I team hanno sfruttato queste FP3 del GP degli USA per mettere a punto le monoposto in vista delle qualifiche. Quasi tutti si sono concentrati sul far funzionare al meglio le gomme soft dopo un primo run con le medie. Quasi perché le Cadillac hanno preferito concentrarsi sulle hard, forse per salvare più set di soft, forse perché, sapendo di qualificarsi in ultima e penultima posizione, ha poco senso concentrarsi sulla qualifica. Il tema principale della sessione non è stato però quale mescola hanno utilizzato le Cadillac per portare a termine i loro giri, ma i track limits. Dopo le oltre 200 violazioni per track limits tra FP1 e FP2 infatti la FIA è stata costretta a correre ai ripari. La linea bianca in uscita di curva 19 è stata allargata e resa ENORME per aiutare i piloti a rimanere in pista. Questi cambiamenti non hanno però impedito ai piloti di violare i track limits in altre zone del circuito, ad esempio in curva 9 o 12. A questo punto viene da chiedersi se per le qualifiche e la gara la FIA dipingerà di bianco tutte le vie di fuga per compensare le pessime scelte progettuali del circuito o se assisteremo a un’ecatombe di tempi cancellati come in queste prime 3 sessioni. Considerando solo i tempi validi Hamilton è stato il più veloce di tutti grazie a un crono di 1:34.893. Questo risultato ha permesso alla Ferrari di confermarsi la più veloce anche nella terza sessione di prove libere dopo gli ottimi risultati di ieri. Tutto lascia quindi presagire una pole position di Verstappen.

Il secondo posto è stato conquistato proprio dall’olandese, che però nel finale non è parso molto a proprio agio con la vettura, tanto da lasciare mezzo battistrada in uscita di curva 15 dopo una derapata di frustrazione. Ancora più nervoso è sembrato però il compagno di squadra Hadjar, decimo, il quale ha prima perso il retro della vettura nelle veloci esse del primo settore per poi insultare Albon in curva 1 dopo un bloccaggio causato, secondo il francese, dal fatto che il pilota della Williams si trovasse in traiettoria. La terza posizione è stata occupata da Charles Leclerc, che si è visto cancellare il suo miglior tempo per via della violazione dei track limits in curva 9. Il pilota della Ferrari ha preceduto le Mercedes di Antonelli e Russell, staccati rispettivamente di 303 e 488 millesimi dalla vetta. Antonelli ha combattuto con il suo principale nemico di questa stagione, i track limits, e si è visto cancellare il suo miglior giro. Problemi simili in casa McLaren, dove Lando Norris si è fatto cancellare il miglior tempo per track limits in curva 9 e si è dovuto accontentare dell’ottavo posto dietro al compagno di squadra Piastri e a un ottimo Hulkenberg, che ha sfruttato la scia del compagno di squadra nel suo giro migliore. In casa Audi infatti, vista la penalità di Bortoleto, i due piloti si sono allenati per provare i giochi di scia in vista delle qualifiche. La posizione rimanente in top ten, la nona, è stata occupata da Gasly, staccato però di 1.011 secondi dalla vetta.
Le due Racing Bulls di Lawson e Lindblad hanno chiuso appena fuori dai primi 10 precedendo l’Audi di Bortoleto, la Haas di Bearman e l’Alpine di Colapinto. Fernando Alonso ha terminato la sessione in sedicesima posizione con l’Aston Martin, staccato di 1.562 secondi dalla vetta. Lo spagnolo è stato più veloce di Ocon, diciassettesimo, e del compagno di squadra Stroll, diciottesimo a 2.2 secondi da Hamilton. Le ultime quattro posizioni della classifica sono state occupate, come ieri, dalle due Williams e dalle due Cadillac. Albon e Sainz hanno chiuso a circa 2.8 secondi dalla vetta mentre le due Cadillac di Perez e Bottas addirittura a 2.991 e 3.872 secondi dal tempo più veloce. In basso la classifica al termine delle FP3 degli GP degli USA.


