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Indycar: Will Power vince a Road America e torna al successo dopo due anni





Will Power ha vinto il GP di Road America della Indycar sul circuito di Elkhart Lake. Il pilota australiano è tornato alla vittoria dopo due anni, e adesso si trova in testa al campionato. Tripletta per Penske, con Josef Newgarden e Scott McLaughlin che chiudono il podio.

Will Power GP Road America Indycar
© Penske Entertainment

Will Power si mette alle spalle un periodo estremamente difficile, sia dal punto di vista sportivo che, soprattutto, dal punto di vista personale. L’australiano, dopo la vittoria del campionato Indycar nel 2022, non era riuscito a ripetersi lo scorso anno, anche a causa di alcuni problemi di salute che avevano colpito sua moglie Liz, e che gli avevano certamente fatto perdere la concentrazione. L’ultima vittoria risaliva a 34 gare fa, al GP di Detroit 2022, un successo determinante per la conquista del titolo: adesso è giunto il successo numero 42, che gli permette di eguagliare Michael Andretti al quarto posto di tutti i tempi. Dopo un inizio di stagione altalenante, ora l’australiano si trova al comando della classifica della Indycar.

Dopo essere uscito indenne dall’incidente iniziale, Power è rimasto per buona parte della gara in terza posizione in scia ai suoi due compagni di squadra, Scott McLaughlin e Josef Newgarden. Nei primi due terzi di gara sembrava che la vittoria fosse un affare tra i due neozelandesi, ma alla fine il successo è maturato grazie ad un’ottima chiamata strategica: Power è infatti rientrato ai box per ultimo nel corso dell’ultima tornata di soste, al giro 44, e l’overcut gli ha permesso di balzare davanti, in un colpo solo, ad entrambi i suoi compagni di team, e con un vantaggio sufficiente per portare le gomme in temperatura senza essere superato. Alla fine Power ha gestito alla grande nel finale, aprendo una fantastica tripletta per Penske, con Newgarden davanti a McLaughlin.

Quarto è Alex Palou, che salva così una gara altrimenti disastrosa per Ganassi: Linus Lundqvist, che in qualifica aveva conquistato una fantastica prima pole in carriera, è stato coinvolto nel maxi incidente al primo giro, e ha chiuso solo dodicesimo in rimonta; Scott Dixon, invece, dopo una buona prima parte di gara, ha accusato un problema ad uno pneumatico (forse un’errata pressione, o magari era una gomma fallata), dovendo ricorrere ad un pit stop extra e chiudendo 21esimo, cosa che gli fa perdere la testa della classifica conquistata a Detroit.

Nell’incidente iniziale è stato coinvolto anche Colton Herta, partito secondo, e che alla fine ha rimontato bene fino alla sesta piazza, alle spalle del compagno di squadra Kyle Kirkwood, ma perdendo comunque punti importanti in campionato. Buona la gara di Romain Grosjean, che con una Juncos priva del supporto di McLaren (dopo le offese sui social da parte dei tifosi argentini di Agustin Canapino a Theo Pourchaire) chiude al settimo posto, davanti a Pato O’Ward, Marcus Ericsson e Graham Rahal. Chiude 22esimo Luca Ghiotto con Dale Coyne, costretto a scontare una penalità a inizio gara.

Indycar GP Road America

Come detto, ora Power è in testa al campionato con 236 punti, ma Palou, grazie ad una buona costanza, resta secondo a 231. Dixon è terzo a 225, mentre molto più staccati gli altri: O’Ward è a 184, Kirkwood a 179 e Herta a 176. Il prossimo appuntamento sarà tra due settimane, sul circuito di Laguna Seca, per quella che sarà una gara storica per la Indycar: sarà infatti l’ultima gara prima del passaggio ai motori ibridi.





Tags : indycarroad america gpTeam PenskeWill Power
Alfredo Cirelli

The author Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2, la Formula 3, talvolta anche la Indycar e, se ho tempo, anche tutte le varie formule minori in giro per il mondo.