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L’IndyCar riparte dal Tricky Triangle: Guida completa alla 500 miglia di Pocono

La pausa estiva della IndyCar dev’essere stata un incubo per la Honda e per Scott Dixon. Erano riusciti a fare da capoclassifica al campionato per parecchie gare, prima che Josef Newgarden non si impossessasse della leadership. Ma adesso l’incubo è finito. Si riapre la corsa e si comincia con un ovale. A Pocono le carte…

19 Agosto 2017
3 min read

La pausa estiva della IndyCar dev’essere stata un incubo per la Honda e per Scott Dixon. Erano riusciti a fare da capoclassifica al campionato per parecchie gare, prima che Josef Newgarden non si impossessasse della leadership. Ma adesso l’incubo è finito. Si riapre la corsa e si comincia con un ovale. A Pocono le carte possono mescolarsi ancora.

Ryan Hunter-Reay vince Pocono nel 2015

Il Pocono Raceway è un tri-ovale lungo della Pennsylvania, situato a Long Pond. Con 2,5 miglia di lunghezza (cioè 4km), ospita la ABC Supply 500. È una corsa di ben 500 miglia (800km) spalmata su 200 giri. Si correrà domenica 20 agosto, alle 20.40 ora italiana. Sky dovrebbe assicurare una copertura televisiva all’evento (cfr. nota).

Il circuito è anche conosciuto come Tricky Triangle. Le tre curve sono molto diverse tra di loro e creano un layout molto più pronunciato rispetto ai normali tri-ovali. La curva 1 è quella più inclinata (14°), mentre la curva 2 è identica a quella di Indianapolis (9°), la 3 invece è identica al Milwaukee Mile (6°). Ogni curva va affrontata in modo diverso e quindi il circuito diventa insidioso e stressante. Un’ottima selezione naturale tra i piloti più talentuosi.

La pista è ritornata nel calendario IndyCar nel 2013. Honda e Chevrolet si sono spartite equamente i successi finora: 2 a testa. L’ultimo è Chevy: Will Power per il Team Penske. A vincere anche Scott Dixon su Ganassi-Honda nel 2013, Juan Pablo Montoya su Penske-Chevy nel 2014 e Ryan Hunter-Reay su Andretti Honda nel 2015. Sulla pista aveva dimostrato competitività Mikhail Aleshin che però da Pocono in poi è a piedi: lo Schmitt Peterson Motorsport ha deciso di licenziarlo. Troppi crash e pochi punti per il russo quest’anno.

L’edizione più veloce è stata quella 2014, con Montoya che chiuso i 200 giri in 2h04m13s, alla media di 202,402 mph (325,734km/h). Nel 2013 Dixon aveva finito in 2h04m26s, ma con 10mph in meno di velocità media: la distanza era di sole 400 miglia e soli 160 giri.

© DW Burnett
© DW Burnett

Il giro più veloce in gara appartiene a Ryan Briscoe: nel 2014 firmò il giro numero 180 in soli 40”9009. Invece in prova la pole position più rapida è stata registrata, sempre nel 2014, da Juan Pablo Montoya (su due giri) in 1’20”4034.

È stato sull’asfalto di Pocono che Justin Wilson perse la vita per un detrito che lasciò la macchina di Sage Karam e lo colpì alla testa. L’anno passato invece la corsa venne ritardata per pioggia.

Il circuito favorisce le Honda. Si tratta di un tracciato in cui le automobili giapponesi possono scaricare tutti i cavalli del proprio motore, che è superiore sui superspeedway. È probabile quindi che conquisteranno buone posizioni in griglia, dove conta le velocità pura. Ma in gara non vanno sottovalutate le Chevrolet. Helio Castroneves è un volpone sugli ovali e quest’anno rischiava di centrare la Indy 500 per la quarta volta. E vuole riscattarsi: ha solo 14 punti di distacco da Newgarden e vuole ribaltare la classifica. Scott Dixon però si fa sempre più minaccioso. Vuole riprendersi quello che i piloti Penske gli hanno sottratto prima delle vacanze.


Nota. Al momento l’evento risulta in programmazione Sky Sport. Non riportiamo l’orario (che tutti voi potete consultare a questo indirizzo della Guida TV Sky) per una ragione semplice. In passato la pay-TV ha modificato – legittimamente – la propria programmazione, purtroppo dopo la pubblicazione delle nostre preview. Noi di Fuori Traiettoria quindi, pur rispettando la libertà del proprietario dei diritti TV di organizzare come preferisce il proprio palinsesto, abbiamo deciso di tutelarci dal rischio di presentare informazioni inaffidabili, come ci è malauguratamente capitato.

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Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.

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