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Michel Vaillant sbarca in Formula E! (No-spoiler review)

L’attesa è finita: il nuovo numero di Michel Vaillant è uscito in italiano. Nona Arte-Renoir ha terminato la traduzione e lo ha distribuito urbi et orbi. E possiamo finalmente scoprire come se la cava il nostro beniamino alla guida delle vetture di Formula E.

Rinascita però è un titolo ingannevole. La Vaillante è a pezzi, smantellata dalla Slate che se ne è impossessata un numero fa con un colpo finanziario. Il reparto corse è stato venduto dalla famiglia nel disperato tentativo di allestire un team di Formula E. Jean-Michel e Patrick, figli di Jean-Pierre e Michel, sono impegnati a tempo pieno a ricostruire il sogno delle generazioni passate.

Grande crisi invece per i più anziani. Mentre Michel è disperso in Africa, sua moglie Françoise lotta a fianco al figlio e ai suoceri. Perché Henri e Agnes, capostipiti della dinastia, sono a pezzi. Jean-Pierre, che al numero scorso ha tentato il suicidio, lotta tra la vita e la morte in un ospedale di Parigi.

Michel Vaillant sbarca in Formula E! (No-spoiler review)

Rispetto al numero precedente, Collasso, quest’albo è meno emozionante. In particolare sembra che gli sceneggiatori siano incappati in una serie di problemi che non sono riusciti a risolvere.

Il vero e proprio collasso della Vaillante taglia le gambe alle attività del team e l’assenza di Jean-Pierre impedisce quanto tutti avrebbero potuto ragionevolmente aspettarsi dal n.5 della nuova stagione. Ovvero una bella battaglia giudiziaria con Ethan Dasz. Che però non c’è stata.

Ma la vera debolezza di questo albo sono i rapporti tra i personaggi, che perdono il realismo e la profondità del precedente. Le personalità accese che Graton figlio e Lapière hanno tratteggiato negli anni sembrano cedere all’atmosfera complessiva della vicenda. Una risoluzione un po’ semplicistica e che fa rimpiangere la regia perfetta di Jean Graton.

Qualche esempio? Il rapporto tra Michel e il figlio Patrick si ricompone troppo bene, così come il suo coinvolgimento nella causa non convince a pieno. Françoise, come fa notare lo zio di Michel, Benjamin Vaillant, sembra «più Vaillant di qualsiasi Vaillant nato in questa casa». Ma perché?

La Renault e.dams secondo Vaillant

I disegni sono invece addirittura migliorati. Il Patrick Vaillant di Marc Bourgne diventa più simpatico a ogni albo che passa. I volti e le movenze dei personaggi sono espressivi come solo Bourgne sa renderli, e rimangono mozzafiato sia i paesaggi sia le automobili (a firma di Benéteau). Unico neo: troppe vignette a sfondo uniforme, e poca attitudine a disegnare gli interni.

I colori di Lerolle non sono esplosivi come nei numeri precedenti, tranne nelle vignette a campo più largo e suggestivo, come la veduta di Parigi di pagina 26 e la splendida successione di vignette a pagina 33. Note di stile a livello di disegni sono le pagine 40 e 41: i disegnatori ci mostrano un giro sul circuito dell’ePrix parigino… dalla prospettiva del pilota. In modo non dissimile da quanto fece, parecchi decenni fa, Jean Graton sul circuito di Monaco.

Detto questo però, la storia è godibile e anche bella da leggere. Di certo è un regalo di Natale perfetto per ogni appassionato di automobilismo. E anche se bisognerà adattarsi ai Vruiiii e ai Wriiii al posto dei Vrooom e dei Wrooam (perché i motori elettrici non rombano, ma fischiano!) ci sarà lo stesso da divertirci.





Tags : Benjamin BeneteauChristian LerolleDenis LapiereMarc BorugneMichel VaillantParis ePrixPhilippe Graton
Marco Di Geronimo

The author Marco Di Geronimo

Nato a Potenza nel 1997, sono appassionato di motori fin da bambino, ma guido soltanto macchinine giocattolo e una Fiat 600 ormai sgangherata. Scrivo da quando ho realizzato che so disegnare solo scarabocchi. Su Fuori Traiettoria mi occupo, ogni tanto, di qualcosa.