Fuori Traiettoria: Ciao Arthur, sei arrivato a Misano dopo la vittoria nella Sprint Cup in gara 1 a Brands Hatch. Quali sono le tue aspettative per questa settimana e per il prosieguo del campionato?
AL: Non ho tantissime aspettative per Misano. L’ideale sarebbe di fare tutto ciò che possiamo per questo fine settimana. A Brands Hatch abbiamo avuto un’ottima performance, con un’ottima qualifica e un’ottima prima gara. Abbiamo sbagliato un po’ più nella seconda, ma comunque abbiamo avuto un’ottima performance durante il weekend. Qui invece dobbiamo cercare di fare il maggior numero di punti possibili, non sembriamo così forti, per qualche ragione. Cerchiamo di migliorare la nostra macchina e di fare il nostro migliore per ottenere i punti.
FT: Insieme ai tuoi compagni, hai fatto un’ottima performance nelle 24 ore di Spa, terzo in qualifica e poi avete fatto un ottimo recupero per risalire in P5 dopo una penalità in griglia. Com’è stata la gara dal tuo punto di vista? Sei soddisfatto del risultato?
AL: Abbiamo dovuto scontare una grande penalità in partenza, quindi siamo partiti 28esimi. Poi abbiamo avuto un piccolo contatto al via che ci ha fatto scendere intorno alla 50esima posizione, quindi eravamo davvero lontani. Abbiamo quindi di nuovo recuperato fino intorno alla 20esima, ma poi abbiamo avuto un piccolo problema tecnico che c’ha fatto ripiombare intorno alla 50esima. Le prime sei ore sono state davvero difficili, Non sapevamo se avremmo finito la gara. Poi siamo riusciti a fare un ottimo recupero, quindi sì, alla fine sono felice della quinta posizione.
FT: Hai corso sia la 24 ore di Spa che quella di Daytona, due delle 24 ore più prestigiose al mondo: Quali sono le differenze principali tra loro e quale ti piace più, e quale si adatta maggiormente al tuo stile di guida?
AL: Spa, è davvero bella, ma anche davvero difficile. Soprattutto questa gara, è stata davvero complicata. Ho passato molto tempo in macchina, 10 ore e 50 minuti, quindi è stata davvero una gara stressante. La Daytona è un po’ più facile, ci sono più rettilinei, quindi un po’ meno fisica e intensa.
L’unica differenza è che devi adattarti all’ambiente, la gestione è un po’ diversa. A Spa c’è solo la GT, ma la preferisco.

FT: E come trovi la Ferrari 296 GT3 Evo rispetto alla versione precedente? In quali punti ti senti che la macchina ha migliorato il più dal tuo punto di vista?
AL: È una grande differenza, la macchina ha molto più grip meccanico ed è migliorata in trazione, quindi è molto più veloce. Senza parlare poi del pacchetto aereodinamico, che è stato molto migliorato. Penso che ci sia una grandissima differenza.
FT: Sei stato parte della famiglia Ferrari per diversi anni, prima come guida dell’Accademy, ora come guida dell’azienda. Come valuti il tuo percorso con il brand finora? E cosa significa per te essere parte di una famiglia così prestigiosa?
AL: Significa tutto, ovviamente. Ho avuto una carriera strana, quando avevo 17 anni pensavo che non avrei mai guidato in tutta la mia vita, e invece poi tutto si è avverato, ho iniziato con la Formula Regional, la Formula 3, poi la Formula 2, e ora sono un pilota factory.
Penso che sia solo l’inizio. Sto ancora imparando molto, anche se le mie prestazioni stanno andando bene sto ancora imparando. Ogni volta che salgo in macchina mi diverto e mi piace ciò che faccio.

