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Toyota Yaris GR: come lei, nel suo segmento, nessuna mai | #MiSonoInnamorauto?, Ep. 7





La Toyota Yaris, sin da quel 1999 che per la prima volta l’ha vista assemblata in quel del Giappone, si è sempre presentata al mondo come una delle tante, tranquille, placide segmento B. Morbida tanto nelle forme quanto nei… modi, la piccola del Sol Levante ha raramente avuto velleità belluine. Più di qualche artiglio era spuntato al modello precedente grazie alla spartana GRMN, ma neppure chi – come il sottoscritto – aveva avuto modo di provare quella deriva aggressiva della Yaris avrebbe mai potuto sospettare cosa fossero realmente in grado di fare gli ingegneri giapponesi.

Yaris GR

La prova delle strabilianti capacità nipponiche è arrivata con lei, la Toyota Yaris GR. Nata grazie al supporto di quella Tommi Makinen Racing che partecipa ben più che attivamente alla preparazione delle Yaris iscritte al WRC e sviluppata sotto il vessillo rossonero di quel Gazoo Racing che fa correre – in pista e su sterrato – pressoché tutte le Toyota impegnate nel motorsport, la piccola giunta dall’Estremo Oriente è il gustoso e succoso frutto di anni trascorsi respirando motorsport.

Il travaso di conoscenze dalle corse alla strada, tanto per cominciare, deve avere fatto capire agli uomini Toyota che per nascondere sotto il timido abito di una segmento B un certo tipo di prestazioni… la Yaris doveva smettere di essere solamente una Yaris. La GR, infatti, nasce dalla fusione di due distinte piattaforme: la GA-B che ha appunto dato i natali alla sua versione tradizionale e la GA-C, sulla quale si basano invece i progetti di Corolla e C-HR. E’ per questo che, al di là dei vari elementi estetici, la Toyota Yaris GR si distingue rispetto alle altre anche per via delle sue dimensioni: è infatti più lunga, più larga e più bassa, con una carreggiata aumentata che le permette di essere non solo decisamente più presente su strada ma anche incredibilmente più stabile tra le curve. Esteriormente, date queste differenze sottopelle, i segni distintivi rispetto alle versioni sonnacchiose della Yaris si notano eccome: la griglia anteriore è di forma diversa e di dimensioni maggiori, ai lati del paraurti anteriore si notano alette canard e prese d’aria per i condotti di raffreddamento dei freni, la linea del tetto è molto più spiovente e al retrotreno, per non farsi mancare nulla, compaiono due terminali di scarico cromati che incorniciano il piuttosto evidente estrattore. A completare il quadro dal sapore racing provvedono poi i cerchi forgiati BBS da 18″ con design a dieci razze – abbinati a delle Michelin Pilot Sport 4S 225/40 – e le pinze del mastodontico impianto frenante, tutte verniciate di rosso e con il logo di Gazoo Racing incastonato in quelle anteriori.

Il badge GR campeggia un po’ in ogni dove anche all’interno dell’abitacolo. Lo si trova infatti cucito sul poggiatesta dei sedili anteriori (dal design sportivo, con cuciture a contrasto rosse e realizzati in modo tale da essere contenitivi senza però risultare scomodi), sui battitacco cromati e sulla razza centrale del volante, in modo tale che nessuno – neppure per sbaglio – possa dimenticare su quale auto si trovi. Se l’abitacolo della vecchia GRMN pareva piombato nel 2019 direttamente dagli anni ’90 grazie al raggiungimento delle fatidiche 77 miglia orarie, quello della Toyota Yaris GR strizza invece l’occhio senza remore a tutto ciò che la tecnologia ha consegnato tra le mani dell’automotive: keyless access, ADAS molto efficaci e uno schermo touch-screen da 8″ con funzionalità Android Auto ed Apple Car Play rendono l’ambiente confortevole, con un vezzo analogico che resta però tanto nel contagiri e nel contachilometri quanto nella leva del freno a mano, bene in vista dietro a un’altra leva – quella del cambio manuale – sollevata di qualche decina di mm rispetto a tutte le altre Yaris per essere più vicina al guidatore. Presente nel quadro strumenti è poi un piccolo schermo da 4″2, tra le cui funzioni si può navigare sfruttando i pulsanti posti sulle razze laterali del volante – di diametro e spessore perfetti -, con l’abitacolo della Toyota Yaris GR che si presenta dunque come un giusto compromesso tra mondo tecnologico e mondo analogico: il paragone con la precedente GRMN è impietoso per quest’ultima, anche se restano sulla GR materiali non eccellenti al tatto – soprattutto sulle parti alte e basse dell’abitacolo – e giochi abbastanza evidenti nel tunnel centrale.

Yaris GR

È premendo il bottone di accensione, un altro degli elementi interni su cui fa sfoggia di sé il logo di Gazoo Racing, che prende vita il cuore pulsante di questa Toyota Yaris GR. Nascosto sotto il cofano motore c’è il 1.6 3 cilindri turbo più potente che sia mai stato realizzato, capace di sviluppare 261 CV di potenza massima a 6.500 rpm e 360 Nm di coppia tra i 3.000 e i 4.600 giri al minuto. Progettato attingendo a piene mani dal know-how assimilato in anni di corse, il piccolo propulsore si dimostra tremendamente capace a spingere fino a velocità impensabili la piccola del Sol Levante: lo 0-100 km/h viene bruciato in appena 5″5, e la Yaris GR arresta la propria corsa ai 230 km/h solamente per via della limitazione elettronica. La sensazione, infatti, è che la lancetta del tachimetro possa lanciarsi ben oltre la soglia dei 250 km/h senza particolari problemi di sorta. Questa estrema reattività della segmento B di Toyota è merito anche della vigorosa cura dimagrante a cui essa è stata sottoposta: grazie all’utilizzo dell’alluminio, infatti, la sua carrozzeria pesa il 12% in meno rispetto a quella delle altre Yaris, prive peraltro del tetto realizzato con un nuovo materiale di carbonio forgiato in grado di far risparmiare ben 3,5 kg. Questa serie di interventi mirati ha fatto sì che la GR, a vuoto, arrivi a pesare solamente 1.280 kg: un dato impressionante, che regala a quest’auto lo straordinario rapporto peso/potenza di 4,9 kg per CV.  

Yaris GR

Ciò che questa Yaris è in grado di fare in rettilineo, tuttavia, non è nulla se paragonato a ciò che la GR può combinare tra le curve. Munita di un sistema di trazione integrale totalmente realizzato da Toyota – il primo negli ultimi 20 anni – la piccola del Sol Levante è sensazionale al punto da non farvi credere a cosa stia accadendo. Supportata alla perfezione dalle performanti Pilot Sport 4S, la Toyota Yaris GR vi costringe ad accettare l’impossibile: percorrerete curve ad una velocità impensabile, condotti per mano da un telaio eccezionale e da un assetto impeccabile, rimanendo sempre con il dubbio che ci si potesse spingere ancora un po’ più in là. I limiti di tenuta sono incredibilmente elevati, e il grip meccanico fa sì che quest’auto sembri munita di ventose e non di pneumatici: si resta sbigottiti tanto dalla facilità con cui si affrontino pieghe con rapidità inaudita quanto dalla sensazione, per l’appunto, che la Yaris GR quelle stesse pieghe avrebbe potuto affrontarle senza problemi con 10 – o forse 20 – km/h in più.

Alla vigorosa coppia ai bassi regimi del tre cilindri corrisponde una spinta convincente ben oltre i 6.000 giri, a un cambio manuale rapportato in maniera perfetta e dagli innesti ravvicinati e precisi fa da supporto un impianto frenante formidabile (le pinze a 4 e 2 pistoncini mordono dischi da 356 e 297 mm, più grandi di quelli della Supra!): la Toyota Yaris GR è il cosiddetto “game changer”, è ciò che sposta l’asticella nel segmento delle Hot Hatch più in alto di quanto chiunque avrebbe mai potuto anche solamente provare a pensare. In un misto stretto la minuta nipponica è semplicemente devastante: in possesso di una reattività spaventosa, la Yaris GR guizza letteralmente di apice in apice assecondando in maniera esaltante le vostre intenzioni e le vostre azioni, permettendovi di stabilire con lei un’intesa pazzesca dopo pochissimi km percorsi assieme.

Yaris GR

Nessuna delle tre modalità di guida presenti stravolge infatti il comportamento dinamico dell’auto: che la si usi in modalità Normal, in modalità Sport o in modalità Track, la Yaris GR ha lo straordinario pregio di rimanere sempre fedele a se stessa. A cambiare, a differenza di quanto accade su moltissime dirette concorrenti, non sono rigidità delle sospensioni, precisione dello sterzo o risposta del pedale dell’acceleratore, bensì la ripartizione della coppia motrice tra asse anteriore e asse posteriore: in Normal il rapporto tra avantreno e retrotreno è 60%-40%, in Sport è 30%-70% e in Track è 50%-50%. Queste variazioni plasmano il carattere della Yaris GR avvicinandolo il più possibile alle vostre necessità o ai vostri gusti di guida, ma non riescono – anzi, volontariamente non provano – a intaccarne l’animo: la piccola Toyota assume chiaramente tendenze sottosterzanti o sovrasterzanti in base alla modalità di guida selezionata (e questo è sintomo del fatto che la trazione integrale faccia dannatamente bene il proprio lavoro), ma rimanendo identica nei suoi fondamentali non vi costringe a intraprendere un percorso di adattamento ogni qualvolta voi decidiate di cambiare modalità di utilizzo. Si avverte distintamente quando gli pneumatici anteriori siano alle prese con il 60, il 30 o il 50 per cento della coppia motrice (lo sterzo, ad esempio, da Normal a Sport diventa ancora più preciso perché privo dell’incombenza di dover scaricare a terra la maggior parte della coppia), ma la possibilità di avvertire in modo nitido queste sfaccettature è data dal fatto che tutto il resto, in quest’auto, non cambi.

Yaris GR

Parte del merito di un simile, sublime comportamento dinamico è anche di ciò che viene messo a disposizione con l’allestimento Circuit, l’unico con il quale la Yaris GR viene commercializzata in Italia. Questo pacchetto, infatti, regala alla piccola del Sol Levante non uno, ma due differenziali Torsen. Esatto, uno per ciascun asse. In modo tale che la segmento B nipponica non solo si preoccupi di ripartire la coppia motrice in base alla modalità di guida selezionata, ma si prenda la briga anche di valutare – con un ritardo quantificabile in pochi millisecondi – quanta coppia debba essere trasmessa ad ogni ruota dei singoli assi per garantire a chi guida la massima trazione e precisione possibile. Il risultato è estasiante: la Yaris GR ha un comportamento magnificamente lineare, con la sinergia tra assetto, trazione integrale e differenziali Torsen che le permette di avere una fluidità di guida alle alte velocità semplicemente eccelsa. C’è grip in uscita, c’è tenuta in percorrenza, c’è solidità in ingresso, c’è davvero tutto quello che si potrebbe desiderare da un’automobile di questo tipo. E anzi, a volerla dire tutta c’è forse anche molto di più.

Il giudizio che chiude questo episodio di #MiSonoInnamorauto è…

Mi vuoi sposare?

Trovare le parole giuste, per descrivere la Toyota Yaris GR, è tutt’altro che semplice. Concepita per stupire ma camuffata sotto l’abito discreto di una comune segmento B, quella che è senza ombra di dubbio una delle più straordinarie creazioni della Casa giapponese è in grado di lasciare a bocca aperta chiunque ci salga a bordo. Spaventosamente veloce, inconcepibilmente stabile, al passo con i tempi data la presenza di ADAS e infotainment e in grado – trattandola con cortesia – di farvi percorrere 13 km con un litro di benzina, la Yaris GR ha scavato un solco incredibile nei confronti della diretta concorrenza. Proposta a partire da 39.900 € e dunque con in dote anche un rapporto qualità/prezzo/prestazioni da capogiro, ha solamente la colpa di essere troppo potente per uno Stato come il nostro: i 261 CV di questa piccola Toyota, infatti, espongono chi la compra all’assurdo balzello del superbollo. Un’assurda tassa che però, viste le qualità e i pregi di quest’auto clamorosa, in questo caso varrebbe quasi la pena pagare.

Un ringraziamento va alla concessionaria Totani de L’Aquila per avermi dato in prova la Toyota Yaris GR.

Yaris GR




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Stefano Nicoli

The author Stefano Nicoli

Innamorato dal 1993 di tutto quello che è veloce e che fa rumore. Admin e fondatore di "Andare a pesca con un'Audi R18", addetto stampa di Tsunami RT ed Enrico Fulgenzi Racing nel Porsche Carrera Cup Italia e nel Porsche Sports Cup Suisse, di Honda HRC nei GP di Misano '16 e Mugello '17 e di Force India nel GP di Monza '15 dopo aver vinto il 1° #JoinTheTeam, sono Editor per RedBull.com, sono accreditato F1, FE e WRC e faccio parte del Media Staff dell'Autodromo Nazionale Monza. Ho fondato FuoriTraiettoria.com mentre ero impegnato a laurearmi in giurisprudenza e su Instagram sono @natalishow