Un acquazzone di 8 minuti, giunto a sorpresa poco prima della partenza, ha bagnato diverse curve della pista, ma non tutta! La parte di tracciato che va dalla metà del rettilineo posteriore fino all’ultima curva è decisamente da gomme rain, mentre il resto della pista è assolutamente asciutto. Giovinazzi in radio dice che con le slick si ha acquaplaning a 50 all’ora, mentre l’ingegnere di pista di Sorensen, Aston #009 equipaggiata con le hard, dice al suo pilota, in caso di partenza immediata, di lasciar andare avanti gli altri e raccogliere i cocci alla fine. La gara per fortuna, viste le condizioni assolutamente uniche e pericolose, inizia sotto SC, per un extra giro di riscaldamento che avvia ufficialmente la gara e il suo cronometro. Viene poi aggiunto un ulteriore formation lap, portando il totale a 4 tra giri classici di preparazione e i due aggiunti dalla direzione gara. Quest’ultima aveva comunque annunciato gara bagnata, sbloccando per le squadre la possibilità di montare le rain. Opzione che nessuno ha voluto utilizzare.
Dopo 7 minuti di corsa cronometrata finalmente si parte veramente, con Giovinazzi che resiste alla pressione di Aitken (Cadillac #38). Bene l’altra 499P ufficiale, con Molina che guadagna una posizione. Non benissimo le Toyota in partenza, le giapponesi restano un po’ incastrate nel gruppo e subiscono un paio di sorpassi. Tra le LMGT3 parte davanti a tutti Newell sulla Aston #23, mentre James perde il posto da Powell, che con la sua Ford #77 affonda la staccata sul bagnato alla fine del rettilineo posteriore e supera la Vantage #27. Sale forte anche l’altra Mustang, che segue la BMW #32 di Leung che si è mangiato le due Aston in due giri.
Molina supera la Alpine #35 partita in terza posizione, mentre Giovinazzi là davanti inizia a scavare un solco.
Classica situazione da prima curva di Austin per la LMGT3 leader del campionato, a circa 16′ dal via Keating sulla Corvette #33 viene colpito da Flohr, che aveva girato stretto all’interno con la sua Vista AF Corse #54. La preoccupazione di TF Sport per il titolo viene subito rinfrancata, perché c’è un problema per la BMW #69 che è seconda in campionato: foratura alla posteriore sinistra, ma in realtà l’auto arriva ai box con l’abitacolo pieno di fumo. McIntosh quasi si butta per terra arrivando in pitlane, l’abitacolo è invaso dalle esalazioni. In BMW non hanno un nuovo pilota pronto al cambio, quindi il povero Bronze, dopo essersi ripreso, deve tornare in auto e ripartire. Nonostante il tantissimo fumo dall’interno pare che il problema alla M4 GT3 fosse veramente scatenato solo dalla gomma che grattava sul telaio.
Dopo la prima FCY di giornata, chiamata per detriti, a 22′ dallo start grande passo gara dimostrato da Genesis, che raggiunge e supera la Alpine: Lotterer è quarto al volante della #19! La GMR-001 è a soli 3″ dalla testa, visto che Giovinazzi ha perso un po’ di slancio e si trova ora con la Cadillac #38 alle spalle. La Genesis raggiunge pure la Ferrari #50 terza, sferrando a Molina un attacco da lontanissimo, ma finisce per girarsi e sprecare tutto. Seconda FCY per ripulire la pista.

Alla bandiera verde Giovinazzi riparte senza pressione, gli avversari son rimasti incastrati dietro dei doppiati prima della FCY. Risalgono intanto le Toyota, che superano la Aston #007 e sono in sesta e settima posizione dopo 40′. Davanti a loro le due Alpine in coppia, P4-P5. Drive through in LMGT3 per McLaren #59, Ferrari #54 e pure per la Mustang #77 leader di classe! Questi equipaggi non hanno rispettato il regime di FCY. La testa della gara passa alla Porsche #91 di Manthey, con Cottingham che ha messo in atto un gran recupero nelle prime fasi di gara. Seconda penalità per Flohr, per un contatto, +5″ al prossimo pit. Problemi per la BMW #32 ricoverata nel garage.
Poco più di 40 minuti di gara, meno di 30′ di green flag, quando si ferma Norman Nato sulla Cadillac #12. Dal fondo Hertz Team Jota cerca una strategia differenziata, con un pit effettuato con ancora metà virtual energy tank disponibile. Nel frattempo, magnifica, arriva la terza penalità per Flohr per un altro contatto.
La Ferrari #83 entra in pitlane ai 50 minuti, tutti gli altri proseguono. Rientra poi la Toyota #8 che però non fa il pieno pieno, sosta corta e la GR010 esce con poco meno del 90%, mentre inizia il valzer dei pit stop per le LMGT3.
Non bene le BMW LMDh oggi, con Rast sulla #20 che respinge con contatto l’attacco di Di Resta sulla 9X8 #93 per la 11esima posizione, mentre l’altra BMW è appena davanti con la provvisoria conquista di 1 punto per la decima piazza.
Poco dopo lo scoccare della prima ora pit per la Ferrari #50, che porta il virtual energy tank solo al 62%, per uscire davanti alla Toyota #8. L’altra giapponese intanto pressa la Alpine #36. De Vries fallisce nell’attacco, la GR010 resta quinta.
1 ora e 7 minuti, agli sgoccioli l’energia per tutti, entrano Peugeot e Aston #007 al giro 30, quindi dentro tutti gli altri nelle due tornate successive, pieno “fino al tappo” per tutti. Fuori sequenza rimangono quindi Ferrari #50, Toyota #8, Cadillac #12 e Ferrari #83. Sono al 48, 51, 39 e 63 percento rispettivamente i virtual energy tank, tutti gli altri hanno i serbatoi al massimo.
La Ferrari #51 di Giovinazzi all’uscita dai box si trova davanti entrambe le Cadillac, alla staccata del rettilineo posteriore l’italiano guadagna subito la posizione su Nato sulla #12, ma è solo la quarta piazza. Molina è primo con la 499P #50, seguito a 4 secondi da Buemi sulla Toyota #8, quindi +16″ per Bourdais (#38) terzo. A pochi decimi i già citati Giovinazzi e Nato, quindi tutti gli altri.

A 76 minuti dal via Giovinazzi si avvicina anche a Bourdais, superandolo per prendersi la terza posizione, in proiezione potenziale prima piazza tra quelli con serbatoio pieno. Strategie estremamente differenziate anche in LMGT3, con Cottingham che si ferma tra gli ultimi e torna in pista ancora in prima posizione con la sua Porsche Manthey DK Engineering #91.
Poco prima dell’ora e mezza pit stop per la Cadillac #12, sale il sostituto Ricky Taylor al volante, la Jota ora è ultima e ha circa il 30% di energia in più delle altre Hypercar. Le altre due auto con poco serbatoio residuo, oltre alla #83 privata, sono la Ferrari #50 e la Toyota #8, che girano a brevissima distanza tra di loro con 20″ di vantaggio su tutti gli altri. Buemi da dietro pressa, Molina davanti regge col 2% in meno di carica, 8% vs 10%. Dal muretto suggeriscono allo spagnolo di parzializzare in uscita dalle curve 12 e 19 per “risparmiare” MJ. Serve a poco, a 4:22:30 dalla fine e con lo 0% residuo rientra ai box Molina, con Buemi appiccicato. Strategia simile coi cambi gomma, tutte e 4 nuove, mentre il virtual energy tank segna 95% vs 99%, Ferrari ha leggermente accorciato la sosta per non rischiare di perdere la track position.
Fermati quelli fuori sequenza, torna quindi in testa Giovinazzi sulla #51, che ora ha ben 10″ di vantaggio sulla Cadillac #38 di Bourdais. La differenza? Al pit erano state montate gomme posteriori nuove per Giovi, sinistre nuove per la Mighty 38. Resa ben differente tra le due soluzioni. 7 minuti dopo gli altri si ferma anche la Ferrari #83, l’ultima delle fuori sequenza, mentre Marciello si gira in autonomia nello snake delle prime curve. Niente danni, riparte.
A 4h 12min dalla fine inizia il secondo valzer dei pit stop delle LMGT3, con alcune auto tipo la Proton #77 (P4) che invece hanno ancora metà serbatoio a disposizione! Contatto tra la McLaren #10 e la Iron Lynx #61, traiettorie differenti nelle ultime curve e testacoda per Au dopo l’appoggio su Andrade. Quest’ultimo rientra ai box appena prima delle due ore di gara, mentre il compagno di squadra Cressoni è ancora in pista col 17% di energia rimanente. Problema tecnico per Riccardo Pera, la 911 GT3 #92 di The Bend Manthey rallenta in pista, l’italiano dice che di non riuscire a sterzare. Classico problema della Porsche Evo, situazione grave che si è già vista ad esempio a Le Mans con l’incidente di Guven.

Il rischio pioggia (di ritorno) sulle curve da 1 a 11 sembra scemato, la temperatura sale a 33°C, con 45 di asfalto. Pit per le prime Hypercar, Giovinazzi e Bourdais rientrano, tornano provvisoriamente in testa la 499P #50 con Nielsen e la GR010 #8 guidata da Hartley. Solo 6 decimi di secondo tra i due!
Problema tecnico in ripartenza dai box per la #51, che rimane ferma in piazzola mentre i meccanici si disperano! L’auto poi parte con Calado, dopo aver perso però diverse posizioni. Alla fine dei pit infatti la 499P è quarta tra quelli con strategia “classica”, decima in generale, mentre all’ingresso in pitlane il vantaggio era di 20″ sul secondo! Solo con l’allineamento delle strategie si capirà il reale impatto di questo problema. Nel frattempo, a 3h 37min dalla fine, dopo 68 giri a brevissima distanza, decide di attaccare Hartley che prova su Nielsen, fallisce e rientra in anticipo ai box con ancora il 21% di virtual energy tank. Dentro anche la Cadillac #12, che era leggermente più scarica.
Tra le LMGT3, a 3 ore e 30′ dal termine, è passato al comando Robichon su Heart of Racing #27. L’Aston comanda davanti alla solita Porsche #91, con Boguslavskiy al volante ora, in ritardo di circa 8″. In terza posizione provvisoria Berry di Iron Lynx #61, mentre nelle retrovie inizia il terzo giro di pit stop per le GT. I primi allungano lo stint e aspettano ancora.
Ingresso in pitlane per la Ferrari #50, arrivata agli sgoccioli, con Nielsen che torna fuori in settima posizione, appena dietro la 499 ufficiale gemella. Questo fa capire quanto tempo abbia perso la #51 nella sosta col problema tecnico.
Iniziano a vedersi delle bandiere a strisce gialle e rosse, con qualche timida gocciolina sulle telecamere. La Cadillac #38 ora leader (50% virtual energy tank) cerca di risparmiare energia, così impongono dal muretto, mentre i francesi di Alpine, appena alle spalle degli anglo-americani, spingono Milesi a dare il massimo per cercare di raggiungere la testa della corsa. La A424 ha circa il 15% di energia in meno, quindi vuole provare a superare per incrociare maggiormente la strategia, Cadillac vuole invece allungare.
3:14:00 sul cronometro, chiamata una Virtual Safety Car dalla direzione gara! Sembra che una striscia di gomma oltre il cordolo dell’ultima curva si stia staccando, i commissari ne approfittano per una ripulita generale dell’intero tracciato. Secondo regolamento ci sono ora a disposizione due giri per fare il pit stop sotto neutralizzazione, poi entrerà la Safety Car. Si ferma ai box la Valkyrie #007, che era in terza posizione provvisoria con il 19% di energia rimanente. Rientrano anche l’altra Aston e Toyota #8, BMW #20, Cadillac #12, Genesis #17, Peugeot 93. Poi dentro letteralmente tutti gli altri, reset totale!
Anche tra le LMGT3, dopo i primi timidi movimenti, nei giri successivi dentro tutti in pitlane, anche qua completamente ripristinata a zero la situazione.

Viene mandata in pista la Safety Car, tutti aumentano il ritmo e vanno ad accodarsi. La ripartenza tra le Hypercar vede la Cadillac #38 scattare davanti a tutti, seguita dalla Alpine #35 e dalla Aston #007, quindi Toyota #7, l’altra Alpine e le due Ferrari ufficiali, 51 davanti alla 50. Dalle comunicazioni tra muretto e Bamber si scopre inoltre che la #38 dovrebbe aver salvato un treno di gomme nelle precedenti rotazioni, da utilizzare eventualmente a fine gara. Si troverà però con gomme usate in questa ripartenza.
Tra le LMGT3 c’è la Aston Martin #27 davanti alla solita Porsche #91, quindi seguono la Mustang #77 e l’altra Vantage, numero 23.
Superate le tre ore di gara, inizia il pass around dei doppiati, proseguono le goccioline sulle telecamere ma la pioggia vera e propria per ora non arriva. La gara riparte a 2 ore e 50 minuti dal termine, con tutte le Hypercar tra il 91 e 93% di energia al restart. Gran lancio di Bamber che in ripartenza prende subito un certo margine, Da Costa su Alpine #35 deve invece pensare soprattutto a difendersi da Tom Gamble sulla Aston #007. Tre le LMGT3 ripartenza ordinata, posizioni congelate. Non perde abbastanza tempo Guven sulla #91, che si becca 5″ di penalità per aver ottenuto un vantaggio da un taglio nelle ultime curve. La Porsche conquista poi la posizione nel giro successivo, ma finirà per perderla in pitlane.
Sfida tra le due 499P, Fuoco sulla #50 supera Calado, con quest’ultimo che sulla #51 ha solo due gomme medie nuove (sinistre), mentre ha 4 coperture nuove la #50.
Kirchhofer sulla McLaren #10 resiste a un attacco della Mustang #88, finendo per danneggiare l’auto nelle prime curve. Costretto a un intero giro con la anteriore sinistra bucata, è sostanzialmente fuori gara.
Per la prima posizione assoluta sfida a brevissima distanza fra Bamber e Da Costa, con il portoghese di Alpine che cerca di chiudere il gap di mezzo secondo sul neozelandese. De Vries, che ha superato Gamble poco fa, ha già raggiunto i primi due. La Toyota #7, a due ore e 35 dalla fine della gara, può cercare l’attacco per la testa della corsa. Ma prima c’è la P2, De Vries prova e trova il sorpasso nella salita della prima curva, Da Costa cerca di chiudere ma De Vries molla i freni e quasi sposta l’avversario. Incrocio senza successo, la Alpine resta terza.
Nel giro successivo De Vries prova la stessa strategia su Bamber, ma finisce veramente lungo e la Cadillac ripassa incrociando. Difficoltà poi tra i doppiati nello snake, le due Hypercar, tre con la Alpine che è in gruppo, si inseguono per la vittoria a due ore e mezza dalla fine. A De Vries viene detto di attendere, che ci sono vari doppiati da gestire, “sii paziente”. L’olandese obbedisce, e prepara un nuovo attacco solo quando le Hypercar raggiungono la lotta per la prima posizione LMGT3. Non si sposta Robichon leader di classe, che quasi crea un blocco per la Cadillac di Bamber.

Nel giro successivo, 98esimo, si avvicinano ai primi tre gli inseguitori. Quarta piazza per la Aston Martin #007, poi superata dalla Alpine #36, quindi seguono a brevissima distanza la Ferrari #50 e l’altra Toyota, la numero 8. Cadillac leader con Bamber, con un secondino di margine su De Vries, quindi le due Alpine in terza e quarta piazza, poi Valkyrie, Ferrari e Toyota, i primi 7 sono racchiusi in 4 secondi!
Toyota pare rinunciare all’attacco, dal muretto ricordano al loro pilota che Cadillac farà un pit più lungo (extra gomme di cui si parlava) e che quindi senza rischi faranno il sorpasso ai box. Inoltre Bamber è arrivato al limite dei track limits, altro fattore per cui potrebbe perdere la posizione con una piccola penalità.
Tre giri dopo in realtà De Vries ci riprova, in curva 1 affonda e passa di gran carriera, riuscendo poi a prendere margine nelle curve successive. Il problema per Bamber ora si chiama Alpine, le due A424 sono a una manciata di decimi. Il neozelandese respira per un altro giro, perché la #36 attacca la #35 e passa in P3.
Va fuori sequenza la Toyota #8, che rientra ai box a due ore e un quarto del termine, nonostante il quasi 30% di energia restante. Risponde Ferrari nel giro successivo, pit stop per Calado sulla #51, probabilmente per copiare la strategia Toyota. Sale al volante Pier Guidi, con 4 gomme hard nuove.
Due ore al termine, pittano le LMGT3 mentre arriva una investigazione per Bamber, che non è riuscito a trattenersi e ha sfondato il limite di track limits per la sua sessione di guida. Mantiene la seconda piazza provvisoria, perché Gounon che si era fatto sotto va ai box con la Alpine #36, al giro successivo rientrano lo stesso Bamber e la Ferrari #50, oltre a De Vries che è in prima posizione. Resta in pista per un altro giro Da Costa, con la A424 #35 per un attimo prima.
All’uscita dai box la Toyota #7 si trova davanti alla Alpine #36 per pochi decimi, nonostante il 25% di carica in più. Dietro ai francesi si trova ora l’altra Toyota. Appena dietro ci sono due Ferrari, non le numero 50 e 51 ma la 83 e 51, perché la 499P gialla privata è tornata in pista con meno di metà serbatoio, solo uno splash per tornare a centro gruppo. Strategia che rischia di essere estremamente deleteria.
Infine rientra anche Vanthoor con la BMW #15, che si era trovata in testa solo per facciata.
Finito il giro di pit stop, il penultimo quasi per tutti, la Toyota #7 comanda con Kobayashi: 88% di energia a 1 ora e 50 minuti dalla bandiera scacchi. Tutti gli altri piloti sono sul 80/85% circa, fanno eccezione solo quelli che seguono il leader: Martins sulla Alpine #36 (con 62% di virtual), quindi l’altra GR010, a circa 3″ di ritardo. Appiccicato a Hirakawa c’è Kubica, con la 499P gialla decisamente rinata in questa fase, ma con serbatoio scarico. Bassi anche Pier Guidi e Sorensen, parte inoltre un’investigazione per possibile infringment in corsia box della Toyota #8.
La Cadillac #38 non viene penalizzata, niente infrazione di track limits, quindi la squadra inglese è ancora in corsa.

In LMGT3, a meno di 100 minuti dal termine, serena gestione di Mattia Drudi, salito al volante della #27 nel più recente pit stop. 5 secondi di margine sulla Iron Lynx #61, al volante della Mercedes GT3 c’è Rui Andrade in questo momento. Sul podio provvisorio segue Boguslavskiy della Manthey #91.
Bastonata per la GR010 #8, arriva la sentenza dopo l’investigazione: drive through per la Toyota, gara buttata per speeding all’uscita della pitlane.
La Ferrari #83 fa il pieno a un’ora e 34 dal termine, uno splash and go sarà inevitabile alla fine della gara. Finisce provvisoriamente sedicesima.
Corta di energia anche l’altra Ferrari, con Pier Guidi quarto col 12%, mentre la Toyota leader ha il 49% di serbatoio. Tra di loro ci sono Alpine #36 (23% energia) e Toyota (15%), ma a un’ora e 29 al termine sconta la penalità la Toyota #8, con Hirakawa che torna in pista in settima posizione.
La Lexus #78 perde il cofano, provocando un breve FCY a un’ora e 25 dalla fine. Questo potrebbe aiutare chi è un po’ “corto” con la strategia, ma non farà miracoli.
La Ferrari #51 con Pier Guidi rientra in pitlane a un’ora e 21′ dal termine, portando il pieno fino all’88%, non di più, visto che sarà sicuramente necessario fermarsi un’altra volta verso fine gara. L’italiano rientra in 14esima posizione.
A 75 minuti dal termine continua a comandare la corsa Kamui Kobayashi, che ha il 33% di virtual energy tank e un vantaggio di un solo secondo sulla Alpine #36 che insegue. Per i francesi però solo il 10% di energia, mentre a 5″ c’è l’altra A424 (38%). Energia quasi pari per Fuoco e Aitken (#38). Appena dietro Aston con la #007 (21%) e la Toyota #8 che rientra al giro 135. Manca troppo per arrivare fino in fondo, Buemi molto probabilmente dovrà fare un piccolo splash.
Disastro in LMGT3, piove sulla Mercedes #61 di Rui Andrade un pesante drive through per una infrazione in regime di FCY (secondo posto buttato), mentre la Lexus #78 già riparata perde nuovamente il cofano. Masson si ferma in curva 4, zona scomoda per intervenire. Non basta il FCY, è necessario schierare la Safety Car. Chiamata quindi la VSC a 70 minuti tondi tondi dalla fine, ci saranno due giri con la possibilità di pittare, quindi l’entrata della pace car. Come visto in precedenza rientrano praticamente tutti, la gara è nuovamente resettata, sia in Hypercar che in LMGT3. Tra i prototipi rischia il tutto per tutto Genesis, che tiene Jaminet in pista al volante della #19, in quarta piazza ma con solo il 28% di virtual energy tank.
L’ultima ora scocca con la Safety Car che contiene il gruppone, mentre il pass around è avviato a circa 55′ dal termine. Rientrati i doppiati, la SC accelera, e un giro dopo dà il via libera ai protagonisti. Si riparte ai 46′ dal termine con De Vries (1°) sulla GR010 #7 che scatta davanti a Milesi (2°) sulla Alpine #35. Li seguono Nielsen (#50, 3°) e Jaminet (4°) sulla Genesis #19, quindi Aitken e Gamble su Cadillac #38 (5°) e Valkyrie #007 (6°) rispettivamente.
Drudi, Guven e Barrichello il podio provvisorio in LMGT3, confermato alla partenza dove nessuno tra i primi prova l’attacco.

Aggressivo Jaminet con la Genesis, prova ad andare profondo in curva 1 ma Nielsen allunga e resiste. Nelle retrovie circo assoluto, Peugeot #94 vs Cadillac #12 vs BMW #20 vs Genesis #17 vs BMW #15 vs Alpine #36. Dopo innumerevoli sorpassi, spinte e blocchi riesce a prendere un leggero vantaggio ul gruppone Jakobsen, settimo sulla Peugeot. Ottavo Stevens con la Cadillac, nono Martins al volante della #36 e quindi decimo Magnussen sulla BMW #20. Fuori dai punti provvisori Jaubert (Genesis) e Van der Linde (BMW #20).
37 minuti alla fine, giro record (1’53″674) di Nick De Vries che sta scappando, mentre pitta la Genesis #19 che aveva cercato il mega azzardo. Strategia fallita, la GMR-001 torna in pista in penultima posizione. A causa di questo pit stop scalano di una posizione i protagonisti della mega bagarre precedente, con l’uscita di scena della Genesis che in realtà favorisce l’auto gemella, visto che Jaubert sale in decima posizione. Il francese cerca pure l’attacco alla BMW #15 di KMag per la nona posizione, ma viene respinto all’ultima curva. La perdita di tempo provoca l’offensiva di Buemi, che supera e riporta la Toyota nei punti, in P10.
Lungo di Milesi che butta alle ortiche la seconda posizione, un largo nello snake delle prime curve permette il sorpasso di Nielsen con la 499P #50, mentre qualche posizione più indietro Buemi forza e ottiene la nona piazza ai danni di Magnussen (BMW #15). Passano a malapena due giri e lo svizzero punta pure all’ottava posizione, con l’attacco di Sebastien alla Cadillac #12 di Stevens, subito di successo. Pochi giri dopo prosegue la scalata, settima posizione della GR010 #8 ai danni della Peugeot #94 guidata da Jakobsen.
Prova a riavvicinarsi ai punti Jaubert, con la Genesis #17 a meno di un secondo dalla BMW #15 decima.
Un quarto d’ora al termine, investigazione per Milesi, che rischia di perdere il podio per un unsafe release in corsia box a danni di Pera (Porsche 92).
Incredibile a 12 minuti dalla fine, problema di idraulica per la Toyota #7 di De Vries! La GR010 va dritta alla curva 11, “non riesco più a girare” dice il pilota, il muretto conferma “abbiamo un problema, persa pressione”. Arriva addirittura il ritiro per la GR010 #7, che regala la vittoria alla Ferrari #50.
Nell’ultima decina di minuti di gara comminati 5 secondi di penalità a Will Stevens, con la Cadillac #12 che rischia di finire ampiamente fuori dai punti per un taglio con guadagno di tempo fatto all’inizio dell’ultimo stint. Il britannico resiste anche inutilmente agli attacchi delle altre auto, creando un po’ di ingorgo a 6 minuti dal termine: ne approfitta Genesis, con la #17 di Jaubert che sale fino all’ottava posizione, che sarà settima dopo la penalizzazione della #12. Dietro alla hypercar coreana ci sono Magnussen (#15), Jakobsen (#94) e Giovinazzi (#51), con quest’ultimo che si troverà in decima posizione a fine gara, dovesse il suo distacco dalla Cadillac rimanere sotto i 5″.
Due giri alla fine: Nielsen inizia a faticare un po’ in alcune curve, Milesi si avvicina quando mancano meno di 2 minuti allo scoccare del gong. Ma la sfida viene annullata dal giudizio sull’unsafe release della A424, sono 5 i secondi di penalizzazione. Milesi cerca di mantenere il passo, ma per la penalità finisce per perdere la seconda piazza in favore della Cadillac #38 guidata da Aitken. Vince la Ferrari #50, portata in trionfo sul traguardo da Nicklas Nielsen, mentre parla un po’ Italia anche la LMGT3, dove Drudi vince con i compagni al volante della Vantage AMR di Heart of Racing. Ottimi Ian James e soprattutto Zacharie Robichon, capace da Silver di giocarsela con i Pro.
Grande risultato per Ferrari, con i titoli mondiali Piloti e Costruttori che ora sono alla portata. Bellissima gara, con tantissime sfide e incroci di strategia, con la incredibile delusione finale per la Toyota che si stava meritando la vittoria.



