Sin dal rientro nel calendario WEC, avvenuto nel 2024, la 6 Ore di San Paolo ha rappresentato un ostacolo piuttosto insidioso per Ferrari, a causa delle caratteristiche della 499P che ne hanno impedito la massima espressione velocistica sui saliscendi della megalopoli. Differente, però, è stata l’edizione 2026; per la prima volta tutte le Hypercar del Cavallino Rampante si sono classificate all’interno della top-10 (nel 2024 ci riuscirono solo le due ufficiali, mentre nel 2025 solo la privata di AF Corse), ottenendo addirittura un podio che gli stessi piloti della vettura #51 hanno dichiarato “inaspettato”.
“Penso che il secondo posto alla vigilia di questa 6 Ore sarebbe stato difficilmente pronosticabile”, ha infatti dichiarato Alessandro Pier Guidi. “Eravamo più competitivi rispetto alle scorse stagioni, ma non mi sarei aspettato di arrivare così in alto. Abbiamo fatto il meglio che potessimo, anche a livello di strategia la squadra è stata perfetta”. Il pilota di Tortona sottolinea dunque l’aspetto chiave della buona riuscita della 6 Ore di San Paolo per Ferrari; partita 11° (ultima delle 499P) la #51 è stata lontana da penalità, contatti ed episodi sfavorevoli, correndo in aria pulita ogni qualvolta fosse possibile. “A Interlagos è essenziale avere pista libera, ed esserci messi in una posizione in cui potevamo esprimere il nostro passo migliore è stata la chiave per salire sul podio. È stato un ottimo lavoro di team. Lasciamo il Brasile fiduciosi, perché era una delle piste dove non ci attendevamo di ottenere molti punti”

Gli ha fatto eco Antonio Giovinazzi che, reduce dal primo podio con Ferrari alla 6 Ore di San Paolo, ha descritto il risultato “molto positivo per la classifica, e che ci dà morale nell’affrontare la seconda parte della stagione. Essere saliti sul podio su una pista come Interlagos, dove abbiamo sempre faticato nei due anni precedenti, è qualcosa di straordinario: ringrazio la squadra per averlo reso possibile”
James Calado, protagonista dell’unico vero episodio da cuore in gola dell’equipaggio #51 – l’impatto con il guardrail nella curva destrorsa in uscita dai box, a gomme fredde e temperatura della pista calata drasticamente – ha a sua volta espresso sorpresa per il 2° posto conquistato in Brasile: “Non ci saremmo mai aspettati di salire sul podio questo weekend ed esserci riusciti, con una gara eseguita quasi alla perfezione, è qualcosa di cui essere fieri. È un bel risultato anche in termini di classifica per il Campionato del Mondo”.
A sticky problem for the #51 😳
— FIA World Endurance Championship (@FIAWEC) July 12, 2026
After hitting the barrier on pit exit, James Calado’s @FerrariHypercar was left dragging part of the pit banner.#WEC #6HSaoPaulo #Ferrari pic.twitter.com/J0DTgFb0h6
E l’inglese ha perfettamente ragione, dato che con i suoi compagni è balzato al 4° posto nella classifica del Mondiale Piloti con 57 punti all’attivo, scavalcando la Toyota #8 protagonista di una gara…dimenticabile. Meglio di loro solo Van Der Linde (BMW, 65 pt.), De Vries/Conway/Kobayashi (Toyota, 75 pt.) e Rast/Frijns (BMW, anch’essi a 75 pt.).
La seconda Ferrari ufficiale è giunta 8° sul traguardo della 6 Ore di San Paolo, ma è stata promossa 7° dopo la penalità di 5” inflitta alla BMW #20, 6° alla bandiera a scacchi ma ritenuta colpevole di aver causato la collisione proprio con la 499P #50 in curva 2, a 10’ dal termine. La gara per l’equipaggio Molina/Fuoco/Nielsen non è stata delle più lineari, a causa anche di un Drive Through. “Abbiamo avuto la possibilità di fare molto bene qui a San Paolo iniziando la gara al meglio, poi ho commesso un errore che ci ha costretti a una grande rimonta”, ha dichiarato Miguel Molina, autore di un’infrazione in regime di FCY a 4 ore e 30’ dalla fine. “Peccato per questo che ha compromesso la corsa. Ora guardiamo avanti e al prossimo round al COTA, a settembre, con l’obiettivo di tornare a lottare per un ottimo risultato”.
Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno anche Nicklas Nielsen, che ha descritto la 6 Ore di San Paolo come “Una gara abbastanza difficile”. Il danese è fiducioso: “Il lato positivo è stato il grande progresso che abbiamo riscontrato sulla vettura rispetto all’anno scorso. Il risultato non è stato quello sperato, purtroppo le giornate complicate capitano”.
Anche Antonello Coletta – Global Head of Endurance and Corse Clienti – e Ferdinando Cannizzo – Head of Endurance Race Cars – hanno commentato la quarta prova del WEC 2026, che ha visto Ferrari tornare sul podio dopo l’assenza registrata alla 24 Ore di Le Mans. “Siamo molto contenti del risultato ottenuto in una delle piste che sicuramente non sono tra le più favorevoli per la 499P”, ha dichiarato Coletta, che elogia la squadra capace di un “lavoro incredibile con ottime strategie, senza le quali non saremmo riusciti ad arrivare secondi, e a lottare per posizioni di alta classifica. Rimane un po’ di amarezza per il Drive Through della 50 e l’incidente che c’è stato nell’ultimo stint che ha privato la vettura di un possibile podio. Bene anche la 83 che è stata protagonista a inizio gara, poi ha danneggiato il muso in una toccata e ha dovuto finire la gara così e questo è stato certamente uno svantaggio. Torniamo a casa motivati e già concentrati sul prossimo appuntamento di Austin”
Ferdinando Cannizzo ha sottolineato i rischi presi con la strategia per puntare al podio: “Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra: lo sforzo compiuto nell’analizzare al meglio la gara dello scorso anno, capendo come migliorare le nostre vetture su un circuito che è sempre uno dei più difficili per noi, ha ripagato tutti. L’affidabilità della 499P è stata impeccabile così come il setup, la gestione dell’energia, e l’esecuzione nelle varie fasi della gara. Siamo riusciti a portare nelle posizioni di vertice le nostre vetture che partivano arretrate in griglia sfruttando le prestazioni della 499P e la strategia, anche abbastanza rischiosa, ma sempre calcolata per arrivare a lottare per il podio. Anche i piloti hanno fatto molto bene e dobbiamo essere davvero contenti di tutti questi aspetti”

