Il programma di lavoro dei vari team durante le FP2 del GP degli USA ad Austin ha previsto, come sempre, un primo run per mettere a posto la vettura seguito dalle simulazioni di qualifica e di passo gara. Al termine di queste Charles Leclerc è risultato il più veloce di tutti grazie a un tempo di 1:35.291. La Ferrari #16 si è ben comportata soprattutto nel secondo e terzo settore, al contrario di quella del compagno di squadra Lewis Hamilton, che ha chiuso solo quarto a oltre 6 decimi da Leclerc. Tra le due monoposto di Maranello si sono inseriti sia Antonelli che Verstappen. L’italiano della Mercedes ha chiuso a soli 42 millesimi dalla vetta dopo un primo tentativo nel quale si è lasciato molto margine nella penultima curva per evitare di uscire dai limiti della pista. Quello dei track limits sarà probabilmente un tema di grande interesse anche durante le qualifiche perché tra FP1 e FP2 sono stati cancellati moltissimi tempi proprio per via della difficoltà a rimanere entro le linee bianche in curva 19 e curva 20. Antonelli ha anche avuto un piccolo problema a inizio sessione perché il sedile non era propriamente fissato. Il #12 è così tornato ai box per permettere ai meccanici di ripararlo. Rimanendo in casa Mercedes, Russell ha chiuso quinto a oltre sette decimi dal compagno di squadra facendo però segnare il suo miglior tempo con gomme medie. L’inglese è stato anche messo sotto investigazione per un’incomprensione con Leclerc. Il pilota Ferrari stava procedendo in traiettoria in curva 15 quando è stato raggiunto da Russell, che lo ha superato per poi rallentare per rilanciarsi. Il monegasco però si è lanciato prima e ha raggiunto Russell in curva 18, dove il #63, probabilmente senza vederlo, lo ha spinto fuori pista. La direzione gara ha optato per un “no further action”.
Come anticipato, Verstappen ha chiuso al terzo posto a 189 millesimi da Leclerc mentre Hadjar non è riuscito ad andare oltre il nono tempo. Il francese si è visto cancellare i giri più veloci con gomma soft per via dei track limits non rispettati nelle ultime due curve. Red Bull comunque è sembrata molto in forma, soprattutto nell’ultimo settore. Un altro pilota che non è riuscito a completare il suo giro veloce con le soft è stato Norris, che ha chiuso settimo con gomme hard, a 1.082 secondi dalla vetta. Nonostante questo è stato 14 millesimi più veloce del compagno di squadra Piastri che ha portato a termine la simulazione di qualifica con la soft. L’inglese è andato bene anche sul passo gara. Davanti alle due McLaren si è piazzato Lawson, sesto a 1.040 secondi da Leclerc, mentre il compagno di squadra Lindblad ha chiuso tredicesimo, anch’egli senza far segnare il miglior tempo con le soft.
Le posizioni sulla soglia della zona punti sono state occupate da Bearman, decimo a 1.245 s, Bortoleto, undicesimo a 1.541, e Gasly, dodicesimo a 1.549 s. I distacchi si sono poi alzati andando verso le zone basse della classifica: Ocon ha chiuso quattordicesimo a 1.820 secondi dai primi, seguito da Colapinto a 1.910, Alonso a 1.944 e Stroll a 1.978. Hulkenberg invece ha chiuso solo diciottesimo perché si è visto il tempo cancellato per track limits. Nonostante questo ha chiuso davanti ai team più disastrati di questa sessione: Cadillac e Williams. I piloti del team di casa Bottas e Perez hanno chiuso in diciannovesima e ventunesima posizione a 3.131 e 3.745 secondi dalla vetta mentre quelli della Williams in ventesima e ultima posizione a 3.155 e 8.135 secondi da Leclerc. Albon e Sainz in particolare hanno avuto tantissime difficoltà a rimanere in pista, tanto che il tempo più veloce di Albon è stato 1:43.426, ovvero quello della simulazione gara perché quelli delle simulazioni di qualifica sono stati cancellati tutti. Non il miglior modo di iniziare il weekend.

In basso la classifica finale al termine delle FP2 del GP degli USA.


