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Info, orari e record: guida al GP del Canada di F1





21 punti. È questo il distacco che separa Max Verstappen e Sergio Perez alla vigilia del nono appuntamento della stagione 2022 di F1. I due alfieri di Red Bull, assieme agli altri protagonisti del Circus, a neanche una settimana di distanza dalla domenica di Baku sono pronti per tornare nuovamente in pista, nel suggestivo scenario del circuito di Montreal, in Canada.

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© Dan Istitene / Getty Images

L’autodromo intitolato all’indimenticato Gilles Villeneuve ha esordito nel calendario della Formula 1 nell’ormai lontano 1978, ma la sua iconica denominazione l’ha ricevuta solamente a seguito dell’incidente mortale che, a Zolder, coinvolse l’Aviatore. Escluso dal mondiale nel 1987 a causa di motivi economici, fece il suo ritorno nel Circus già a partire dal 1988 per poi abbandonare la F1 – per cause di forza maggiore – solamente nel 2020 e nel 2021. In questo 2022 dunque i piloti della Formula 1 torneranno a sfidarsi tra le 14 curve del “Gilles Villeneuve”, delle quali sono a destra e 6 a sinistra. Non è certo una pista tortuosa quella di Montreal, ma non per questo è una delle più brevi del mondiale: un giro di pista è lungo infatti 4,361 km, ed al termine dei 70 giri previsti i piloti avranno coperto una distanza complessiva di 305,270 km.

Grazie al suo layout, fatto di lunghi rettilinei e brusche decelerazioni dalle alte velocità, il tracciato canadese è piuttosto stressante dal punto di vista meccanico. I piloti viaggiano infatti con l’acceleratore completamente pigiato per il 61% del tempo sul giro, raggiungendo al termine del lunghissimo rettilineo che porta alla Curva 13 velocità nell’ordine dei 340 km/h.

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© Brembo

Non troppe sono state le cambiate mediamente registrate ad ogni passaggio nel corso dell’edizione 2019 (56), mentre piuttosto sollecitati sono i freni, messi duramente alla prova dalle brusche decelerazioni dalle alte velocità. Brembo considera il tracciato canadese come uno dei più impegnativi dell’intero calendario a causa delle tante staccate violente e ravvicinate, che non danno tempo a dischi e pastiglie di raffreddarsi a dovere tra una curva e l’altra. Tuttavia, solamente in 7 occasioni per ogni giro i piloti si affidano agli impianti della ditta italiana, utilizzati mediamente per 13” in ciascun passaggio, vale a dire per il 18% del tempo totale di gara. La frenata più impegnativa è quella di Curva 10: lì i piloti passano da 284 km/h a 63 km/h, percorrendo 101 m in 2”47 e subendo una decelerazione pari a 4,8 G. La forza G più elevata in curva, invece, i piloti la subiranno in Curva 5, dove verranno sottoposti ad un’accelerazione pari a 3,2 G.

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© F1

Come nel 2019 saranno tre le le zone DRS: la prima area di utilizzo dell’ala mobile sarà sul rettilineo di partenza / arrivo, la seconda verrà posizionata sull’allungo che porta da Curva 7 a Curva 8 e la terza troverà invece posto sul lunghissimo rettifilo che conduce alla chicane di Curva 13. Solamente due saranno però i Detection Point: quello che consentirà di utilizzare il DRS nel rettilineo di partenza e in quello che conduce all’ultima chicane sarà posizionato poco dopo l’uscita di Curva 9, mentre l’altro Detection Point sarà posizionato prima dell’ingresso di Curva 6. 

Nelle ultime 5 edizioni si è attestata al 40% la probabilità di vedere scendere in pista la Safety Car, mentre occorreranno 18”2 per percorrere a velocità limitata i 404 m della pit lane. Il record del circuito appartiene a Valtteri Bottas, che nel 2019 al volante della Mercedes W10 ha chiuso un giro in 1’13”078 nella gara che vide salire sul podio Lewis Hamilton, Sebastian Vettel e Charles Leclerc. 

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© Pirelli F1 Press Area

Essendo un circuito semipermanente, il “Gilles Villeneuve” non ha un asfalto particolarmente abrasivo. Ecco perché Pirelli, come a Monaco e a Baku, ha messo a disposizione di team e piloti le mescole più morbide della propria gamma, vale a dire le Soft C5, le Medium C4 e le Hard C3. Il fornitore di gomme milanese non prevede un eccessivo consumo delle proprie coperture, ma mette comunque in guardia le scuderie sul fronte del miglioramento della pista, con i tempi che prevedibilmente andranno abbassandosi di sessione in sessione. “Il Gran Premio del Canada ha una serie di incognite con cui i team dovranno fare i conti” – ha dichiarato Mario Isola“Il meteo è spesso variabile, tutti i dati disponibili sono vecchi di tre anni, la gamma di pneumatici è completamente diversa rispetto all’ultima volta, con mescole e strutture rinnovate. Il tutto su una pista che viene usata raramente, cosa che determinerà un livello di evoluzione molto alto. Rispetto all’ultima volta a Montréal, le mescole dovrebbero risultare più stabili e con finestre di utilizzo più ampie, consentendo ai piloti di spingere di più in ogni stint con un rischio di surriscaldamento molto più basso. Un aspetto interessante di questo circuito che potrebbe influenzare le strategie è il tempo che richiede il passaggio ai box: un pilota può entrare e uscire dalla pit lane in poco più di 20 secondi, tra i tempi più bassi del calendario”. Questa volta, a differenza di quanto accaduto a Baku, potrebbero tornare a spuntare dalle loro termocoperte tanto le Intermedie quanto le Full Wet: le previsioni meteo parlano infatti di possibili precipitazioni sia al venerdì sia al sabato, mentre il sole dovrebbe splendere domenica per il GP. Basse per via del meteo ballerino saranno conseguentemente anche le temperature, con una media inferiore ai 20°.

Il GP del Canada tornerà ad essere una diretta esclusiva su SkySport F1 (canale 207), mentre TV8 trasmetterà qualifiche e gara in differita. Ecco tutti gli orari del weekend:

Venerdì 17 giugno

  • 20:00 – 21:00 -> FP1 | diretta SKY
  • 23:00 – 00:00 -> FP2 | diretta SKY

Sabato 18 giugno

  • 19:00 – 20:00 -> FP3 | diretta SKY
  • 22:00 -> Qualifiche | diretta SKY / differita su TV8 a partire dalle 23:30

Domenica 19 giugno

  • 20:00 -> GP Canada | diretta SKY / differita su TV8 a partire dalle 21:30




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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", sono Editor e Contributor di RedBull.com, voce nel podcast "Terruzzi racconta la F1", Social Media Editor dell'Autodromo Nazionale Monza e collaboro con Tsunami RT nel Porsche Carrera Cup Italia. Ho collaborato con Motorsport.com, sono stato addetto stampa di EF Racing, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam e sono accreditato F1, WEC, WRC e FE. Ho fondato FuoriTraiettoria.com mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow