dice che dal punto di vista delle prestazioni noi abbiamo massimizzato parecchio, siamo molto soddisfatti, se riguardo il confronto con l’anno scorso i miglioramenti sono netti e decisi, siamo davvero soddisfatti di quello che abbiamo fatto, però non tutto è sotto il nostro controllo e quindi per cercare di lottare per la vittoria o per il podio dovremo sicuramente sperare che tante cose si infilino nel modo giusto, non dico altro, ma dobbiamo massimizzare tutto quello che è sotto il nostro controllo. Quindi lucidità, massimizzare i nostri punti di forza, l’affidabilità deve essere impeccabile, dal punto di vista “operations” dobbiamo cercare di fare tutto giusto, non sbagliare nulla, con strategie che dobbiamo cercare di interpretare, forse anche un pochino più aggressivi, sorprendere gli avversari, perché sappiamo che su tanti aspetti di prestazione non possiamo competere con loro e quindi dobbiamo cercare di affrontare la gara in un modo un po’ diverso, stiamo pensando come fare, per ancora una volta cambiare le carte in tavola e cercare di essere lì quando è il momento giusto, non sarà facile per noi. 

Sei preoccupato dalle condizioni meteo? Temperature alte, come inciderà questo sugli stint multipli con le gomme?

Non è proprio una fonte di preoccupazione, sicuramente è un aspetto da considerare in ottica strategia e abbiamo cominciato già dal giorno dei test a lavorarci, per cercare di capire quanto e come possiamo sfruttare le gomme su più stint, i primi risultati sono stati positivi. È un aspetto che teniamo in considerazione, è chiaro che ci sarà un trade-off per il numero di stint e l’efficacia in termini di strategia, però è un aspetto che viene tenuto in conto, insieme a tutto quello che stiamo facendo. È chiaro che continueremo a lavorare nelle free practice di mercoledì e giovedì, per completare questa investigazione e avere il quadro chiaro su come sfruttare al meglio i pneumatici per la gara. Terremo conto sicuramente di una gara che si aspetta completamente asciutta, e con temperature durante la giornata decisamente elevate. Quindi questa se vogliamo sarà la chiave importante da leggere nel modo giusto.

© Charly Lopez / DPPI

Come valuti la performance di Ferrari nel test di domenica? Riguardo alle parole di Toyota, dei “giochetti” che qualcuno ha fatto, che ne pensi?  

Il test per noi è andato abbastanza bene, come dicevo prima, abbiamo confermato quelle che erano le attese, con miglioramenti rispetto all’anno scorso. Abbiamo anche sfruttato questi test per migliorare il setup e sposarlo bene con i nuovi pneumatici. Allo stesso tempo il test ci ha dato alcune indicazioni interessanti sull’affidabilità, come avete visto la nostra #51 è stata ferma per più di un’ora, abbiamo avuto qualche problemino da risolvere, direi più o meno su tutte e tre le vetture, e questo è normale, quando si spinge sempre al limite c’è sempre qualcosina che è l’anello debole, e che abbiamo avuto l’opportunità di mettere a posto. Ma sono problemi risolti, quindi anche questo è stato un aspetto, nonostante le difficoltà, di soddisfazione. Perché tutto quello che riusciamo a scoprire in anticipo è sempre tutto di guadagnato. Nel confronto con gli avversari: sicuramente, come qualcuno dei miei colleghi ha già detto, qualcuno si è coperto in maniera forse inutile, perché tanto i dati sono sotto gli occhi di tutti, la verità è che noi sappiamo che le nostre prestazioni, in alcune condizioni, non sono a livello. Perché, anche se gli altri non hanno mostrato ancora le loro massime prestazioni, sappiamo che per noi sarà difficile raggiungere anche solo quello che hanno già mostrato, quindi sarà una gara molto molto difficile per noi. Ripeto ancora una volta, dobbiamo concentrarci su quelli che sono i nostri punti di forza, dobbiamo fare bene, non dobbiamo sbagliare nulla perché in una gara lunga può succedere di tutto, e tante volte non è la vettura super veloce che vince ma è quella che interpreta la gara nel modo migliore nell’arco delle 24 ore. 

Hai detto che invece di giocare un Joker una volta, hai deciso di inserirli insieme con una macchina completamente nuova, è così? 

No, abbiamo messo insieme una serie di joker, non è una nuova macchina, è basata sulla stessa omologazione di oggi, giusto per essere chiari. Pensiamo, come nostra filosofia progettuale, che ogni aspetto della vettura, ogni sistema, è ben integrato con l’altro, per cui faccio un esempio: se cambio la sospensione posteriore della nostra vettura questo ha impatto sul cambio, ha impatto sulla connessione con il motore, ha impatto su tantissime altre cose, sull’aerodinamica, per cui è il passaggio corretto, aggredire le varie aree della vettura in modo integrato così come abbiamo fatto la progettazione della macchina all’inizio. Non abbiamo disegnato un telaio, poi aggiunto un motore, poi aggiunto un cambio e poi coperto con il bodywork per fare l’aerodinamica, ma abbiamo pensato tutto sempre in maniera molto sinergica e così è stato fatto con il Joker. Abbiamo individuato nel corso di questi anni, approfondendo sempre di più la conoscenza della nostra vettura e spingendo le prestazioni al limite, quali erano i punti che ci limitavano in questo percorso di miglioramento delle prestazioni e una volta identificate quelle aree le abbiamo interpretate non in maniera singola, una alla volta, ma ancora una volta con un pacchetto integrato. È così.

Tu prima hai dato una risposta che porta ad altro: chiaramente voi, come noto, potete vedere bene o male e anche confrontare anche i dati degli altri concorrenti, e infatti prima ti sei lasciato scappare che avete visto delle aree dove alcuni altri competitor, effettivamente, sono più performanti qui. Puoi raccontarcelo? 

Ma è tutto abbastanza evidente, nel senso che basta guardare il timing del test per capire quali sono i concorrenti forti in quali parti del circuito. Non devo scoprire nulla, un’analisi del timing abbastanza approfondita racconta un po’ tutto, ma questo, ripeto, non ci deve spaventare, perché se ci spaventa vuol dire che partiamo sconfitti. Sicuramente posso affermare senza ombre di dubbio che non partiamo favoriti. In questa gara non siamo i favoriti, anzi, il contrario, ma la nostra indole è quella sempre di “dimenticarci” un pochino di quello che c’è a un certo punto che ci circonda, di fare squadra, unirci forti e provare a fare in modo che la vettura arrivi in fondo in maniera abbastanza salutare, prestazionale – per quelle che sono le nostre prestazioni – e cercare di interpretare la gara nel modo giusto, e forse anche in maniera un pochino più aggressiva, in maniera più rischiosa, perché forse è solo così che questa volta riusciremo a portare qualche macchina più avanti, e magari lottare per il podio. Non sarà facile perché penso che dovremo spingere davvero tantissimo, e quindi l’affidabilità la metteremo a dura prova per riuscire a mantenere le prestazioni al livello giusto. Però fa parte del gioco, siamo qua, non molliamo, vogliamo far bene, l’esperienza degli anni precedenti ci aiuta tanto, perché ci ha fatto vedere che abbiamo fatto tre gare negli anni precedenti tutte diverse, con sfide sempre diverse, per cui non ci spaventa nulla, siamo una squadra forte e unita, sappiamo trovare lucidità e concentrazione quando serve e quindi dobbiamo puntare tutto su quello, non sbagliare nulla. Anche i piloti devono fare attenzione, perché ogni secondo che perdiamo in penalità costa caro, ed è un contesto dove non possiamo contare su tante altre cose, quindi dobbiamo davvero contare sul pacchetto a 360°. 

Prima hai fatto riferimento a dichiarazioni fatte da un tuo collega, che sono state abbastanza pesanti, non è entrato nel dettaglio però ha dichiarato che vi siete accorti che qualcuno ha fatto un po’ di furbo. Pensi che se ne siano accorti anche altri che non sono tra quelli che corrono? [ACO]

Sì sì, è evidente, non direi che qualcuno ha fatto il furbo, diciamo che ha interpretato il test in modo diverso senza voler mostrare il massimo delle prestazioni, va bene così. Noi facciamo il nostro mestiere, è chiaro che qualcuno ha pensato di voler mettere il suo sul tavolo… È evidente, i dati sono evidenti, questo ci preoccupa fino a un certo punto perché non cambia nulla per noi, non penso che cambi molto la vita, sicuramente in gara forse riuscirete a vedere qualcosina, magari perché voi avete un po’ meno dati rispetto a quelli che riusciamo a vedere noi, vedrete qualcosa che vi sorprenderà un po’, mi fermo qua.

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Tommaso Costa

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