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Nella storia della Formula 1 sono stati ben sedici i GP corsi a Pasqua, dal 1985 al 2017. Andiamo alla loro scoperta.

Photo: LAT Photographic/Williams F1

Probabilmente, mentre starete leggendo questo articolo sarete a metà del pranzo pasquale, tra un morso ad un pezzo di uovo di cioccolato ed una fetta di casatiello (o qualunque altro sia il cibo pasquale tipico dalle vostre parti). In ogni caso, questo è sicuramente il momento adatto per prendervi cinque minuti e leggere questo pezzo, in cui vi racconteremo di tutte le volte in cui la Formula 1 ha corso nella domenica più sacra dell’anno.

“Adesso per favore fate silenzio”

Tifoso che interrompe il pranzo di Pasqua per sintonizzarsi sul GP.

La prima volta che la F1 corse a Pasqua fu nel 1985, per il GP del Brasile a Jacarepaguà, gara inaugurale della stagione. In qualifica la pole la ottiene Michele Alboreto sulla Ferrari, facendo pregustare ai tifosi del Cavallino una dolce domenica, davanti a Rosberg e De Angelis. In gara però sarà Alain Prost, partito sesto e ancora furente per aver perso l’anno precedente di solo mezzo punto su Lauda, ad imporsi, battendo il ferrarista di soli tre secondi. Proprio il duello tra i due piloti sarà ciò che seguirà per il resto della stagione, e anche l’epilogo sarà lo stesso, con il francese che a fine anno batterà l’italiano. Il Professore si imporrà nella domenica di Pasqua anche tre anni dopo, sempre sul circuito carioca: in qualifica si piazzò secondo dietro l’idolo di casa e neocompagno di squadra Senna, ma sulla griglia di partenza la Mclaren del brasiliano si ammutolì, così come la macchina di Capelli. Venne quindi ripetuta la procedura, e Senna si precipitò nel garage per prendere il muletto, scattando in fondo al gruppo e rimontando fino ad arrivare anche in seconda posizione; al 31esimo giro, però gli venne esposta la bandiera nera, poiché non poteva prendere la vettura di riserva dopo che la procedura fosse iniziata. Davanti, intanto, il francese dominò tranquillamente la corsa, vincendo la prima gara stagionale.

Anche l’anno successivo, nel 1989, la stagione iniziò sempre a Pasqua e sempre a Jacareaguà, ma stavolta cambiò il protagonista: infatti, la gara venne vinta da Nigel Mansell al volante della Ferrari, proprio al suo esordio con il Cavallino. Una gara storica, perché in quell’occasione la Ferrari portò al debutto la F1-89, la prima vettura con il cambio semiautomatico al volante della storia; cambio che, però, nei test prestagionali aveva dato moltissimi problemi di affidabilità, tanto che la Ferrari non aveva mai coperto la distanza di gara prima di allora senza avere problemi. La fiducia nel progetto era talmente poca che, in quell’occasione, Mansell comprò il biglietto dell’aereo in anticipo, convinto che avrebbe dovuto abbandonare dopo pochi giri. Cosa che però, come sappiamo, non avvenne, con l’inglese che ottenne il successo davanti a Prost, nonostante nel finale un invasore attraversò la pista proprio mentre sopraggiungeva la Ferrari numero 27.

Si tornò a correre a Pasqua dopo quattro anni, nel 1993, stavolta però a Donington, per il GP d’Europa. E anche questa gara fu una delle più memorabili della storia della Formula 1. Infatti, qui avvenne forse la più leggendaria prestazione di Ayrton Senna sotto la pioggia, che, partito quarto e sfilato quinto dopo la prima curva, in un solo giro si portò al comando superando Frentzen, Schumacher, Hill e Prost, dominando poi la corsa, che vinse con un minuto e venti di vantaggio su Hill e con un giro o più su tutti gli altri, a cominciare da Prost. Ancora oggi, il primo giro di quella corsa è uno dei più ricordati dagli appassionati. La Williams ebbe però l’occasione di rifarsi nelle successive due corse disputate a Pasqua, nel 1996, in Argentina, sul circuito di Buenos Aires, e nel 1997, sul circuito di Interlagos: nella prima vinse Damon Hill davanti a Jacques Villeneuve, per una dominante doppietta, mentre nella seconda fu il canadese a vincere (sfruttando una bandiera rossa al primo giro, visto che era uscito di pista): in entrambi i casi, i due si imporranno campioni del mondo a fine anno.

Nel 1998 ci fu invece la prima delle tre affermazioni di Michael Schumacher, il pilota più vincente a Pasqua. In quell’anno il tedesco nel GP d’Argentina a Buenos Aires, terza gara stagionale, si impose con la sua Ferrari gommata Good Year sulle più performanti Mclaren-Bridgestone, grazie ad una gara tutta all’attacco con una strategia ad un pit stop in più di Hakkinen, secondo. Il Ferrarista si impose anche nel 2002, ad Interlagos, davanti al fratello Ralf (nella famosa gara in cui Pelè si dimenticò di sventolare la bandiera a scacchi) e nel 2003 a Imola, nel GP di San Marino: questa gara fu decisamente più triste per lui però, perché funestata dalla morte della madre avvenuta proprio poche ore prima del GP, con i due fratelli Schumacher che al termine delle qualifiche si erano recati in Germania in elicottero per assistere al suo capezzale, tornando la domenica mattina poco prima di una corsa in cui entrambi daranno vita d un bellissimo duello.

Nel mezzo di queste corse, ci sono anche le affermazioni di Coulthard nel 2000 a Silverstone (stranamente spostata ad aprile), che aprì la doppietta Mclaren davanti ad Hakkinen, e quella di Ralf Schumacher, che proprio nel giorno di Pasqua conquistò la sua prima vittoria in carriera, nel GP di San Marino 2001, sempre sul tracciato di Imola.

Quattro anni dopo la gara del 2003, la F1 tornò a correre a Pasqua per due stagioni consecutive, nel 2007 e nel 2008, sempre sullo stesso circuito, Sepang, per il GP della Malesia. Nella prima a dominare fu la Mclaren, che beffò la Ferrari con una doppietta targata Alonso-Hamilton; nella seconda fu invece il contrario, con Kimi Raikkonen che si impose davanti a Kubica e Kovalainen. Anche due anni dopo si corse a Pasqua, sempre a Sepang, ma questa volta la gara fu un dominio incontrastato di Sebastian Vettel con la Red Bull che, partito terzo, superò al via Webber e Rosberg, che chiusero alle sue spalle sul podio.

Infine, gli ultimi due Gran Premi disputati a Pasqua si sono corsi in Bahrain: il primo risale al 2014, e viene ricordato per essere uno dei momenti più intensi della rivalità tra Hamilton e Rosberg: i due alfieri della Mercedes imbastirono un duello bellissimo in pista, con l’inglese che la spuntò sul tedesco, lasciandoci però intuire che quella tra i due sarebbe stata una delle più belle rivalità della storia dello sport. Ah, e ovviamente è anche il GP in cui Maldonado ribaltò Gutierrez. La seconda gara disputata in Bahrain e Pasqua, e al momento ultima, risale invece al 2017, ed è decisamente un ricordo più dolce per i tifosi della Ferrari. Partito terzo dietro Bottas e Hamilton, Vettel si rese protagonista di una gara magistrale, grazie anche alla sapiente strategia del suo muretto e alla gestione delle gomme della sua Gina, la SF-70H numero 5, vincendo proprio davanti alle due Mercedes. Quella del 2017 resta l’ultima corsa disputatasi a Pasqua, una tradizione iniziata abbastanza tardi per la F1, ma comunque piacevole per gli appassionati, poiché in grado di rendere ancora più bello questo giorno di festa. In attesa della prossima volta.





Tags : f1formula 1pasqua
Alfredo Cirelli

The author Alfredo Cirelli

Classe 1999, sono cresciuto con la F1 commentata da Mazzoni, da cui ho assorbito un'enorme mole di statistiche non propriamente utili, che prima che Fuori Traiettoria mi desse la possibilità di tramutarle in articoli servivano soltanto per infastidire i miei amici non propriamente interessati. Per FT mi occupo di fornirvi aneddoti curiosi e dati statistici sul mondo della F1, ma copro anche la Formula E (categoria per cui sono accreditato FIA), la Formula 2 e la Formula 3